ESCLUSIVA- Stallone (resp. sett. giov. Ascoli): “Scognamillo piaceva al Napoli ma…”

"Il Napoli lotterà con le romane per la leadership del girone"

La Primavera, come la prima squadra, è a punteggio pieno. Riguardo ai risultati sportivi, è stato sicuramente un inizio entusiasmante per il Napoli, sia per la prima squadra che per le giovanili. Il prossimo avversario dei ragazzi di Saurini è l’Ascoli, il calcio d’inizio è previsto per le 15:00 al “Bisceglia” di Aversa. Per conoscere di più i prossimi avversari degli azzurri, abbiamo intervistato il coordinatore tecnico del settore giovanile Domenico Stallone. Le strategie del vivaio ascolano, i retroscena di mercato e le sue idee sulla Primavera azzurra sono i temi trattati in questa lunga chiacchierata.

Sabato ad Aversa c’è Napoli-Ascoli. Ci può raccontare le caratteristiche della vostra Primavera?

“Si tratta di una squadra molto giovane, formata da ragazzi classe ’94 e ’95. Vedendo le distinte delle formazioni incontrate finora, potrebbe essere una delle più giovani del campionato Primavera. I giocatori più rappresentativi sono Scognamillo e Gragnoli che, però, non abbiamo potuto ancora utilizzare perché sono stati aggregati alla prima squadra. La loro assenza costituisce una perdita dal punto di vista tecnico ma siamo felici per loro e per la società. Il debutto di Gragnoli in prima squadra è una vittoria più grande di qualsiasi risultato conquistato dalla Primavera”

Lei ha citato Scognamillo, un difensore centrale classe ‘94, che secondo nostre indiscrezioni, interessava molto al Napoli. Conferma?

“Si, Scognamillo è entrato nelle liste dei giocatori seguiti dal Napoli (piaceva moltissimo all’ex tecnico della Primavera Sormani). E’ un ragazzo della vostra terra (è approdato all’Ascoli dall’Asd Campanile Pianura, ndr), quindi sarebbe stato felicissimo di indossare la maglia azzurra. Noi lo custodiamo gelosamente, ma saremmo stati molto contenti per lui se avesse potuto sfruttare quest’opportunità. Il mercato, però, ha tanti risvolti, comunque si tratta di un ottimo prospetto”

Sabato affronterete il Napoli. Conosce la compagine di Saurini? Che ne pensa?

“Non ho ancora visto giocare gli azzurrini, so, però, che è una squadra giovane che sta continuando il buon lavoro iniziato l’anno scorso. Oltre i soliti nomi, come per esempio quello di Roberto Insigne, la Primavera azzurra è un ottimo collettivo, molti elementi già giocavano in Primavera insieme lo scorso anno, inoltre si è aggiunto qualche rinforzo. Un grande valore aggiunto può provenire dai ragazzi che hanno partecipato al ritiro con la prima squadra. La vittoria contro la Roma la dice lunga sulla forza del Napoli che lotterà con le romane per la leadership del girone”

Temete qualche giocatore in particolare in vista della gara di sabato?

“Non siamo abituati a fare questi ragionamenti, pensiamo più a costruire i nostri giocatori che a ostacolare gli altri, poi non sempre viene raggiunto l’obiettivo prefissatosi ma non ci esprimiamo in maniera speculare all’avversario. Non fa parte del Dna, della storia del nostro vivaio.”

Per voi invece non è stato un grande inizio di campionato. Sconfitta a Terni e pareggio interno contro il Vicenza. Quali sono le motivazioni di questi risultati?

“La partita di Terni è stata strana, se fosse finita con una vittoria larga per noi non avremmo rubato nulla ed invece abbiamo perso 3-0. Abbiamo subito un rigore ed un espulsione dopo cinque minuti che ha condizionato la gara, poi non abbiamo sfruttato le nostre occasioni. Contro il Vicenza è stata una partita impostata sull’aggressività, la compagine biancorossa è molto muscolare, punta molto sulla fisicità, poi lo verificherete quando affronterà il Napoli; anche in questa gara abbiamo avuto molte palle gol, ma i nostri “punteros” non hanno una grande mira in questo periodo”

Lo scorso anno ho avuto modo di vedere gli Allievi Nazionali dell’Ascoli contro il Napoli. Mi hanno impressionato positivamente, in particolar modo l’attaccante Giovannini. Ci sono altri validi prospetti, a suo avviso, nel vivaio?

“I migliori giocatori della squadra Allievi Nazionali dello scorso anno sono tutti in Primavera, il cui organico è formato da sette-otto ragazzi classe ’94 e per il resto formata proprio da elementi classe ’95. Non c’è solo Giovannini, ma anche Pietropaolo, Foglia, Fioretti, Iotti e Tofani. Noi non facciamo acquisti, la nostra selezione guarda ai più piccoli, a ragazzini classe ’98 e ‘99”

Si dice spesso che il calcio italiano deve puntare sui giovani per uscire dalla crisi. Da addetto ai lavori, quali sono gli aspetti importanti su cui iavorare in un settore giovanile?

“E’ fondamentale la filosofia societaria. Bisogna comunicare alla struttura, ai media, alla tifoseria che bisogna portare ogni anno uno-due ragazzi del settore giovanile in prima squadra; creare un legame, un’intelligente simbiosi tra prima squadra e vivaio è un passaggio centrale. Per raggiungere quest’obiettivo, bisogna ricordarsi quotidianamente che la priorità per chi lavora con i giovani non è il risultato, ma il gioco, la crescita. Queste idee hanno bisogno, però, di una programmazione di quattro-cinque anni”

 

A cura di Ciro Troise


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