Aurelio De Laurentiis: ”Il San Paolo è un cesso, basito dalle dichiarazioni di De Magistris. Perdo la voglia di investire, se entro fine ottrobre non si firma la convenzione…”

"Come faccio a gennaio ad investire in altri giocatori? Come si fa ad andare avanti in una città del genere dove il primo cittadino ti tradisce in questo modo? Ma cosa mi sta dando il Comune? "

Il presidente del Napoli Aurelio De Laurentiis è intervenuto in esclusiva ai microfoni di Radio Gol in onda su KissKiss Napoli. Ecco quanto evidenziato dalla redazione di IamNaples.it:

Sono rimasto basito dalle dichiarazioni del sindaco De Magistris, avevamo un accordo verbale, preso nel mio ufficio. Da lì ho parlato con i massimi esperti per capire come affrontare la ristrutturazione del San Paolo. Così ho contattato l’architetto Zavanella per il progetto di fattibilità. Per fare le cose fatte bene, entro il 15 luglio abbiamo consegnato lo studio di fattibilità ed il 31 luglio abbiamo consegnato il piano economico-finanziario.


Il Comune dovrà accettarlo o meno, se dovesse andar bene è lo stesso Comune che chiede di poter fare il piano definitivo per il San Paolo nei successivi quattro mesi. Alla fine di febbraio avrei dovuto portare su tavolo il progetto definitivo. Oltre ai 20 mln che ho messo sul tavolo, avevo previsto anche un’ulteriore struttura per il rimodellamento di tutto il Piazzale Tecchio rendendolo zona pedonale, con un centro commerciale di circa 45mila metri quadrati. Ho portato il Napoli per sei anni consecutivi in Europa e tutta la ‘monnezza’ della napoletanità non di livello l’abbiamo ammortizzata nel mondo con l’immagine del Calcio Napoli che è diventata la sedicesima squadra a livello mondiale, lo dice il Ranking. Milan, Lazio e Roma sono molto lontane dal Napoli.  
Nonostante la schifezza del San Paolo che ci viene dato solo in concessione il giorno della gara, dunque il Napoli è responsabile solo del prato, che lo scorso anno è stato definito il migliore della serie A. Dunque quando il Napoli interviene, ci sa fare. Giocare in questo stadio è vergognoso, non ci sono i bagni, dove c’è sempre un problema, c’è sempre un’allerta. Mi scuso con i napoletani per questo.


Vi prego di capire e di comprendere il mio disagio quando arrivano delle squadre straniere contro di noi. Sabato sera c’era Andrea Agnelli che abituato allo Stadium, si guardava intorno spaesato. Ma anche quando sono venuti quelli del Chelsea o del Bayern Monaco, ci dobbiamo solo vergognare. Non posso spiegare che è responsabilità del Comune. Davvero non capisco cosa sia cambiato e cosa sia successo con il Sindaco dopo la stretta di mano nel mio ufficio. C’era un impegno verbale di Auricchio e del Sindaco, di darmi una convenzione ponte fino ad agosto per proseguire con il progetto definitivo dopo quello di fattibilità ed invece non abbiamo nulla in mano. Come faccio a gennaio ad investire in altri giocatori? Come si fa ad andare avanti in una città del genere dove il primo cittadino ti tradisce in questo modo? Ma cosa mi sta dando il Comune? Andiamo a giocare in un cesso, per altro strapagato.


Il Coni ha affermato come il Comune non dovrebbe chiedere più di 500.000 euro. Fregare noi significa fregare il tifo napoletano o la povera gente che su una partita di calcio si sensibilizza così tanto da risolvere le negatività della vita. L’altra sera ci siamo abbracciati, ci siamo salutati, dunque non riesco capire questi alti e bassi. Se entro il 31 ottobre non riceverò la convenzione ponte, cercherò un terreno nuovo e costruirò lo stadio proposto dall’architetto Zavanella. Avevo messo sul tavolo la ristrutturazione di uno stadio che diventava più bello che nuovo. Il problema italiano è che i sindaci non sono dei tecnici, ma sono uomini politici per fare una scalata politica al governo. La stessa Roma, la stessa capitale, in mano ai turisti è un cesso”.

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