Per l’attacco il Napoli segue il brasiliano Leandro Damiao

Vista l'incedibilità di Ramires, il Napoli punta forte su Cerci

Ma la Juventus dov’è, dall’altra parte della luna? La sfida possibile è cominciata e in quel braccio di ferro a distanza, la Vecchia Signora è la «nemica carissima» con la quale competere, l’eroina dell’ultimo biennio da affrontare a viso aperto, per scucirle lo scudetto dal petto: il mercato sta per partire, ruoterà (innanzitutto) intorno al destino del matador, ma aspettando Cavani, il Godot partenopeo dei sedici metri, è tutto un fiorir d’idee che nascono in Inghilterra, si materializzano anche in Spagna e infine atterrano in Italia, stadio San Paolo, il palcoscenico delle stelle.

IL BOMBER DI SIVIGLIA – L’elenco dei desideri tracima e, per coprirsi le spalle, nel caso in cui accada ciò che Benitez spera non si realizzi, bisognerà pur avere un bomber di scorta a Cavani ma a presa rapida come il matador. Dzeko (27) va bene, certo, però anche Alvaro Negredo (28) ha un suo appeal e a Benitez l’attaccante del Siviglia, che resta sul taccuino della Fiorentina, piace eccome, perché rappresenta una certezza, perché ha fisico e dà profondità, perché è in linea con il profilo societario e garantisce esperienza internazionale. 
EMISSARI IN SUD AMERICA – Ma il mercato non ha limiti e in Brasile, in serata, hanno riavvicinato Leandro Damiao al Napoli, spingendosi persino oltre e scendendo nei particolari: c’è un inviato speciale italiano, d’azzurro vestito, che ha riavviato un negoziato interrotto tempo fa e però rilanciato dopo l’ok di Benitez. Le opzioni sono ampie, ovviamente, e Leandro Damiao rientra di diritto tra coloro i quali vanno monitorati, nel caso in cui… 
VENTO DELL’EST – Ma chi s’avvicina, a grandi passi, è Martin Skrtel (29 nel prossimo dicembre) il primo centrale difensivo dell’elenco stilato a inizio settimana, il percorso più percorribile in questa fase: siamo ai preliminari e servirà ancora un po’ di tempo, ma i contatti vanno ritenuti vivi e le speranze di arrivare ad un sì anche concreti, ancorché non immediate. 
NO BLUES – Il primo stop è arrivato dal Chelsea, che ritiene Ramires Santos do Nascimento incedibile: e allora, in quel 4-2-3-1, potrebbe entrarci Alessio Cerci (26), un genietto un po’ sregolato che ha un cassetto tutto suo nella cineteca di Benitez, maniaco persino nello studio e incollato al video attraverso i quali sta studiando chiunque, nessuno escluso. Il suo Napoli è in gestazione e per dargli un volto – e anche un’anima – serve una conoscenza diretta di chiunque, persino di Maggio, che da quarto a destra è stato analizzato in Italia-San Marino, perché a questo punto non si butta via niente, tanto meno una amichevole d’una Nazionale, che offre comunque stimoli. 
UN AVVOCATO PER RAFA – Fuori il (nome del) secondo, che sarà italiano, praticamente (ex) napoletano: a volte tornano e Fabio Pecchia sta per ritrovare il San Paolo, nella sua terza vita da partenopeo. Cominciò da ragazzino – da enfant prodige – c’è tornato da uomo ormai «fatto» – nel Duemila, la stagione della retrocessione – e ora approderà in panchina al fianco di Benitez, il principale collaboratore per andare a scandagliare un ambiente dall’interno, avendo al fianco un (giovane) collega che conosce il calcio italiano e può introdurre nei segreti d’una città che gli è familiare. 
Fonte: Corriere dello Sport
La Redazione
A.S.


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