De Laurentiis: “Ecco i buoni propositi del Napoli nel 2012…”

Aurelio De Laurentiis, patron azzurro, parla, per la prima volta nel 2012, ai microfoni di Marte Sport Live tracciando un intrigante ruolino di marcia per il Napoli che verrà: “Volevo, oltre a fare gli auguri a tutti i tifosi azzurri, informarli che questa mattina è stato depositato in Lega il contratto che lega Eduardo Vargas al Napoli, sperando di avere il giocatore pronto arruolabile già per la gara di Coppa Italia con il Cesena. In chiave rinnovi Maggio ha firmato fino al 2015 e presto Hamsik lo seguirà. Mercato? Non c’è mai nulla di definitivo e non modificabile, i pezzi migliori si mantengono e si accolgono eventuali nuovi pezzi pregiati. Chiunque arrivi deve capire che nel Napoli nulla è dato per niente e chi indossa questa maglia se la deve sudare, data la qualità della concorrenza nella rosa che abbiamo a disposizione. Noi poi siamo come una famiglia, trattiamo tutti come grandi professionisti: tutti sono figli del Napoli e hanno tutta la fiducia della società. Nessuno deve mai fischiare un tesserato azzurro, i tifosi devono capire che per un calciatore vestire la maglia del Napoli al San Paolo è un’emozione unica e non devono essere svalorizzati: mai fischiare i nostri figli, anzi bisogna sempre incitarli per farli migliorare. La fiducia la si dà e la si riceve, se uno delle due parti molla la presa in un gioco di strette di mano, si rischia di cadere al suolo e farsi male. Vargas? Bel giocatore che ha dimostrato di valere in Sudamerica, ora diamogli tempo di farsi le ossa anche in Italia. Non abbiamo dubbi sulle sue qualità. Lavezzi all’Inter? Se ci fosse un vero interesse in genere si comincia a discutere tra presidenti e direttori sportivi, anche solo per parlare e informarsi, questo non è successo. E’ solo successo che qualche addetto ai lavori abbia speculato. Adesso voglio cercare d’essere più progettuale e in tal caso devo capire come organizzare meglio questa progettualità: questa recessione sta strangolando l’Europa favorendo le Americhe e l’Asia, il Napoli, quindi deve guardare molto in avanti. Bisogna essere lungimiranti in società, sul campo invece è giusto pensare partita per partita, e a un grande allenatore come Mazzarri lascio questa incombenza. Il Napoli è il modello ideale per Napoli? Massì, credo che i tifosi debbano ricordarsi che noi siamo una società nuova e da soli quattro anni siamo in Serie A, ci sono club con i quali lottiamo che non sono mai retrocessi e falliti ma con i quali noi ci confrontiamo senza timori alcuni: questo certifica che stiamo facendo un gran lavoro. Sognare non costa nulla ma l’importante è essere competitivi con grande sportività e professionalità, poi è chiaro che la palla e rotonda e il risultato a volte può essere diverso da quello che una determinata tifoseria spera. Il dovere del Napoli è essere sempre competitivo, poi tutto può succedere, un anno può andare meglio ed un altro meno bene. Gli errori si riparano, basta essere coerenti. Poi che il tifoso dica di voler vincere tutto è normale: ma putroppo solo una squadra all’anno può vincere. Bigon? E’ un professionista colto, educato e preparato. Ha studiato legge ma è molto adattabile e intelligente anche nell’ambiente del pallone, è un ragazzo all’americana e sono fiero della mia scelta. L’ho scelto prima di scegliere Mazzarri, poi il fatto che già si conoscessero ha fatto il resto. Il mister è molto apprezzato, anche io nel mio lavoro cinematografico vivo la “partita” come lui, condivido la sua concentrazione.”

La Redazione

M.P.

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