ESCLUSIVA  – Antolini, L’Arena: “Napoli favorito ma la prima di campionato riserva sorprese. Cassano? Aveva nostalgia…”

ESCLUSIVA – Antolini, L’Arena: “Napoli favorito ma la prima di campionato riserva sorprese. Cassano? Aveva nostalgia…”

Il campionato sta per iniziare, siamo alla vigilia dello start della decima stagione consecutiva del Napoli in massima serie: toccherà al Bentegodi ospitare gli azzurri, perciò la redazione di IamNaples.it ha contattato il collega Simone Antolini de L’Arena: “Pecchia sa benissimo che l’impegno col Napoli sarà molto difficile, è una partita speciale anche per lui, visti i trascorsi con la piazza, sia da calciatore che da vice allenatore di Benitez, quindi il Verona cercherà di giocare una grande gara: sulla carta, è ovvio, che i pronostici sono per il Napoli, ma alla prima di campionato, i pronostici sono sempre relativi“.

Il Verona punterà alla salvezza, oppure ci si potrà aspettare qualcosa in più?
“In questo momento, bisogna aspettarsi solo la salvezza. E’ pur vero che Pecchia è stato vice di Benitez tra Napoli e Madrid, ma è alla sua prima esperienza da allenatore in massima serie. Il Verona ha ancora bisogno di un altro centrocampista e di qualche altro giocatore offensivo: Cerci è tutto da riscoprire, poi c’è Pazzini, e Verde, che ha fatto molto bene ad Avellino. Servono giocatori di qualità e di livello che non sono arrivati, e poi non dimentichiamoci che qui a Verona abbiamo assistito alla telenovela Cassano…”

E’ vero, chi può dimenticarlo! Ma, ci spieghi meglio cos’è successo…?
“Si è detto di tutto! La verità è che Cassano sembrava essere un grande colpo, Verona ha creduto in lui, e poi si è reso conto che non era il posto giusto per rilanciarsi. Quello che ha destato maggiore imbarazzo, sono state le modalità: nell’arco di tre giorni, ha cambiato idea dieci volte… A maggio, quando si vociferava un suo arrivo, ha elogiato lo stadio, la storia, la piazza. Poi, arriva, e invece è finita prima di cominciare. 

Il motivo è davvero quello della lontananza dalla famiglia?
Così pare, ma ci sono delle discrepanze con quello che dice. Perché, ad oggi, pare non abbia dato l’addio al calcio, ma comunque non ci sono notizie di squadre interessate a lui. Probabilmente aveva nostalgia della famiglia, poi l’abbiamo visto faticare molto durante gli allenamenti: evidentemente avrà sommato questi due fattori, ed ha tratto le conseguenze.”

Tra Napoli e Verona c’è una ben nota rivalità, ma sono state approntate delle misure antirazzismo e per la sicurezza?
“La presenza delle forze dell’ordine sarà massiccia, al di là della curva chiusa visto il turno di squalifica maturato in Coppa Italia. Questa rivalità è molto accesa, che sconfina oltre al calcio. Bisogna, purtroppo, mettere in preventivo certe situazioni. Sarebbe bello, così come ha detto Jorginho, che le due società possano amarsi, vista la loro storia.”

A proposito di Jorginho: è ancora più forte di due anni fa…
“E’ maturato! Verona può essere grande, ma Napoli è ancora più grande, ha campioni, ed ha livello di pressioni più alto: Jorginho ha dimostrato, con pazienza, di potercela fare. Credo che sia un giocatore che, per la giovane età, abbia fatto il salto di qualità, e che possa giocare in una squadra che punta allo scudetto e che può dire la sua in Europa. Qui, l’abbiamo visto ragazzino, piccolo, è arrivato dal Brasile e lo mandammo in prestito a San Bonifacio, in seconda divisione: era bravo, si vedeva, ma non ci aspettavamo che potesse raggiungere certi livelli così alti. Jorginho ha fatto parlare il campo, e adesso è uno dei protagonisti.”

 

A cura di Michele Bellame

© RIPRODUZIONE RISERVATA

 

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