Mazzarri ritrova la serenità e Bigon pensa al mercato

Da qualche settimana non riusciamo a capire il nervosismo di Mazzarri. Il Napoli può giocarsi nel “girone della morte” al San Paolo contro il Manchester City una storica qualificazione agli ottavi di Champions League ed in campionato, considerando la gara da recuperare contro la Juventus, non è lontanissimo dalla vetta. C’è qualcos’altro che bolle in pentola per produrre una reazione così rabbiosa ai commenti dei giornalisti (clicca qui per guardare il video del diverbio con De Maggio). Il tam-tam della comunicazione a Napoli è un martello pneumatico che può colpire anche gli ambienti più solidi e spesso ci si sofferma su aspetti parziali in modo da attirare l’opinione pubblica senza giungere all’analisi generale delle situazioni; così si arriva a discutere Hamsik e Cavani, supponendo sulle tentazioni milaniste per uno e sulla posizione nello scacchiere tattico dell’altro. Il diritto di critica è legittimo e, se il clima si è infuocato, è dovuto soprattutto ad alcune decisioni di Mazzarri, come quella di non presentarsi ai microfoni dopo Napoli-Udinese, però bisognerebbe cercare di più il confronto e meno la supposizione. 

Dietro le conferenze stampa “piccanti” del tecnico di San Vincenzo ci sono però le sue paure e le pressioni di De Laurentiis, pronto a ricordargli le responsabilità che si è assunto in estate. Mazzarri è consapevole di non avere una rosa adeguata per affrontare il doppio impegno (diventerà triplo con la Coppa Italia); aveva chiesto 22 giocatori di qualità prima del confronto costruito dall’opera di mediazione del ds Bigon. “Ebbi un confronto con il Presidente nel quale gli esposi quelle che secondo me potevano essere le difficoltà che avremmo potuto incontrare quest’anno. Puntualmente si sono presentate. La Juve mi voleva? Non m’interessa nulla.”, così ha parlato Mazzarri in conferenza stampa alla vigilia di Napoli-Juventus poi rinviata.

Dietro queste dichiarazioni c’è l’ammissione che nella campagna acquisti qualcosa non ha funzionato e che, tra errori di valutazione sullo stato di forma di alcuni giocatori, infortuni e scommesse troppo avventate, il Napoli sta soffrendo il doppio impegno. Sia chiaro, non c’è nessuna situazione drammatica; gli azzurri hanno la possibilità di conquistare in casa contro il Manchester City una storica qualificazione agli ottavi di finale e in campionato, considerando la gara da recuperare contro la Juventus, non sono molto lontani dalla vetta. Le sconfitte contro Chievo, Catania e Parma rappresentano, però, un campanello d’allarme da non sottovalutare.

Dopo la vittoria di Milano ho sottolineato che a Gennaio al Napoli servono quattro acquisti: un mediano, un esterno sinistro, un vice-Lavezzi ed un vice-Cavani, soprattutto se si dovesse qualificare agli ottavi di Champions; oggi ne sono ancora più convinto.

Un risultato di grande portata storica sarebbe vanificato se poi a Giugno non si conferma l’accesso all’Europa che conta. De Laurentiis si è reso conto dell’importanza della Champions League in termini di marketing e crescita generale del club e, così come l’ha definita una priorità, deve rendere l’Europa un luogo abituale per il Napoli e non una bella esperienza. In questa sosta Mazzarri può lavorare sul recupero degli infortunati e soprattutto sul recupero della forma di giocatori come Pandev, Britos importanti per l’organico a sua disposizione. Il tecnico dovrebbe approfittare di questa sosta anche per ritrovare la serenità, considerando che nessuno può togliergli i meriti per quanto compiuto finora e che poi la reazione di Monaco è da compagine solida, capace di non mollare mai e di trovare sempre le risorse per uscire dalle difficoltà anche contro avversari di grandissimo spessore. Quando si hanno queste qualità, prima o poi la continuità di risultati arriva e spariscono, come d’incanto, le supposizioni, le critiche, le pressioni di De Laurentiis e le sue paure.  Bigon invece penserà al mercato, che sta iniziando sotto traccia. Non è ancora il tempo degli alberghi milanesi, ma il telefono è caldo. Il Milan apre a Maxi Lopez, per cui ci fu un contatto in estate tra Napoli e Catania all’Hilton di Fiumicino in occasione di un’assemblea di Lega. I rossoneri pensano anche a Quagliarella, che non trova spazio con Conte; MilanLab è già pronto a recuperarlo, ma la Juventus non vuole rinforzare una rivale per lo scudetto. Sabatini assicura alla Roma un altro valido prospetto classe ‘92, Nico Lopez del Nacional Montevideo, che può giocare sia da trequartista che da seconda punta. Il curriculum dell’ex ds del Palermo promette bene in merito a giovani talenti. Il Napoli, invece, studia le relazioni dei suoi uomini-scouting. La priorità è un mediano per colmare il vuoto lasciato da Donadel, fermato da noti problemi fisici. Micheli in Sudamerica ha segnato dei nomi, come Francisco Silva dell’Universidad Catolica. La certezza è che ne vedremo delle belle, il mercato scalda i motori.

La squadra, invece, riprenderà ad allenarsi mercoledì senza otto Nazionali; bisognerà lavorare durante la sosta non solo riguardo all’aspetto atletico ma anche mentale. Alla ripresa, infatti, non sono ammessi cali di tensione e non ci sarà il tempo di respirare con ben dieci partite in trentadue giorni, tornando a giocare due volte a settimana fino a Natale. Tra questi appuntamenti c’è la sfida contro il Manchester City che vale veramente tanto.

A cura di Ciro Troise

 

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