ESCLUSIVA- A canestro con Iannilli: “Conquistiamo la Final Four e puntiamo ad alzare la Coppa”

Se la BpMed Napoli sta volando verso zone alte della classifica è sicuramente anche grazie a lui: Andrea Iannilli. Primo acquisto, insieme a Simone Gatti, della nuova società partenopea Iannilli, è frutto di una grande intuizione di un uomo d’esperienza come Maurizio Bartocci. Il tecnico campano, che già ha allenato Iannilli ai tempi di Scafati, oltre a puntare sulle indiscusse qualità del ragazzo ha intuito che un pivot di ruolo, in un campionato così giovane e con giocatori non molto grossi dal punto di vista fisico, potesse fare la differenza e così è stato. Iannilli è uno dei migliori centri del campionato, oltre che giocatore fondamentale dello scacchiere azzurro, e lo dimostra di partita in partita con i suoi 9.5 punti segnati e i 9.8 rimbalzi conquistati a partita, che quasi gli valgono una doppia doppia di media. Ma basta preamboli e passiamo subito all’intervista:

Andrea sei stato il primo giocatore della storia del Napoli Basketball e sei arrivato grazie all’interessamento di coach Bartocci che già ti aveva allenato a Scafati. E’ stata la sua conoscenza a spingerti verso la maglia azzurra? “Direi proprio di si. Avevo lavorato molto bene con lui a Scafati e l’idea di poterlo seguire in questa nuova avventura mi ha spinto ad accettare la maglia di Napoli per affrontare questa nuova scommessa del basket a Napoli”

Parliamo della tua stagione. Le cifre dicono che sei quasi in doppia doppia di media: “Dal punto di vista personale sono molto soddisfatto e lo sono ancor di più a livello di squadra ed è questo che mi riempie di gioia. Essere così in alto in campionato con una squadra che nemmeno doveva far parte di questo campionato – riferendosi all’assegnazione della wild card – è grandioso”

Qual è stata secondo te la chiave vincente di questa squadra? “Il gruppo. Fin dal primo giorno, abbiamo lavorato tutti in maniera molto unita e non ci è mai mancato lo spirito di squadra. Credo sia questa la nostra più grande caratteristica che ci ha accompagnati fino a questo momento e che mai dovremo lasciare”

Gran parte dei tuoi punti arrivano dopo aver conquistato un rimbalzo offensivo, e se invece fosse impostato continuamente un gioco in post ne faresti 30? “Decisamente no – commenta sorridendo il giocatore -. Non sono mai stato un realizzatore del genere e credo che mi stuferei anche. In questa stagione mi trovo a ricoprire un ruolo molto diverso da quello che ho fatto fino ad ora nella mia carriera. Non sono mai stato in quintetto, non ho mai giocato tanti minuti, adesso invece è tutto radicalmente cambiato”

Siete ad una vittoria da un traguardo forse impensabile ad inizio stagione, la Coppa Italia:
“In teoria potremmo già essere qualificati, bisogna solo aspettare il recupero di Omegna-Trieste. Sarebbe un prestigio partecipare a tale competizione. Io ne ho fatto parte una volta e so che è un qualcosa di molto importante per ogni giocatore. Il nostro obiettivo è partecipare ma non credo che si giochi per partecipare e basta, quindi andremo li a giocarcela con tutti”

In un’intervista dichiarasti che solo dopo aver battuto le grandi si poteva parlare di LegaDue. Avete perso con Ferentino e Capo d’Orlando e dovete ancora incontrare Omegna e Torino eppure siete la seconda squadra del campionato: “Ci vuole ancora tempo per esprimere certi giudizi. La partita di Capo d’Orlando non fa testo, perché avevamo vinto e non dovevamo assolutamente buttarla così! Ferentino, invece, ha dimostrato di essere più squadra di noi anche se venivamo da una settimana di allenamenti non al meglio. Tornati dalle ferie, stiamo lavorando ancora più sodo per migliorare sotto certi aspetti”
 
Guardando al campionato, quali pensi siano le squadre che possono lottare fino in fondo? “Al 100% Omegna perché è una squadra illegale sulla carta e sul campo lo sta dimostrando ancora di più. Squadra che possono arrivare fino alla fine sono sicuramente Ferentino che si è rinforzata ulteriormente, Torino, noi e poi possono giocarsela anche Trieste e Trento”

Auspicando di riuscire a conquistare la Legadue, quali giocatori pensi possano rimanere per affrontare quella categoria: “Farei come ha fatto Brescia. Hanno ammazzato il campionato e hanno riconfermato lo zoccolo duro della squadra aggiungendo un paio di americani. Bisogna considerare che l’anno scorso non c’erano tutti questi ragazzi. Alcuni di questi potrebbero bruciarsi in un campionato come quello di Legadue, meglio farsi le ossa un altro paio di anni in questa categoria”

Due partite interne e contro Fabriano ci sarà anche la Diretta Tv, cosa vi aspettate dal pubblico: “Spero che venga in gran numero. Tutto quello che abbiamo fatto fino ad oggi spero sia stato d’esempio per tutti quelli feriti nell’orgoglio dai fallimenti delle gestioni precedenti. Non ho mai visto Napoli in A, ma dicono che sia una roba straordinaria con 5000 persone. Non dico di raggiungere quel numero perché sarebbe da leggenda in questa categoria ma spero di vedere tante persone”

Andrea, prima di salutarti un pensiero verso Mario Delle Cave. Ragazzo di 18 anni scomparso lo scorso 7 settembre e tuo ex compagno di squadra alla Stella Azzurra Roma:
“Non so cosa dire. Eravamo a fare un’amichevole a Ferentino quando mi arrivò questa voce, speravo rimanesse solo una voce… Mi spiace tanto perché era un ragazzo incredibile, solare e nonostante la sua giovane età aveva una carica interiore pazzesca. Era una sorta di fratellino più piccolo ed era un grande amico insieme al fratello grande Gianni. E’ stato un episodio devastante, ma questa è la vita”.

Un grosso ringraziamento ad Andrea Iannilli per essere stato protagonista di questo numero di “A canestro con…” e di averlo fatto con grande disponibilità. Un grande in bocca al lupo per il resto della stagione.

Servizio a cura di Enrico De Pompeis

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