L’ex Simoni: «Walter, un grande allievo spero vinca il trofeo anche per me»

Ha guidato Napoli e Siena, portando per l’ultima volta gli azzurri in finale quindici anni fa

È tornato ieri sera al Meazza, il suo stadio per un campionato e un po’. «Finché Moratti non decise di cambiare l’allenatore dell’Inter», sorride Gigi Simoni, 73 anni, direttore tecnico del Gubbio, squadra diventata celebre perché vi gioca Farina, il calciatore che denunciò un tentativo di combine. L’ex allenatore dell’Inter e i suoi ragazzi hanno assistito alla prima semifinale di coppa Italia Milan-Juve. Stasera il signor Gigi seguirà l’altra sfida Siena-Napoli, sue ex squadre.

Simoni, cinquant’anni fa ha vinto da calciatore la prima delle tre coppe Italia del Napoli.
«Un’impresa storica perché quella squadra resta l’unica di serie B ad aver conquistato il trofeo. Ero uno dei giovani della rosa e l’allenatore Pesaola faceva giocare a noi le partite di coppa Italia: vincemmo sui campi della Roma e del Torino, che ricordi».
Quindici anni fa, dopo aver eliminato l’Inter in semifinale, venne esonerato da Ferlaino, irritato perché lei avrebbe lasciato il Napoli a fine anno proprio per i nerazzurri.
«La considero ancora una ingiustizia: Ferlaino avrebbe potuto non farmi più andare in panchina nelle partite di campionato e farmi giocare le due finali contro il Vicenza… Avevamo raggiunto quel traguardo eliminando la Lazio di Zeman giocando in nove uomini all’Olimpico per una doppia espulsione. Momenti che non si dimenticano».
È stato per 18 partite il tecnico del Siena nel campionato 2004-2005, chiusa la seconda parentesi napoletana.
«Per mandarmi via presero come scusa la decisione di far giocare Graffiedi, contestato dai tifosi perché veniva dalla Fiorentina. La realtà era un’altra, riguardava un sistema che esisteva all’epoca. C’era un calciatore nel Siena, Colonnese, che avrebbe dovuto farmi un monumento perché lo avevo portato in tante squadre e invece si lamentò perché non gli feci giocare due partite di fila. Si mosse la Gea e non mi fece più allenare».
Napoli contro Siena, il pronostico della semifinale sembra scontato.
«In effetti, non dovrebbe esserci storia. Molto dipenderà dall’atteggiamento del Napoli. È una squadra che riesce ad entusiasmare quando gioca ad alta velocità, tuttavia Mazzarri dovrebbe modificare qualcosa sul piano tattico perché a volte il gioco è imbarazzante: gli avversari hanno scoperto la sua tattica. Immagino che il Siena sarà arroccato, cercando di non concedere spazi. Mazzarri non ha bisogno di consigli: è molto più bravo di me».
È stato un suo giocatore ad Empoli.
«Lo chiamavano l’Antognoni dei poveri perché era una mezzala sinistra e biondo. Aveva un’ottima tecnica, però l’Empoli non si comportò bene con lui».
Sannino, esordiente in serie A, è arrivato a giocarsi la semifinale di coppa Italia.
«Ha un vantaggio rispetto al Napoli: può affrontare con maggiore tranquillità le due semifinali anche perché reduce da un risultato importante come il pari sul campo della Juve. Ma non capisco perché non abbia convocato per la semifinale Calaiò e Destro: io non li avrei lasciati mai fuori».
Ai tempi dell’Inter è stato il primo tecnico di Ronaldo: le sarebbe piaciuto allenare altri due sudamericani, Cavani e Lavezzi?
«Tanto. Loro e Hamsik sarebbero stati ideali per il mio tipo di calcio perché io ho sempre cercato la velocità e il gioco offensivo. Sanno sfruttare gli spazi, hanno eccellenti colpi e aiutano la squadra, in particolare Cavani. Sarebbe stata una grande fortuna poterli allenare».

 

Fonte: Il Mattino

 

La Redazione

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