Javier Pastore:”L’oro di Palermo”

Il complimento migliore, e più originale, gliel’ha fatto Diego Maradona in persona, che ha definito Javier Pastore “un maleducato del calcio”, ovvero, nello speciale gergo del Pibe de Oro, un giocatore che tocca la palla come se avesse già fatto 4 o 5 Mondiali. In realtà di Mondiale Javier Pastore ne ha fatto uno e a Maradona era bastato schierarlo in una sola gara prima della rassegna sudafricana per decidere di inserirlo nei 23 convocati. Perché Javier Pastore è uno dei più grandi talenti espressi dal Sudamerica negli ultimi anni, l’ennesimo esempio di lungimiranza sul mercato del Palermo di Maurizio Zamparini che lo ha acquistato per 6 milioni di euro dall’Huracan e ora, se e quando deciderà di venderlo, è sicuro di realizzare una forte plusvalenza. Nel frattempo Pastore si diverte ad esaltare la fantasia dei tifosi del Palermo con la sua classe cristallina, i suoi assist illuminanti e la sua grande eleganza nel trattare il pallone. Il suo periodo di adattamento al calcio italiano dura qualche mese, giusto il tempo dell’avvicendamento di Delio Rossi al posto Walter Zenga sulla panchina del Palermo: il tecnico riminese lo rimette nella posizione a lui più consona, quella di trequartista, e gli dà carta bianca per liberare il suo estro, chiudendo la stagione con due gol e numerosi assist. Pastore torna dal Mondiale rinforzato nel fisico e nella mente e all’inizio della nuova stagione si presenta con un importante valore aggiunto: un rinnovato fiuto per il gol, che lo porta nel primo mese di stagione ad eguagliare il totale di reti dell’anno scorso, ovvero tre. Le perle contro Maribor, Palermo e Brescia e una serie di prestazioni da migliori in campo sono il biglietto da visita con cui El Flaco ha presentato al grande pubblico la sua seconda stagione italiana; ma il bello deve ancora arrivare.

LA REDAZIONE

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