ESCLUSIVA- Gaetano, parla suo padre: “Il Napoli è una grande famiglia”

ESCLUSIVA- Gaetano, parla suo padre: “Il Napoli è una grande famiglia”

Brevilineo e tenace, pulito tecnicamente e dalla grande visione di gioco, Felice Gaetano è uno dei gioiellini classe ’96 della Primavera del Napoli (insieme a Palmiero, Tutino e Guardiglio) e, in generale, una delle grandi promesse del calcio made in Naples. Quest’oggi Gaetano è sceso in campo con l’undici di mister Saurini per affrontare l’insidiosa trasferta di Trigoria, dalla quale gli azzurrini sono usciti a testa alta (1-1, rimontati nel finale) con grandi chances di qualificazione in vista della gara di ritorno ad Aversa. Proprio qui abbiamo incontrato suo padre, Gianfelice, che ha concesso delle dichiarazioni ai microfoni di IamNaples.it:

Cos’ha avvicinato Felice al mondo del calcio?

“Una grande passione, coltivata un pò in tutta la famiglia, a partire da me per arrivare al fratellino Gianluca (classe ‘2000 ndr), anch’egli tesserato nelle file del settore giovanile azzurro. Felice ha sempre amato il gioco del calcio, sin da quando, piccolissimo, frequentava una scuola calcio della nostra zona, la Future Boys. Alla tenera età di 13 anni poi, è arrivata, con grandissima gioia di tutta la famiglia, appassionata ai colori azzurri, la chiamata del Napoli. Fu Giuseppe Santoro a credere fortemente nelle qualità di mio figlio; poi, nelle varie categorie affrontate prima di arrivare in Primavera, ha sempre trovato tecnici molto preparati che lo hanno migliorato in primis come persona, aiutandolo a crescere. Mi riferisco a Sorano, Panico (attualmente allena i Giovanissimi Nazionali della Juve Stabia ndr) e Liguori, tre validi uomini di calcio”

Felice è uno dei più “piccoli”, anagraficamente parlando, della Primavera di Saurini. Ce lo saprebbe descrivere dal punto di vista caratteriale?

“E’ un ragazzo molto umile e maturo per l’età che ha, uno che ama quello che fa e che mette passione in tutte le sue giornate, scandite da scuola, allenamenti e partite. Non sente lo scotto di giocare con ragazzi più grandi, ci è abituato praticamente da sempre. Non ama stare sopra le righe e sa che questa può essere una grande scuola di vita per lui: ha la possibilità di allenarsi con ragazzi dai quali può imparare molto e, non ultimo, ha la fortuna di lavorare con mister Saurini, un tecnico a mio modesto parere molto valido sotto tutti gli aspetti, che non ha avuto timore di lanciare giovani di qualità come Tutino, Palmiero o Guardiglio, solo perché anagraficamente ancora nella categoria Allievi.”

Cosa si attende da suo figlio? 

“Felice è un ragazzo di sedici anni e sa di essere fortunato ad avere una grande chance come quella di poter giocare per i colori della sua città. Praticamente è in una famiglia, tutti, dallo staff tecnico alla segreteria, dagli allenatori ai magazzinieri ai piani alti della società, remano nella stessa direzione, facendo il massimo per la crescita di questi ragazzi. Personalmente, spero che possa avverare i suoi sogni, anche perché, da genitore, so che lo merita per la grande passione che mette in quello che fa. Ha avuto la chance di giocare in Nazionale con l’Under 17 di Zoratto, dopo il torneo di Arco di Trento, ed ha lasciato un buon ricordo. Ha la fortuna di indossare la maglia azzurra del Napoli e calcare campi importanti, confrontandosi con avversari e compagni di tutto rispetto. Ma se non dovesse farcela sarei molto contento e fiero di mio figlio in egual modo: è un bravo ragazzo e facciamo tutti il tifo per lui nel perseguimento del suo sogno, così come faccio lo stesso augurio a tutti i ragazzini della sua età che sognano il pallone. Se però, per un motivo o per l’altro, le cose dovessero andare storte, è giusto che i ragazzi continuino gli studi e s’impegnino per avere altre porte aperte oltre a questa, che per loro è la principale.” 

Ha parlato di Nazionale. Come mai non ha più ricevuto la chiamata del ct Zoratto?

“Lo scorso anno Felice ha subito un infortunio che lo ha un pò limitato. Anche per noi, quelli del recupero, sono stati mesi un pò pesanti: vedevamo che soffriva. Grazie all’aiuto dello staff medico e in particolare di De Luca e Canonico, oltre che dell’apporto morale del responsabile Barresi, siamo riusciti ad uscire da quel momento un pò così e ora Felice è sereno, pronto a dare il tutto per tutto per questa bellissima causa, sapendo di avere tutte le chances per poter vestire anche l’azzurro della Nazionale.”

Dev’essere speciale, per dei tifosi doc come voi della famiglia Gaetano, vedergli vestire la maglia del Napoli.

“Si, lo è. Dopo essersi messo in mostra alla Viareggio Junior Cup qualche anno fa (Gaetano vinse il premio di miglior giocatore ndr), la Roma s’interessò a lui, definendolo uno degli under 14 più interessanti. Noi, però, preferimmo restare a Napoli, anche in virtù dell’attestato di stima e fiducia concessoci anche da Mozzillo (segretario del settore giovanile del Napoli ndr), altra figura importante per questi ragazzi.”

Intervista a cura di Mirko Panico


Iscritto alla Facoltà di Mediazione Linguistica e Culturale presso l’Università degli Studi in Napoli “L’Orientale”. Collabora con Iamnaples.it dal Giugno 2011 e cura, in particolare, la rubrica “La Storia”, dedita a raccontare vicende umane e personali di protagonisti legati al Mondo dello Sport. Prima di intraprendere questa strada ha giocato a calcio ed allenato presso diverse Scuole di Calcio, prossimo all’acquisizione della qualifica di “Istruttore di Base Figc”.

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