Napoli-Juventus, in casa dell’avversario

E così è arrivato il 1 marzo: le porte del S. Paolo si aprono di venerdì sera esattamente un anno dopo per quella che non è e non sarà mai una partita come le altre. Arriva la Juventus e lo fa da prima in classifica, con l’atteggiamento spavaldo che da sempre la contraddistingue a giudicare anche dalle dichiarazioni che hanno cominciato a risuonare in questo scorcio iniziale di settimana. Vidal, ad esempio non ha dubbi nel valutare Messi migliore di Maradona. Dal canto suo Bonucci è certissimo: “Andiamo a Napoli per vincere nella partita più importante, siamo la Juventus”. Matri che vuole un gol a Napoli è sulla stessa lunghezza d’onda: “Non abbiamo avuto paura del Celtic Park, non ci intimorisce il S. Paolo… non giochiamo per partecipare… fin quando non indossi questa maglia non lo puoi capire”. Asamoah, uno dei protagonisti di Pechino, autore anche della bellissima rete del momentaneo 1-1 è ancora più specifico: “Dobbiamo giocare come sappiamo, con cattiveria… il destino è nelle nostre mani”. C’è poi chi sembra glissare sull’importanza dell’incontro, almeno in apparenza, parlando di tappa fondamentale ma non decisiva, è Peluso, che chiacchiere di mercato l’inverno scorso ed anche a dicembre, quando il difensore era all’Atalanta, avevano dato nel mirino proprio del Napoli. Di uguale parere Nedved, campione bianconero del recente passato ed oggi nel quadri dirigenziali, che sogna il binomio scudetto-Champions ed anche Lichtsteiner, compagno di Inler nella nazionale svizzera, il quale però non lesina una battutina su Maradona: “Tanto non potrà giocare…”

E a proposito di Inler venerdì si ricostruirà idealmente un pezzo di Udinese con la presenza, oltre che del “Leone” e di Armero in azzurro, di Asamoah e Isla in bianconero, anche se pare il cileno si accomoderà in panchina, da dove dovrebbe partire anche uno dei due tra Matri e Giovinco. Con Bendtner fuori per infortunio da dicembre e Pepe fresco di operazione alla coscia sinistra, in lievissimo vantaggio per far coppia in attacco con Vucinic sembra la “Formica Atomica”, polemico in occasione della sua marcatura domenica scorsa nello zittire il pubblico dello Juventus Stadium che non gradisce l’atteggiamento e lo inonda di fischi. Xavier Jacobelli lo difende esaltandone le doti tecniche ed umane, giudicando ingenerose e ingiuste le critiche verso di lui. Tutt’altro che sereno appare anche il clima intorno allo stabiese Quagliarella; un suo labiale incriminato all’indirizzo di Alessio qualche tempo fa avrebbe fatto calare il gelo tra l’ex punta azzurra e il club torinese. Per ora panchina anche per lui, affiancato dai due castigatori dell’andata: Pogba (che farà spazio a Vidal) e Caceres, quest’ultimo non allenatosi perché deve ancora smaltire una lombalgia. Un“cauto ottimismo” accompagna invece le notizie su un Chiellini non ancora recuperato al 100% dopo la botta rimediata domenica alla caviglia. Nella giornata di domani si scioglieranno tutti i dubbi ma difficilmente lo vedremo in campo dal primo minuto.

Conte (stavolta silenzioso, a differenza del botta e risposta con il collega Mazzarri in estate ed autunno) terrà la sua conferenza stampa alle 14 prima di dirigere l’allenamento  pomeridiano e di partire per Napoli. Si è detto attratto da una possibile esperienza all’estero, sponda Chelsea e poi rimbrotta il pubblico bianconero: “…si è presa la cattiva abitudine di fischiare al primo passaggio sbagliato…”. Un pubblico che il telecronista-tifoso Zuliani giudica “freddo e distante”, che non sembra contentarsi neppure del 3-0 rifilato al Siena, e che non ha neppure risposto alla richiesta dello stesso Conte: il tifo delle curve esteso allo stadio intero. Il S. Paolo sarà pienissimo, con il tutto esaurito ormai da giorni, con la presenza sparsa nei vari settori, non solo quello ospite, di moltissimi supporter bianconeri. Ma tanto cosa importa, loro il S. Paolo non lo temono…

Maria Villani

 

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