Juventus – Napoli, l’analisi tattica: Koulibaly sblocca su corner una gara stregata nonostante il netto possesso palla azzurro

Juventus – Napoli, l’analisi tattica: Koulibaly sblocca su corner una gara stregata nonostante il netto possesso palla azzurro

VERSO LA GARA –  Allo Juventus Stadium, i bianconeri padroni di casa affrontano il Napoli nel big match della trentaquattresima giornata del campionato di Serie A: per la tanto attesa sfida Scudetto, Sarri schiera i suoi titolarissimi, con Albiol e Koulibaly al centro della difesa ed Hysaj e Mario Rui rispettivamente terzini di destra e di sinistra; a centrocampo, Jorginho agirà in cabina di regia affiancato da Allan ed Hamsik (che parte dunque dal 1’), mentre in attacco il tecnico degli azzurri si affida a Mertens (con Milik che parte dalla panchina) al centro del tridente offensivo completato da Callejon e Insigne. Nella Juventus, Allegri imposta un 4-3-3 speculare con Benatia-Chiellini coppia di centrali difensivi e Howedes e Asamoah rispettivamente terzini di destra e di sinistra (con Lichtsteiner e Alex Sandro che partono dalla panchina); a centrocampo, il tecnico bianconero si affida alle geometrie di Pjanic, agli inserimenti di Khedira e al dinamismo di Matuidi, mentre in attacco lascia in panchina Mandzukic, schierando nel tridente offensivo Douglas Costa e Dybala a supporto dell’ex azzurro Higuaìn, che agirà da punta centrale.

LE CHIAVI DEL MATCH – Il Napoli entra bene in partita e schiaccia spesso i padroni di casa nella propria metà campo grazie al pressing altissimo e continuo. Per la Juventus è dunque inevitabile disporsi in campo con un 4-4-1-1 in fase di non possesso: Douglas Costa si abbassa sulla linea dei centrocampisti e lascia soltanto Dybala a supporto di Higuaìn. All’11’, Allegri è costretto a sostituire Chiellini con Lichtsteiner per via di un infortunio: il terzino svizzero va a posizionarsi sulla fascia destra, mentre Howedes scala al centro della difesa. Il reiterato pressing azzurro mette più volte in difficoltà i difensori della Juventus, che non riescono ad impostare l’azione e anzi perdono palla in più circostanze.  Ad inizio ripresa, Allegri manda in campo Cuadrado a posto di Dybala per sfruttare maggiormente l’uno contro uno sulla fascia sinistra con Mario Rui: il cambio consente alla Juventus di alzare maggiormente il proprio baricentro, ma senza patire l’inferiorità numerica a centrocampo rispetto alla mediana azzurra in fase di non possesso. Al 60’, Sarri inserisce Milik al posto di Mertens, che non ha disputato una buona gara e del resto è stato anche controllato in maniera efficace dai centrali di difesa bianconeri; successivamente, Zielinski va a rilevare Hamsik. La dinamica della gara non cambia e, nonostante il netto possesso di palla, gli azzurri non riescono ad incidere sul match in termini di finalizzazione – l’entrata di Milik, da questo punto di vista, non risulta determinante. Al 70’, Allegri spende l’ultimo cambio a sua disposizione, mandando in campo Mandzukic al posto di Douglas Costa, mentre Sarri inserisce Rog al posto di Allan. Quando la partita sembra definitivamente indirizzata verso il pareggio, il Napoli sblocca il risultato, riaprendo in maniera veemente al 90’ la corsa Scudetto con Koulibaly, che su calcio d’angolo stacca imperioso di testa e beffa Buffon. I restanti minuti di recupero, in attesa del triplice fischio arbitrale, vengono amministrati al meglio dal Napoli, che gestisce la situazione col possesso palla e spazzando talvolta il pallone verso la metà campo bianconera.

 

A cura di Mariano Menna

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