Suma: “Il Napoli fuori al primo snodo con una grande squadra”

Il giornalista di Sky Massimiliano Nebuloni, dopo aver ricordato nell’immediato post-partita di San Siro a Didier Deschamps la Champions League vinta 19 anni prima dall’Olympique Marsiglia contro il Milan, ha chiuso così il suo servizio il giorno dopo Inter-Marsiglia: “per programmare il futuro, meglio essere eliminati dal marsiglia che venire umiliati nei quarti da una delle corazzate d’Europa”. Concetto orgoglioso e di alto profilo che cozza però con un concetto facile facile: se evitare umiliazioni in Champions League è utile per programmare il futuro, all’Inter non è riuscito tanto bene. Perché l’umiliazione nei Quarti c’è già stata nella scorsa stagione e nemmeno da una corazzata d’Europa: i 5 gol a San Siro dello Schalke 04. Male che vada, potrà andare peggio al Milan contro il Barcellona? Sarà dura. Ma, ormai è notorio, per la critica italiana un gol preso dal Milan vale come due presi da una qualsiasi altra squadra. Perché qui succede che il Napoli ne becca 4 a Londra ed è tutto un fiorire di grazie lo stesso e di otto in pagella, l’Inter ne prende 5 dallo Schalke e va tutto bene lo stesso perché dopo aver battuto il Mazembe siamo campioni del mondo, ma se al Milan capita di prenderne tre dall’Arsenal apriti cielo. Il 4-0 dell’andata? Quisquilie, dettagli, quella partita è solo frutto della propaganda. Sarà…certo è che l’urna di Nyon ha apparecchiato per bene la tavola a beneficio dei detrattori del Milan. Perché in questo Paese in cui la Roma viene eliminata dallo Slovan Bratislava e il Palermo dal Thun, in cui Lazio e Udinese escono dall’Europa League prima dell’alba dei Quarti, in cui il Napoli esce dalla Champions League al primo vero snodo stagionale contro una grande squadra e in cui l’Inter perde dal Trebisonda a San Siro e dal Marsiglia al Velodrome, sono tanti quelli che si inteneriscono di fronte a cotante prodezze ma diventano implacabili quando si tratta di fare le pulci al 2-2 e al 2-3 del Milan contro il Barcellona. Lì cedono gli argini, lì si esagera nelle censure e sarà così anche nei prossimi Quarti di finale. Il Real Madrid in questa stagione ha perso peggio, rispetto al Milan, contro il Barcellona, sia sul piano del gioco che del punteggio, sia nella Liga che in Coppa del Re, ma non conta. Il Milan contro il Barcellona si è difeso, ha giocato male, ha rinunciato al proprio dna. Ma dov’è l’errore? Nel Milan o in chi pensa che ci sia a questo Mondo una squadra capace di imporre il gioco e vincere di goleada contro una squadra che nelle ultime due stagioni si sta rivelando la più forte di Sempre?

Il Milan in questa stagione ha perso per larga parte della stagione Antonio Cassano e Rino Gattuso, ha subito le operazioni di Mario Yepes e Mathieu Flamini, ha avuto fuori squadra per 3 mesi Sandro Nesta, Philippe Mexes, Alexandre Pato e Alberto Aquilani, per 2 mesi Kevin Prince Boateng, Clarence Seedorf e Alexander Merkel, per 1 mese causa infortunio e squalifiche Zlatan Ibrahimovic, per l’infortunio alla spalla 1 mese Christian Abbiati, per la pubalgia 2 mesi Robinho, per problemi alla caviglia 1 mese Ignazio Abate alle prese adesso con uno stiramento, è appena uscito da 1 mese di assenza di Maxi Lopez. In tutto questo, il Milan è primo in Campionato, fra le prime 8 d’Europa in Champions League e in Semifinale di Coppa Italia. Vero che c’è un rigurgito, non massiccio, ma c’è, degli infortuni muscolari e vero che qualche problema il fondo di San Siro lo crea, è in ogni caso un miracolo quello che sta facendo il Milan alla luce di questa ecatombe. Ai tifosi fa rabbia vedere il Napoli che tutte le sue sacrosante partite della vita le gioca con l’undici titolare, tanto è vero che sono in molti a conoscere a memoria la formazione partenopea, ma è altrettanto indubbio che tutta questa falcidia abbia consentito al Milan di riscoprire a ottimi livelli Bonera, di lanciare definitivamente Emanuelson, di dare molti minuti a Stephan El Shaarawy. Comunque sia, il miracolo resta. Sottaciuto, vilipeso e non riconosciuto da nessuno, ma resta.

La classifica del campionato italiano recita Bologna punti 35 e Palermo punti 34. Un punto in più o in meno non fa la differenza ma a volte può essere un macigno. Soprattutto se quel punto è firmato Stefano Pioli. Il quale Pioli avrebbe dovuto, con un presidente diverso dal buon Zamparini, essere l’allenatore del Palermo, non del Bologna. Era il Palermo senza Pastore che Pioli, dopo una buonissima annata con il Chievo, si era impegnato a guidare la scorsa stagione. Ma, dopo i soliti motivi alla Zamparini, nel novero dei quali potrebbe anche esserci un caffè sorseggiato da una tazzina non impugnata a dovere, Pioli non potè nemmeno iniziare la stagione. Ma, settimana dopo settimana, ecco l’occasione Bologna. Una squadra che sembrava davvero spacciata e che oggi, invece, dopo aver vinto sui campi di Inter e Lazio e dopo aver bloccato con pieno merito la Juventus, è pienamente rilanciata in classifica. Nel frattempo, a Palermo, è passato Devis Mangia, sta incontrando qualche problema l’ottimo Bortolo Mutti, ma Zamparini non si placa. Vista la classifica, esclama: “Visto Pioli, mi mangio i…”. Sarà anche una ammissione onesta, ma alla sensibilità di Mutti, che è l’allenatore pro tempore in carica, non ci pensa? Non ce la fa proprio? Il timore, per gli sportivi palermitani, è che la lezione Pioli non sia l’ultima…

La vera partita fra Fiorentina e Juventus non è in campo, ma sugli spalti. E’ lì, luogo cruciale, che dovrà vincere prima o poi lo spirito sportivo. Le beceraggini sull’Heysel di qualche frangia del tifo viola sono assolutamente intollerabili e dall’altra parte non devono cadere nelle provocazioni. Non è solo Firenze la piazza senza stracittadina che vive la partita con la Juventus come un derby, in questo senso ci sono anche Bologna e Napoli. E anche se alcuni tifosi rossoblu hanno clamorosamente sbagliato con lo striscione su Pessotto su cui si è attivata sacrosantamente la Procura federale, in queste città non ci sono gli eccessi fiorentini. Certe trovate abnormi sull’Heysel non rendono il pubblico un dodicesimo giocatore ma un peso, un problema. La squadra viola in questo momento ha bisogno di ben altro…

Fonte: Mauro Suma per Tuttomercatoweb.com

La Redazione

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