LA STORIA- La solitudine di Pisacane, il “Farina napoletano” accantonato da media ed istituzioni

In un momento molto delicato per il Calcio italiano, la Redazione di Iamnaples.it ha deciso di dedicare a Fabio Pisacane, simbolo dell’onestà made in Naples, una puntata della Rubrica La Storia. Mentre l’Italia tesse le lodi di Simone Farina, altro piccolo, grande eroe delle serie minori, ci preme non lasciare nel dimenticatoio chi può essere da esempio per tutti i napoletani e per le persone oneste in genere.

Proprio ieri, 9 Gennaio 2012, a Zurigo, un quasi sconosciuto del panorama calcistico, tale Simone Farina, prendeva parte al Gran Galà del Pallone d’oro e grazie al suo coraggio (che lo ha reso ormai noto ai più), mentre Messi e Cristiano Ronaldo si giocavano il riconoscimento individuale più ambito, strappava applausi e consensi tra i guru del gioco più bello del Mondo. Fin qui nessun problema, anzi, i riconoscimenti per il difensore del Gubbio capace di rifiutare una combine che gli avrebbe permesso di raddoppiare il suo ingaggio, sono il minimo. Ma qualcosa che non va, ahinoi, c’è: l’eroe dell’operazione Last Bet non è l’unico ad aver rifiutato ingenti somme per taroccare partite e non è l’unico ad aver denunciato tutto alle forze dell’ordine. Un napoletano, Fabio Pisacane, difensore della Ternana con trascorsi al Genoa ed al Chievo tra le altre, ha fatto lo stesso (in occasione di Ravenna-Ternana, rifiutando euro 50.000 e denunciando Buffone, ds giallorosso), ma, chissà per quale inaudita ragione, non ha avuto i meriti e gli attestati di stima e solidarietà del suo collega. Il ragazzo, nato nel 1986 nel capoluogo campano e cresciuto nei Quartieri Spagnoli, cuore pulsante del Centro Storico partenopeo e spesso centro ed epicentro di malefatte che puzzano di camorra, è rimasto nel dimenticatoio, solo, mentre il suo ormai famoso alter ego veste i panni di mosca bianca. Dal canto suo, Pisacane fa sapere che “di notorietà, premi e pubblicità m’interessa ben poco” ma è triste pensare che l’Italia si sia scordata di lui, per puntare tutta la sua ammirazione sul biondo terzino del Gubbio. “Mi interessa poter camminare a testa alta, mettere la testa sul cuscino con la coscienza pulita. Su Farina tutti si sono subito schierati: era un coro di voci, “non lasciamolo solo”. A me chi è stato davvero vicino? La mia società, la mia famiglia. Per il resto io sì che ero solo: di me non è stato detto nulla, non mi sono sentito veramente protetto.” Coerente col suo coraggio e la sua pulizia d’animo Fabio Pisacane from Quartieri Spagnoli conclude: “Non l’ho vissuta bene: le notizie non erano ancora uscite nella loro completezza e c’era già chi dubitava di me. Non sono un santo e ho una famiglia normalissima: mio padre è un venditore ambulante, mio fratello e mia sorella sono persone tranquille. Ma volevo un gesto che potesse essere da esempio.” E lo ha ottenuto.  A volte, però, il Mondo è ingiusto, e così, per pubblicizzare un gesto ammirevole, si è mobilitata solo una minima parte della stampa, per la maggior parte partenopea e ternana (oggi diverse testate giornalistiche gli hanno dedicato uno spazio e la redazione di Radio Marte lo ha invitato a prendere parte a Marte Sport Live). I malpensanti parlano di razzismo verso Napoli, la maggior parte dei lettori è ignara, fattostà che il buon Fabio ora come ora è solo. Sarebbe bello se lassù, in Lega, qualcuno si ricordasse anche di lui, che fa sapere di non volere convocazioni in Nazionale o vessilli, e ricorda che ha fatto solo quello che chiunque, al suo posto, avrebbe dovuto fare. Onore a Pisacane, esempio della vera e giusta napoletanità

A cura di Mirko Panico

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