Salisburgo-Napoli, l’analisi tattica: pressing e grande intensità da parte degli austriaci, metà campo azzurra assediata nella ripresa

Salisburgo-Napoli, l’analisi tattica: pressing e grande intensità da parte degli austriaci, metà campo azzurra assediata nella ripresa

 VERSO LA GARA – Alla Red Bull Arena il Napoli affronta i padroni di casa del Salisburgo nell’ambito della gara di ritorno degli ottavi di Europa League, dopo il risultato di 3-0 per gli azzurri maturato all’andata. Ancelotti, tecnico del Napoli, schiera tra i pali Meret, ma è costretto a fare a meno degli squalificati Koulibaly e Maksimovic al centro della difesa: al loro posto, scenderà in campo l’inedita coppia di centrali composta da Chiriches e Luperto, con Hysaj e Mario Rui rispettivamente terzino di destra e di sinistra. In mediana, Ancelotti schiera Fabian al fianco di Allan, con Callejon e Zielinski sulle fasce, mentre in attacco Insigne agirà a supporto di Milik. Rose, tecnico del Salisburgo, imposta un 4-4-2 speculare (che in fase offensiva diventa un 4-3-1-2) e conferma la difesa che ha giocato all’andata, con Ramalho e Onguéné al centro della difesa e l’ex obiettivo azzurro Lainer e Ulmer rispettivamente sulla fascia destra e su quella sinistra. A centrocampo, il tecnico tedesco schiera Samassekou e Wolf nel ruolo di interni (il secondo agisce da trequartista in fase di possesso), con Mwepu e il classe ‘2000 Szoboszlai sulle fasce; infine, Rose sceglie il tandem offensivo composto da Minamino e Dabbur.

LE CHIAVI DEL MATCH – Il Salisburgo scende in campo attuando fin da subito un pressing alto e disputando una gara di grande intensità; d’altra parte, il Napoli riesce a superare piuttosto agevolmente l’ostacolo degli austriaci nel primo tempo, ripartendo con rapidità in contropiede e sfruttando spesso le fasce. Al 14’, gli azzurri si portano in vantaggio con Milik, che sfrutta un grave errore della difesa avversaria – e una respinta poco efficace di Walker – per depositare il pallone in rete da posizione ravvicinata con una splendida sforbiciata. Il Napoli prova a gestire la gara col possesso di palla continuato, ma spesso sbaglia passaggi semplici quanto pericolosi: al 25’, proprio su un grave errore di Allan in uscita, Szoboszlai serve in area Dabbur, che dribbla Chiriches e batte Meret. Nonostante il pesantissimo goal siglato dagli azzurri, il Salisburgo non si disunisce affatto e continua a premere sull’acceleratore, mettendo più volte in difficoltà il Napoli e creando varie occasioni. Nella ripresa, i padroni di casa si proiettano ancora in avanti alla ricerca del goal, occupando spesso la metà campo azzurra, ma allo stesso tempo consentendo agli uomini di Ancelotti di sfruttare pericolosamente il contropiede. Al 59’ Rose inserisce Gulbrandsen al posto di Mwepu per fornire nuova verve al proprio reparto difensivo: in questo caso, Minamino arretra di posizione e gioca da mezzala, lasciando posto in avanti a Gulbrandsen. Proprio l’attaccante norvegese, appena entrato, sigla al 65’ il goal del 2-1 per gli austriaci, attaccando con successo il primo palo su un assist di Ulmer e anticipando Mario Rui. Al 73’, Ancelotti sostituisce Zielinski con Diawara, che va a prendere il posto di Fabian in mediana – lo spagnolo si sposta sulla fascia sinistra; dall’altra parte, Rose inserisce Leitgeb al posto di Szoboszlai. Dopo pochi minuti, il Napoli è costretto a sostituire l’infortunato Chiriches con Malcuit: la situazione d’emergenza in difesa costringe Hysaj a disimpegnarsi da centrale difensivo al fianco di Luperto. Successivamente, Rose spende l’ultimo cambio a suo disposizione, sostituendo Minamino con Haland, mentre nel Napoli Younes rilevare Mertens. Nei minuti di recupero, il Salisburgo cala anche il tris con Leitgeb, che trova la conclusione vincente di destro, facendo passare la palla tra le gambe di Malcuit. Nonostante la pressione dei padroni di casa nel finale (il Salisburgo va addirittura vicino al goal del 4-1), il risultato conquistato al San Paolo e soprattutto il goal siglato da Milik in trasferta consentono al Napoli di passare ugualmente il turno.

 

A cura di Mariano Menna

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