Musa, tre artiste sublimi ispirano un imperdibile Palladino

Musa, tre artiste sublimi ispirano un imperdibile Palladino

Il Te.Co. racconta un Diderot visionario, osannato da tre affascinanti donne

A fine recensione tre domande al giovane regista dello spettacolo

 

Quando penso a Fuorigrotta nella mia mente non appare, nell’immediato, un’immagine legata al calcio, a uno stadio, a un goal della mia squadra del cuore. Questo mi succede dall’inverno del 2014, periodo in cui ho scoperto il Teatro di Contrabbando e i suoi talentuosi artisti. Un collettivo di attori under 35 che animano con passione, impegno e vitalità uno spazio in cui il senso di comunità e il profumo d’arte e d’avanguardia culturale sono il cardine su cui si fonda un progetto artistico che cresce stagione dopo stagione. Fatta premessa, veniamo allo spettacolo.

Musa. Storia di un’ispirazione è uno spettacolo “storico” del gruppo di Via Diocleziano ma che quest’anno è stato riproposto con delle variazioni. Il regista Alessandro Palladino, coadiuvato in regia dall’altro “contrabbandiere” Luca Sangiovanni mette in scena uno spettacolo che presenta al pubblico un Diderot in crisi d’ispirazione e in preda ad uno stato di confusione che lo rende completamento nudo. La figura del protagonista, ispirata al personaggio principale de Il Libertino di Schmitt, è interpretata con maestria da un ispirato ed eclettico Alessandro Palladino che dirige se stesso in una storia tanto ironica quanto amara. Palladino, il più statunitense dei giovani interpreti del palcoscenico partenopeo, gioca in squadra assieme alle sue tre fuoriclasse di casa. Francesca Romana Bergamo, la moglie che sa e subisce per amore, semplicemente incantevole. Chiara Vitiello, l’amante cinica e avvenente, assolutamente sensuale e Simona Pipolo, la giovane e inconsapevole tentatrice, in una parola: formidabile.

Uno spettacolo che utilizza l’aspetto visionario della storia per fare riflettere il pubblico su cosa è davvero l’etica e su quanto sia complesso il percorso da seguire per la cosiddetta “buona condotta”. Filosofia, arte, spettacolo, ironia sono i punti cardine di una pièce che regala agli spettatori anche una coreografia musicale che impreziosisce il mosaico ma che non scalfisce il muro di dubbi che attanaglia il protagonista.

Diderot non cercherà riposte, ma continuerà a farsi domande all’interno di una scenografia molto armoniosa e supportata da costumi pregevoli, opera del lavoro svolto con la solita professionalità da Federica Rubino.

Tre domande al regista Alessandro Palladino

 

12990971_10209351427812848_7285861262636563508_nQuanto c’è di Diderot in Palladino?

Diderot è l’uomo che ha cambiato la mia vita, un autore che non ho mai smesso di studiare e che con le sue opere rappresenta l’umanità e le sue contraddizioni. Credo che un’idea non da forma e che non basta un’idea per accendere il motore! Questo vale per uno spettacolo ma anche per la vita.
Personalmente non ho un modo naturalistico di recitare….io credo in una verità artefatta, che mi consente di tirare dentro lo spettatore raccontando la storia a modo mio!

Lo spazio off, il suo circuito, la sua peculiarità e la sua offerta artistica sono elementi capaci di vivacizzare l’appiattimento culturale che sta imperando, soprattutto tra i giovani under 25?

Non credo vi sia una via d’uscita da questa situazione, sinceramente se io e miei colleghi non facessimo teatro non mancheremmo a nessuno. Ormai è tutto legato al concetto di “moda” un anno si porta questo, il prossimo chissà? Io nel mio piccolo racconto storie e non cerco il successo, che, per quanto mi riguarda, è solo una conseguenza e non fine.

Dirigere e recitare con tre talentuose artiste, quanto è difficile?
In realtà per me è molto semplice, certo conosco le mie attrici molto bene, ma in generale io chiedo sempre agli attori di essere ciò che sono. Chiedo loro di ascoltare, proporre e farsi domande, e poi credo che non è detto che le emozioni vadano vissute per forza.

Prima di salutarlo non riesco a trattenermi e gli chiedo: “Alessà se Al Pacino viene al Teatro Festival come lo convinci a venire al Te.Co.?” e lui convinto mi risponde: “ Gli faremo un’offerta così ridicola che non potrà rifiutare!” e io: “Cioè?” Palladino con un ghigno degno del suo talento “ Una sua performance a parametro zero…

Mimmo Caiazza


Giornalista pubblicista e operatore sociale.Laureato in sociologia è uno degli Speaker di Radio Siani: autore e conduttore de "Gli Incorreggibili" programma di informazione e intrattenimento in onda il venerdi dalle 19 alle 20 su www.radiosiani.com. Addetto Stampa dell'associazione culturale Karma- Arte Cultura Teatro. Ama il lato "Sociale" della vita e la Cultura.

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