Tutti i retroscena del mercato. Viaggi, trattative e le emozioni del rush finale

Viaggio nell'estate della campagna acquisti del Napoli

Il mercato ai tempi della crisi, con le cessioni, il fair play finanziario e finalmente l’investimento sulla formazione dei giovani, è terminato per il Napoli da una settimana. E’ stata un’altra campagna acquisti seguita negli alberghi milanesi, luoghi delle trattative, da IamNaples.it. Un evento lungo ed intenso come una sessione di mercato produce molti retroscena, atti il cui valore è compreso più alla fine dei giochi che nel corso dei lavori.

IL COMPROMESSO CON LUCI ED OMBRE- Era una campagna acquisti in cui convivevano due anime: quella di De Laurentiis che sogna i nuovi Hamsik, Lavezzi e Gargano e vuole una squadra giovane e invece la filosofia di Mazzarri sull’usato sicuro, con il suo attaccamento ai “fedelissimi”, coloro che ha già allenato durante la sua carriera.

Ne è uscito fuori un compromesso che ha regalato luci ed ombre. Le luci sono il rinnovo del contratto di Cavani, sforando il monte ingaggi, le conferme sul talento di Insigne e la costruzione di un Napoli solido, disegnato con il 3-5-1-1 da Mazzarri. Le ombre sono caratterizzate sicuramente dal mancato arrivo di un difensore di passo rapido che possa far rifiatare Campagnaro e di un esterno sinistro all’altezza di Maggio; si è ripiegato, invece, su un’alternativa nata sulla corsia destra, un’idea degli ultimi giorni di mercato.

Il numero basso di abbonati e lo scarso entusiasmo incontrato alle amichevoli precampionato disputate al San Paolo hanno manifestato la delusione dei tifosi che si aspettavano un investimento maggiore della società nell’anno della dolorosa cessione di Lavezzi. Dalle parti di Castelvolturno rispondono con una lettura economica compiuta “conti alla mano”. I bilanci sono organizzati nell’arco dell’anno solare e, seguendo quest’impostazione, i conti tornano. Sommando i 9 milioni per Behrami e Gamberini, gli 8 per Pandev , i 2 milioni per la metà di El Kaddouri e il 1,5 per Mesto, si arriva alla cifra di 20,5 milioni che, sommati agli 11 milioni di euro spesi a Gennaio per Vargas, costituiscono un investimento di 31,5 milioni di euro. Le uscite conciliano con le entrate, visti i circa 30 milioni incassati per Lavezzi e il 1,250 milioni di euro speso dall’Inter per il prestito di Gargano. De Laurentiis si è sempre definito uno dei più grandi sostenitori del fair play finanziario che stabilisce il diktat: “Spendi solo quello che guadagni”.

IL MAPPAMONDO DELLO SCOUTING AZZURRO- Sono in crescita gli investimenti del club per lo scouting. Maurizio Micheli e Leonardo Mantovani sono sempre in viaggio alla ricerca di nuovi talenti. La Francia, l’Africa ed il Sudamerica sono le tappe più battute dai tempi dell’acquisto di Vargas a Gennaio fino alla chiusura del mercato a fine Agosto. In Africa era stato scrutato anche Joseph Mari Minala, portato anche in prova dalle parti di Castelvolturno. Il centrocampista classe ’96 non ha convinto ed è stato preferito Appiah. In mezzo la spedizione agli Europei Under 17, dove ha colpito il difensore classe ’95 Lasicki nella Polonia che ha perso in semifinale contro la Germania

Il Sudamerica è sempre al centro del mappamondo dello scouting azzurro, con, però una promessa mantenuta. Quando, nel Gennaio del 2011, fu preferito Fideleff a Juan Jesus, approdato all’Inter, Bigon dichiarò che, visto il fattore tempo, era stato acquistato l’argentino anche per la mancata conoscenza in Brasile d’intermediari diretti. La missione quest’anno è stata compiuta, è arrivato Bruno Uvini che probabilmente fino a Gennaio giocherà con la Primavera, poi si vedrà se cederlo in prestito, anche in virtù delle sentenze in merito alla vicenda di Cannavaro e Grava per il calcioscommesse (c’è grande ottimismo per questa vicenda, ndr). E’ stato seguito in Brasile anche Wallace, l’esterno classe ’94 della Fluminense, ma il Chelsea detiene il 40% del cartellino acquisita nell’ambito dell’affare Deco.

L’Argentina non è stata, però, mai abbandonata, il primo nome sulla lista è l’esterno classe ’93 del Racing Avellaneda Centurion, assistito da Alejandro Junior Mazzoni, l’agente di Lavezzi e Campagnaro ed intermediario nell’affare Vargas. Le parti si sono incontrate anche il 31 Agosto; al centro dell’appuntamento anche il rinnovo del contratto di Campagnaro. Il Napoli non poteva prenderlo e lasciarlo in Argentina, dove il mercato in entrata era già chiuso. L’idea è già un appunto per Gennaio, quando potrebbero riprendere anche i contatti con Triulzi, agente di Cavani, per Cirigliano. Gli uomini-mercato del Napoli seguiranno attentamente le gesta del centrocampista classe ’92 con il River Plate, neopromosso in Primera Division.

L’ASSE CON I VIOLA E LA TELENOVELA ESTERNO- Due le vicende che hanno animato i movimenti di Bigon durante quest’estate: il filo diretto con la Fiorentina e la questione dell’esterno.

Con Pradè i contatti erano nati per il portiere; i viola preferivano Rosati a Viviano, l’ex Lecce era già pronto a trasferirsi ma Mazzarri bloccò l’operazione, visto che non sarebbe stato rinnovato il contratto a De Sanctis (clicca qui per leggere la nostra esclusiva del 3 Luglio). Dalla porta al centrocampo, poi è nata la doppia operazione che ha portato in maglia azzurra Behrami e Gamberini per circa 9 milioni di euro.

La questione esterno ha rappresentato indubbiamente la telenovela dell’estate. Le liste prevedevano, come al solito, più nomi da verificare. La differenza è sempre la stessa: giocatori da monitorare, le famose opportunità, e gli obiettivi di mercato.

Cissokho è stato seguito, l’uomo-mercato Maurizio Micheli l’ha anche incontrato due volte in Francia. La sua disponibilità a trasferirsi al Napoli era palese ma un assalto concreto non è mai partito sia per i complicati rapporti tra De Laurentiis ed il presidente del Lione Aulas; i due non si sono accordati per l’amichevole da giocare al San Paolo, quella poi disputata contro il Bordeaux. Cissokho non entusiasmava neanche Mazzarri, che non lo riteneva un rinforzo in grado di alzare il livello qualitativo della rosa. Perciò il primo obiettivo è stato a lungo Balzaretti, che ha scelto la Roma rifiutando anche una proposta del Napoli di 1,7 milioni di euro, nonostante le chiamate di De Laurentiis e Mazzarri nel giorno della firma con il club giallorosso.

Il piano B, l’alternativa, a Federico Balzaretti era Alvaro Pereira, giocatore che è stato vicino ad indossare la maglia azzurra. Nei primi contatti l’affare sembrava complicatissimo, poi il lavoro sotterraneo dell’agente Alejandro Savich ha reso la trattativa sempre più calda. Il Napoli ha offerto anche Gargano come contropartita, non gradita dal Porto che sta seguendo un programma di ringiovanimento della rosa. I portoghesi hanno chiesto Vargas ma il club di De Laurentiis non ha preso neanche in considerazione l’idea (clicca qui per leggere la nostra esclusiva del 2 Luglio). Il giocatore a metà Agosto era fuori rosa ed il Porto ha cominciato a valutare anche l’ipotesi del prestito con diritto di riscatto. Il Napoli si è fiondato sull’obiettivo ed è stato vicino a chiudere l’affare; a quel punto, però, si è inserita l’Inter che ha preferito l’uruguagio proprio a Cissokho, ed alzando l’offerta ad una cifra che può arrivare anche a 15 milioni di euro in virtù dei bonus. Fallito Pereira, Bigon ha rilanciato i nomi di due esterni destri della Bundesliga: Beck dell’Hoffenheim e Jung dell’Eintracht Francoforte, per cui ci sono stati dei contatti con l’agente Mino Gallo. In attesa del sì di Capozucca per Mesto, Bigon e Micheli hanno tenuto anche un colloquio con il direttore sportivo del Parma Pietro Leonardi, a cui è stato chiesto Zaccardo, che il club emiliano non ha voluto cedere. Nelle idee del Napoli, Campagnaro sarebbe diventato l’alternativa a Maggio sulla destra con Zaccardo nella difesa a tre. Mazzarri, però, voleva Mesto, l’usato sicuro tanto gradito al tecnico toscano. Il giocatore era in esubero al Genoa che ha provato a chiudere lo scambio con Vargas ma De Laurentiis ha bloccato i movimenti in uscita per il cileno.

La trattativa si è accesa nell’ultima decade della sessione di mercato, il Napoli inizialmente avrebbe voluto acquisire il giocatore in prestito, ma il Genoa ha chiesto almeno la formula della comproprietà. Quando sembrava tutto fatto, Preziosi ha bloccato tutto dopo essersi consultato con De Canio. “Serve un esterno prima di cedere Mesto”, il diktat comunicato a Capozucca impegnato a trattare con Bigon all’Atahotel Executive. L’idea Schelotto apparteneva ad entrambi i club ma le richieste dell’Atalanta di Pierpaolo Marino non hanno mai reso l’affare concreto. La mattina del 31 l’intuizione di Bigon ha sbloccato l’impasse, il ds del Napoli ha dato un ultimatum al suo collega. “Entro le 13:30 bisogna chiudere per Mesto, altrimenti andiamo su Schelotto”. Il Genoa contatta Zavaglia, agente dello svincolato Ferronetti e così si sblocca la cessione di Mesto al Napoli a titolo definitivo per 1,5 milione di euro. Tutto questo mentre dalle parti dei box di Napoli e Genoa si andava alla ricerca di un cellulare, con gli altri tutti bollenti ed occupati. Quel telefono ha ridato fiato al mercato, le manovre per Gennaio sono già partite.

A cura di Ciro Troise

 

 

 

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