Lippi: “Ancelotti è il miglior tecnico al mondo da dieci anni, però bisogna vedere il mercato del Napoli…”

Lippi: “Ancelotti è il miglior tecnico al mondo da dieci anni, però bisogna vedere il mercato del Napoli…”

Attraverso le colonne della Gazzetta dello Sport ha parlato Marcello Lippi, tecnico che circa dodici anni fa alzava la Coppa del Mondo in Germania. Ecco le sue parole, diversi i temi trattati:

“I Mondiali? Nessuna sorpresa particolare perché alla fine si tratta di un torneo attuale che rispecchia quanto sta accadendo nel calcio. Anche una squadra piccola ha 15-16 giocatori che giocano in Inghilterra. Spagna o Italia. Poi ho visto tensione e preoccupazione negli occhi dei big e delle grandi, paura di non rispettare le aspettative. Ecco perché la nazionali storiche soffrono e non ci sono più le squadre su cui si passeggia”.

Sorprese che aumentano i rimpianti dell’Italia: “Purtroppo sì, avrebbe fatto bene, perché comunque ha qualità. Sull’eliminazione con la Svezia si possono fare mille riflessioni: in quasi 90 anni abbiamo fallito la qualificazione due volte, ma abbiamo pur sempre vinto quattro Mondiali, perdendone uno ai rigori. E per il futuro ci sono giovani validi e un tecnico come Mancini che può fare cose importanti. Certo, ora rosichiamo. Come la Germania. Ho scoperto che dal 2006 le campioni, anche noi purtroppo, escono al primo turno”.

Il Napoli di Ancelotti: “Cioè il miglior allenatore del mondo da dieci anni, una grande sfida. Ma prima di qualunque giudizio lasciatemi aspettare la fine del mercato: vediamo che giocatori avrà”.

Poi l’Inter, vera protagonista fino a questo momento: “Sì, una campagna acquisti fantastica in ogni settore, la possibilità di giocare con più sistemi, una rosa completa. Sarà molto più competitiva”.

Juventus-Cristiano Ronaldo?  “Le cifre sono folli, ma fino a un certo punto. Ci sono giocatori valutati di più negli ultimi tempi. Astronomico forse è l’ingaggio, ma si sa che non paga tutto il club: ci sono sponsor, investimenti, merchandising. Credo che l’aspetto economico sia più semplice di quello che si pensi. Poi c’è quello tecnico e, credo, la voglia di vincere la Champions con un giocatore straordinario che segna più gol di quante partite giochi. Di testa, rovesciata, tacco… ripeto: se la voglia di Champions fosse così forte…”

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