Né deprimersi prima nè esaltarsi dopo il Torino, il Napoli si liberi dal termometro dei sentimenti

Né deprimersi prima nè esaltarsi dopo il Torino, il Napoli si liberi dal termometro dei sentimenti

A Torino è tornato il Napoli che ha raccolto complimenti in tutta Europa, quello che fa brillare gli occhi, che emoziona nell’espressione di gioco al di là del risultato ottenuto. Sono tanti i fattori che hanno portato gli azzurri ad esprimersi in maniera brillante contro i granata. Le caratteristiche dell’avversario fanno la differenza, non è un caso che in tre partite contro il Napoli il Torino abbia incassato tredici gol, con tante occasioni fallite dai ragazzi di Sarri.

Gli azzurri non hanno trovato la densità in zona palla, la capacità di coprire gli spazi espressa dalla Fiorentina di Pioli ma un avversario che fa fatica quando è costretto a difendersi. Mihajlovic non ha mandato un attaccante come Dybala o Thereau a pressare Jorginho ma un centrocampista come Baselli, perdendo un uomo in mezzo al campo. Sinisa è stato spavaldo, ha scelto di andare a prendere il Napoli col pressing alto e, quando gli azzurri superavano la prima linea di passaggio, erano dolori per i granata. Chi ha fermato il Napoli finora ha condotto una gara straordinaria soprattutto sotto l’aspetto difensivo, soprattutto la rete di Zielinski è, invece, un’immagine del disastro del Toro, con la tattica del fuorigioco applicata su una situazione a palla scoperta. Non bisognava deprimersi dopo qualche passo falso né esaltarsi troppo dopo il successo di Torino, il cammino è lungo e fatto di momenti più o meno belli, oltre agli episodi che nelle partite hanno un peso specifico rilevante. Il tredicesimo gol da palla inattiva, il nono degli ultimi diciannove messi a segno ha reso il Napoli ancora più padrone della gara.

Sarri ha realizzato la tesi da allenatore sulla preparazione della partita nella settimana tipo, molto gradita all’allenatore toscano. Riducendo lo stress da partite in settimana, il Napoli ha sicuramente ritrovato brillantezza che ha sprigionato contro il Torino. Tale analisi porta al centro del dibattito il tema della gestione della rosa proprio alla vigilia dell’impegno di Coppa Italia contro l’Udinese.

Dare riposo agli elementi-chiave è fondamentale, considerando che fino all’Epifania si giocheranno altre tre sfide contro Sampdoria, Crotone e Verona. Oddo e Giampaolo hanno dimostrato di saper imbrigliare in più occasioni il Napoli che è riuscito a portare a casa i tre punti ma con sofferenza. Basta ricordare la partita contro i blucerchiati dello scorso 7 Gennaio, vinta solo al 95’ grazie ad un gol di Tonelli.

Il Napoli non conosce sul lungo periodo altra strada per arrivare al successo che non sia il bel gioco e, per esprimersi a ritmi alti, ha bisogno di brillantezza e buona condizione psicofisica. Sarri gestisca al meglio gli impegni prima della sosta, poi, considerando anche gli impegni d’Europa League, c’è bisogno di rinforzi sul mercato. Vrsaljko ha disputato la sua seconda gara consecutiva da titolare per la prima volta in stagione, ha realizzato l’assist decisivo sia contro il Betis che contro l’Alaves. Simeone non vuole la sua cessione, lo sta integrando nel progetto tecnico, la strada per convincere l’Atletico Madrid è tortuosa e complicata.

Ciro Troise


Ha conseguito con lode la Laurea Magistrale in “Televisione, Cinema e New Media” presso l’Università IULM di Milano, dopo il percorso triennale di studi concluso con la lode a Napoli al Corso di Laurea “Culture Digitali e delle Comunicazioni” all’Università Federico II. Editorialista de “Il Corriere del Pallone”, è giornalista pubblicista da Gennaio 2010. Lavora nell’Ufficio Comunicazione di Reach Italia Onlus.

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