Ad Empoli una lezione di umiltà: Davide ha battuto Golia e la sua filosofia

Viaggio nel mondo Empoli: dal personaggio Sarri al disastro azzurro di giovedì sera

Davide che batte Golia è la favola ricorrente nel calcio che tiene ancora in vita questo sport nonostante ci provino in tanti modi ad ammazzarlo: dal calcioscommesse alla violenza negli stadi, passando per le varie nefandezze che affliggono il mondo del pallone. Stavolta Davide, l’Empoli, ha travolto Golia, il Napoli ma lo splendido meccanismo confezionato da Sarri ha fatto anche altre vittime. La Lazio al “Castellani” fu sconfitta 2-1, la Roma ad Empoli e all’Olimpico ha sofferto sia in campionato che in Coppa Italia, la Juventus è riuscita a vincere 2-0 ma prima della punizione vincente di Pirlo ha fatto fatica.

Il calcio italiano ha tanti limiti nelle strutture, negli stadi, nello scarso lavoro sui settori giovanili ma ha una risorsa: il calcio di provincia e l’imprevedibilità che genera. E’ questo il concetto che andrebbe spiegato al Lotito di turno, protagonista di dichiarazioni non solo antisportive su Carpi e Frosinone ma anche poco lungimiranti per la salute dell’azienda calcio.

I valori emergono nella classifica finale ma nella singola partita il lavoro, l’organizzazione di gioco, l’intensità, la lucidità possono determinare le sorprese che danno sale allo sport più popolare d’Italia.

Empoli-Napoli è lo scontro tra due filosofie e per una notte chi ha meno mezzi a sua disposizione ha fatto arrossire una società che esprime un monte ingaggi superiore di 59 milioni: 70 il Napoli, solo 11 l’Empoli, fanalino di coda di questa speciale classifica. C’era chi faceva i complimenti a Sarri negli spogliatoi, chi inseguiva Corsi per chiedergli di Saponara, che a Milano aveva smarrito il suo talento, dopo i vari colloqui imbastiti per Valdifiori che aspetta sviluppi in merito alla panchina del Napoli per capire se si trasferirà dalle parti di Castelvolturno con Sepe.

Si è più volte detto che il Napoli soffre le squadre che si difendono in maniera compatta, che affrontano gli azzurri pensando soprattutto a non prenderle. Questa tesi è veritiera in parte e riguarda soprattutto il Napoli dell’anno scorso, in questa stagione sono poche le gare in cui gli azzurri sono sbattuti sul muro altrui: forse solo le gare interne contro Chievo e Atalanta. A Verona, Palermo, Milano ed Empoli l’avversario non ha pensato solo a chiudere gli spazi, a fare le barricate ma, invece, ha schiantato il Napoli sul terreno dell’intensità, dei ritmi alti, della fame, della voglia di mettersi in mostra.

C’è un dato della disfatta di giovedì che fa riflettere: nel primo tempo chiuso sul 3-0 per l’Empoli, undici volte su diciassette un giocatore dell’Empoli ha vinto un duello in velocità. Difesa altissima, squadra compatta, densità a centrocampo con Saponara che aiutava in fase di non possesso, movimenti continui sul fronte offensivo per non dare punti di riferimento; Sarri ha approfittato della prova incolore della formazione di Benitez per far esplodere il repertorio del suo gioco costruito studiando tanto materiale video non solo sugli avversari. Parliamo di un allenatore espressione della provincia che lavora e si è fatto apprezzare anche in Campania, soprattutto nell’esperienza a Sorrento. Lavoro sul campo e studio a casa, Sarri non va neanche a prendere i premi e cerca di evitare anche i video di auguri a Natale, per lui sono perdite di tempo e non ha alcuna intenzione di nascondere i suoi schemi, una prassi abbastanza stucchevole di tanti allenatori. Mentre il Napoli è in silenzio stampa dall’11 Aprile, la vigilia di Napoli-Fiorentina, mostra ai media circa dieci allenamenti a stagione escluso il ritiro di Dimaro, l’immersione in una realtà di provincia mi ha presentato una realtà dove tutti possono seguire le sedute al “Castellani” tutti i giorni. Ad Empoli sono quasi materia di studio collettivo, lo dicono in tanti: “Devi vedere quante volte prova l’impostazione dal fallo laterale: palla a Valdifiori che sventaglia per Maccarone in profondità, Big Mac s’allarga a sinistra e Pucciarelli s’inserisce centralmente”, mi dicevano al Bar Cristallo, punto di riferimento di tutti in città e dove giovedì notte in grande tranquillità cenavano Maccarone, Bassi e Valdifiori.

Sarri ha grande fiducia nei suoi schemi che non considera, però, un riferimento assoluto; basta pensare alla conferenza stampa del post-partita in cui ha dichiarato che non crede che il Napoli sia allergico ai suoi schemi ma che nel calcio ci siano anche situazioni casuali come possono essere i disastrosi errori individuali dei difensori azzurri. Su quarantatre gol subiti in campionato ben diciassette sono frutto di svarioni di un singolo giocatore, il 39,5% delle reti subite. Una percentuale altissima, poche squadre hanno fatto peggio, per esempio l’Empoli di Rugani e Tonelli ne ha incassati solo nove per errori individuali. Rugani e Tonelli sono tra i difensori dal rendimento migliore della Serie A e sono un prodotto del settore giovanile in cima ai pensieri della società toscana che reinvestirà gli eventuali introiti provenienti dal mercato per Valdifiori, Mario Rui e gli altri proprio sul vivaio. Quando lavori costantemente sulla fase difensiva come fa Benitez e si continua a sbagliare, vuol dire che bisogna interrogarsi sul reale valore dei difensori e dei centrocampisti azzurri, sotto la media delle prime sei in classifica. Dall’isola felice Empoli siamo tornati nel dibattito malato di casa Napoli. De Laurentiis e Benitez s’inseguono in una partita a scacchi mentre nell’ambiente si moltiplicano i commenti stucchevoli. L’analisi sulle partite interessa a pochi, i contributi costruttivi scarseggiano, ciò che conta è difendere la propria tesi precostituita per dire “io l’avevo detto” o per difendere presunti carri che si riempiono e si svuotano con la velocità di un clic. Trovare il “colpevole” è lo sport più diffuso, come sempre l’allenatore è il principale bersaglio ma fortunatamente il calcio va avanti, domani c’è un’altra partita, la corsa Champions può ancora essere riaperta e soprattutto il cammino in Europa League può regalare un traguardo storico. A fine stagione poi ci sarà tempo per valutare, discutere e sicuramente anche la lezione di umiltà subita ad Empoli va annoverata tra gli spunti di riflessione.

Ciro Troise

Tufano
Simon tech

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