Il tour de force inizia con un passo falso, il Bayern per risalire la china

Nella “rubrica del lunedì” dopo la vittoria di Milano ricordavo i limiti dell’organico del Napoli nell’ottica dei tanti impegni da affrontare. Erano i giorni in cui prendeva piede la missione in Sudamerica del capo del reparto scouting Maurizio Micheli. L’obiettivo primario è un mediano perché Donadel, che ha rimediato una lesione al retto femorale collegatasi ad una del passato, non offre garanzie sul suo recupero. Dalle parti di Castelvolturno sanno però che non è l’unica esigenza, soprattutto se arrivasse lo straordinario risultato della qualificazione agli ottavi di Champions League. Un esterno sinistro, per arricchire le soluzioni a disposizione di Mazzarri sulle fasce, ed un vice-Lavezzi, in grado di dare imprevedibilità alla manovra, sono gli altri identikit su cui lavorano gli uomini-mercato partenopei.

“Eppure hanno giocato i titolarissimi” era l’espressione più usata dopo la sconfitta contro il Parma, ricordando il turn-over di Verona. Il problema, a prescindere dalle scelte su chi far scendere in campo, è, però, sempre lo stesso: Mazzarri ha l’esigenza, in virtù del suo sistema di gioco in cui gli spazi sono occupati con la corsa e non con il possesso palla, di uomini in condizioni brillanti. Il tecnico di San Vincenzo ai tempi del conflitto con De Laurentiis richiedeva una rosa di 22 giocatori di qualità. La rosa, rispetto allo scorso anno, ha accresciuto il suo valore tecnico ma il problema di condizione atletica è così evidente che Mazzarri preferisce accontentarsi di Cavani, Hamsik, Inler e Gargano stanchi per le fatiche delle Nazionali e non rischiare altri elementi dal primo minuto. L’allenatore del Napoli viene spesso rimproverato di provare troppo raramente soluzioni tattiche diverse che richiederebbero, però, più frecce pronte nel proprio arco. Sabato scorso Mazzarri è stato abile a ridisegnare la squadra con il 4-3-3 con Mascara largo a destra e questa decisione ha rivitalizzato gli uomini in campo con nuove soluzioni per la manovra offensiva. E’ arrivato prima il gol proprio dell’ex catanese, poi, però la foga di arrivare alla vittoria ha portato gli azzurri a sbilanciarsi e a subire la seconda marcatura del Parma. Non eravamo più abituati a vedere il Napoli dare la possibilità a Gobbi di percorrere indisturbato tutto il campo, senza che i centrocampisti ripiegassero su inserimento dalle retrovie: proprio gli approcci distratti, i cali di concentrazione e lucidità sono le insidie da affrontare. Mazzarri, tra infortuni ed i problemi atletici di alcuni giocatori, dovrà compiere ancora un miracolo.  A proposito di imprese, domani arriva al San Paolo il Bayern Monaco, la corazzata che sta impressionando tutti in Champions e Bundesliga.

I tedeschi esprimono un gioco corale e non frutto di spunti individuali come per esempio il Manchester City. Schweinsteiger mantiene la giusta distanza tra i reparti e da mediano inesauribile collega la fase difensiva a quella offensiva, che diventa micidiale perché condotta da molti uomini di qualità. Mario Gomez il faro, Kroos, Muller e Ribery (non c’è Robben) le frecce alle spalle del centravanti e Luis Gustavo il compagno di reparto di Schweinsteiger, con caratteristiche più offensive. Anche i due esterni Rafinha (o Boateng) e Lahm si propongono molto spesso sulle corsie d’appartenenza. “Ognuno gioca per il compagno” ha ribadito il tecnico Heynckes in conferenza stampa all’Hotel Vesuvio.

Se il Napoli riuscirà a chiudere gli spazi in fase difensiva con una grande prova dei centrocampisti, il Bayern Monaco ha dei punti deboli su cui gli azzurri possono far male. I due centrali Van Buyten e Badstuber soffrono gli attaccanti rapidi e, quindi, soprattutto il Pocho può fare molto male alla difesa bavarese; inoltre, il Napoli ha la capacità di attaccare con molti uomini e sulle ripartenze può far male al Bayern Monaco, che di solito utilizza uno schieramento a trazione anteriore e può andare in tilt su qualche ripiegamento in fase di non possesso.

La redazione di Iamnaples.it ha vissuto un altro weekend al seguito del settore giovanile, che porta a casa tra sabato e domenica fa l’amplein con quattro vittorie. Vincono la Berretti, la Primavera, i Giovanissimi Nazionali e gli Allievi di Cusano, che affrontano compagini di Lega Pro. Le condizioni atmosferiche ostili hanno rovinato il bel gioco, ma la tenacia di Giovanissimi e Primavera fa ben sperare per il futuro e soprattutto comunicano che lo spirito battagliero ormai ha coinvolto il Napoli a tutti i livelli. Continua il dibattito sulla gestione della “scugnizzeria” che per la prossima stagione deve intensificare i passi verso i progetti di De Laurentiis. Anche la gestione sarà diversa; sta naufragando l’ipotesi che portava ad Innocenti, l’attuale capo degli osservatori del’Empoli, a vantaggio di risorse interne. Con il team manager Santoro in scadenza di contratto a Giugno e sempre più defilato dal vivaio, prende quota l’ipotesi di cominciare la prossima stagione con Sormani responsabile del settore giovanile.

A cura di Ciro Troise

 

 

 

 

 

 

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