Al “Barbera” la lezione tattica di Walter Mazzarri a Bortolo Mutti

 

Palermo-Napoli 1-3, Mutti a lezione di Mazzarri. Sono questi i primi spunti, le riflessioni che provo a raccogliere dopo aver guardato con attenzione il match del “Barbera”.

“Non sa leggere le partite”, è il leitmotiv delle orazioni anti-Mazzarri di tanti critici. Il tecnico partenopeo, è arrivato all’ombra del Vesuvio con le onorificenze di chi già è affermato, ma ha condiviso con il gruppo il suo processo di crescita, l’affermazione nel mondo del calcio italiano ed internazionale. Oggi il suo sistema di gioco è studiato in tutta Europa, non avrebbe tale considerazione se non fosse capace di arricchirlo con la flessibilità delle scelte, qualità fondamentale in un calcio complesso come quello dei nostri tempi. “Se riesci a superare l’esperienza di allenare a Napoli in modo positivo, vuol dire che puoi allenare ovunque: qui devi difendere i tuoi giocatori sia dall’esaltazione che dalla critica eccessiva. Posso comunque dire di essere fiero di allenare il Napoli.” Così ha parlato il tecnico toscano nell’ultima conferenza stampa, dando valore proprio alle difficoltà superate da quando lavora dalle parti di Castelvolturno.

Mazzarri è umano ed in alcune gare ha commesso qualche errore, ma chi non opera non sbaglia. Il merito innegabile di saper gestire un gruppo, dandogli compattezza, ordine e sviluppando un’identità condivisa all’interno di un sistema di gioco, dovrebbe bilanciare determinati luoghi comuni troppo spesso rilanciati sulla sua figura dopo ogni passo falso.

L’organico carente avuto a disposizione finora, soprattutto perché non poteva contare su giocatori fuori forma o infortunati, è riuscito nell’impresa Champions ed è ancora a galla in campionato proprio per la capacità del tecnico toscano di progettare soluzioni, tirar fuori nuove idee e saper adattare gli uomini sia alle sua filosofia calcistica che alle partite in corso.

Al “Barbera” l’ennesima lezione; il Napoli, come ammesso dal tecnico anche nel post-partita. Nella prima mezz’ora ha sofferto un po’ troppo. Gli azzurri hanno avuto delle palle-gol soprattutto con Cavani perché il Palermo non si è mai chiuso, lasciava degli spazi, in cui gli attaccanti del Napoli facevano valere le proprie qualità contro i mediocri difensori della compagine rosanero.

Gli azzurri, però, soffrivano in fase difensiva: Vazquez s’inseriva tra le linee e diventava letale quando si coordinava con Miccoli nei tagli dalle corsie, senza dare punti di riferimento, il dinamismo di Gargano fondamentale per le ripartenze lasciava spesso Inler in inferiorità numerica a centrocampo, talvolta rimediava Maggio coprendo la diagonale, ma l’esterno azzurro doveva stare attento anche a Balzaretti, pericoloso quando è libero di spingere, in fase di proposizione sulla corsia sinistra l’asse Dossena-Hamsik sembrava un po’ avulso dalla manovra.

La filosofia del Napoli è giocarsela ed, allora, mentre il tecnico pretendeva la concentrazione in fase di non possesso, metteva in campo la mossa vincente per cercare di ripartire con maggiore frequenza e soprattutto efficacia. Pandev sembrava in affanno nel ruolo di collegamento tra centrocampo ed attacco, spesso svolto da Lavezzi, allora indirizzava Cavani a fare movimento qualche metro più dietro ed il macedone nel ruolo di prima punta. Il contropiede su cui è nato il gol del vantaggio nasce su quest’asse con Gargano in versione assist-man, a rivendicare sempre di più il suo valore, e Pandev autore di un’altra bella giocata, che ha punito Munoz, caduto nello stesso errore commesso da Bonucci in Napoli-Juventus. I tanti allenatori presenti nelle scuole calcio italiane si barcamenano davanti alla tv nel notare gli errori mastodontici dei difensori in uno dei fondamentali insegnati a scuola calcio: i movimenti e la distanza nelle marcature. L’episodio dà entusiasmo al Napoli che comincia a mettere il piede sull’acceleratore e sfiora il raddoppio con Pandev, prima del gol annullato per fuorigioco a Migliaccio negli ultimi istanti del primo tempo. Il centrocampista di Mugnano, sugli sviluppi di una punizione di Miccoli, era sfuggito nel blocco a Campagnaro; l’errore nella scelta del tempo e la posizione di fuorigioco hanno salvato la difesa partenopea dalla sua disattenzione che poteva regalare il gol del pareggio al Palermo.

Nella ripresa Mutti, nel tentativo di dare una svolta all’incontro, riesce invece a sconvolgere anche i pochi equilibri ed automatismi che funzionavano per la sua compagine. Infatti, inserisce Alvarez ed Acquah per Vazquez e Della Rocca. La mossa dell’esterno honduregno è pensata per colpire le difficoltà di Dossena sulla corsia sinistra nel contrastare i dirimpettai veloci, mentre l’uscita di Vazquez toglie tanti problemi al Napoli, che soffre gli uomini tra le linee.

Il gol di Cavani al 54’ taglia definitivamente le gambe ai rosanero, il Napoli controlla il match ed affonda con Hamsik al 60’. Sullo 0-3 il Napoli controlla il risultato mostrando un buon possesso palla, l’eccessivo rilassamento porta Miccoli a realizzare il gol della bandiera all’88’.

Il Napoli torna a correre in campionato, guadagna tre punti sulla Lazio e resta in scia delle altre squadre in corsa per il terzo posto.

Giovedì c’è la Coppa Italia, Mazzarri ha l’occasione di dare spazio a chi ha giocato meno, magari provando anche il nuovo acquisto Vargas, ma sicuramente gli azzurri vogliono andare avanti anche in questa competizione. Ai quarti potrebbe esserci nuovamente l’incrocio con l’Inter, in una sorta di appuntamento-vendetta dopo la sfortunata eliminazione dello scorso anno. De Laurentiis già pregusta un altro incasso milionario ma la Coppa Italia è soprattutto la via più facile per tornare a riempire la bacheca del club.

L’arrivo di Vargas non chiude il mercato; la priorità è rappresentata dalle operazioni in uscita. Chavez e Fideleff per regolamento potrebbero tornare solo ad Atletico Tucuman e Newell’s Old Boys in virtù delle norme internazionali, che vietano d’indossare tre maglie diverse nella stessa stagione.

E’ prevista anche la possibilità dell’abilitazione per un calciatore a vestire i colori di una terza società in partite ufficiali in caso di trasferimenti tra due club appartenenti a Federazioni con stagioni sovrapposte; deve essere, però, rispettata la clausola della durata minima del contratto, che sarebbe il termine della stagione in cui esso è stato firmato. Non può essere il caso di Chavez e Fideleff, arrivati in maglia azzurra appena quattro mesi fa. Lucarelli dovrebbe restare fino a Giugno, quando poi si trasferirà a Parma, dove dovrebbe allenare una compagine del vivaio gialloblù.

Il suo contributo nello spogliatoio è importante ed è difficile poi che un progetto lo stimoli così tanto da riuscire a portarlo via dal Napoli a Gennaio. Sormani vorrebbe tenere Dezi, le sue qualità possono essere utili per ben figurare nel girone di ritorno del Campionato Primavera, ma soprattutto al Torneo di Viareggio. Il talento classe ’92 potrebbe partire solo nel caso in cui arrivasse l’offerta di una compagine di serie B o di Lega Pro da primato, dove sia garantito il suo impiego costante in campo. Mascara, come avevamo già sostenuto qualche giorno fa (clicca qui per leggere l’esclusiva del 3 Gennaio) andrà al Novara, insieme a Rinaudo. I due anni e mezzo di contratto proposti gli dovrebbero far “digerire” il dispiacere di lasciare la terra di sua moglie (che è di Benevento, ndr) e i legami e gli affetti che lo legano a quest’esperienza in maglia azzurra. Santana dovrebbe approdare al Cesena, l’inserimento del Siena è più una mossa per mettere fretta al club romagnolo che un interesse reale della compagine di Sannino, che, se dovesse partire Mannini, cercherebbe un esterno valido anche in fase difensiva. Si lavora per lo scambio con Candreva, un buon vice-Hamsik, un giocatore duttile come piacciono a Mazzarri, impiegabile anche come centrocampista centrale. L’accordo potrebbe essere trovato sulla base del prestito con diritto di riscatto della metà.

Le opportunità in entrata passano per Donadel; una valutazione delle sue condizioni sarà la prima mossa, nel caso in cui non convincerà o lo stesso mediano riterrà più opportuno andare in organici dove potrebbe trovare più spazio, allora il Napoli potrebbe accelerare nella trattativa per Mudingayi. Giovedì potrebbe essere già un test importante per l’ex viola.

Il Napoli non si ferma mai e lavora soprattutto in prospettiva per Giugno. Mercoledì la squadra-mercato, composta dal ds Bigon e dai membri del reparto scouting Micheli e Mantovani, all’Hotel Hilton di Milano hanno incontrato Stefano Lombardi, agente di El Kaddouri, e soprattutto Fabrizio Ferrari, per continuare nel processo di scrematura sul calcio francese, setacciato ormai da Bigon e dai suoi collaboratori. Non sono filtrati i nomi di possibili obiettivi, ma l’incontro è stato di quelli in cui si progetta. “Ci lavoro, poi ti aggiorno con una mail” queste le parole dell’agente specializzato sulla Ligue 1 e sul movimento transalpino. Il Napoli studia tanti giovani talenti di quel campionato, vedremo se nasceranno sviluppi concreti.

 

A cura di Ciro Troise

 

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