Crotone – Napoli, l’analisi tattica: rossoblù insidiosi e ben organizzati, ma la qualità del Napoli viene ripagata

Crotone – Napoli, l’analisi tattica: rossoblù insidiosi e ben organizzati, ma la qualità del Napoli viene ripagata

VERSO LA GARA – Allo stadio “Ezio Scida”, i padroni di casa del Crotone sfidano il Napoli nell’ambito della diciannovesima giornata del Campionato di Serie A, l’ultima di questo 2017. Per chiudere al meglio l’anno, Sarri si affida ai suoi titolarissimi, schierando però Maggio sulla fascia destra – e dirottando dunque Hysaj a sinistra – per via della squalifica di Mario Rui; a completare la difesa, ci sono i centrali Albiol e Koulibaly. A centrocampo, il tecnico toscano conferma Jorginho in cabina di regia, che verrà affiancato da Allan ed Hamsik, e in attacco si affida ancora una volta al tridente composto da Callejon, Mertens e Insigne. Nel Crotone, Zenga imposta un 4-3-3 speculare, con Faraoni e Martella rispettivamente terzini di destra e sinistra e la coppia Simic-Ceccherini al centro della difesa; a centrocampo, Barberis viene schierato come vertice basso insieme a Rohden e al napoletano Mandragora, mentre nel tridente offensivo Trotta – attaccante cresciuto nel settore giovanile del Napoli – e Stoian agiranno a supporto di Budimir punta centrale.

LE CHIAVI DEL MATCH – Il Crotone scende in campo ben organizzato e con grande intensità, attuando con costanza il pressing nei primi minuti di gara e provando a spingere sulle fasce: i rossoblù in fase di non possesso si dispongono in campo con un 4-4-1-1 che vede vede Stoian esterno di centrocampo e Trotta (un po’ più arretrato) e Budimir a comporre il tandem d’attacco. D’altra parte, il Napoli non abbassa il baricentro e dopo il 10’ cresce vertiginosamente, costringendo proprio il Crotone a ridimensionamento territoriale. Zenga pone Budimir su Jorginho in fase di non possesso per impedire agli azzurri di costruire la manovra, costringendoli a trovare altre soluzioni – impostando ad esempio con i difensori centrali. La qualità complessiva dei partenopei però è nettamente superiore: al 17’, Hamsik sblocca il match con una conclusione mancina su assist di Allan e fa 117 goal in maglia azzurra. Il Crotone si dimostra ordinato e compatto nonostante il goal subito, provando a chiudere le linee di passaggio agli azzurri, ma col passare del tempo i calciatori rossoblù riducono il pressing e restano soprattutto in posizione, anche a causa della qualità e della rapidità del Napoli, che detiene nettamente il possesso palla. A centrocampo, Mandragora agisce da regista arretrato, con Rohden e Barberis leggermente più avanzati. Nella ripresa, Zenga è costretto a sostituire l’infortunato Simic con Sampirisi. Il Crotone torna in campo per certi versi rivitalizzato e abbozza una reazione al goal azzurro – anche grazie ad un parziale calo degli uomini di Sarri –, impensierendo in più circostanze la difesa del Napoli. Al 67’, Sarri manda in campo Zielinski al posto di Insigne: il centrocampista polacco va dunque ad occupare l’out di sinistra, ma con caratteristiche tatticamente diverse rispetto al fantasista azzurro; nel Crotone, Crociata va a rilevare Barberis, giocando sempre più da esterno offensivo col passare dei minuti. Successivamente, Sarri richiama in panchina Jorginho – che nelle ultime gare è partito sempre titolare  – e manda in campo al suo posto Diawara, mentre Zenga sostituisce l’infortunato Faraoni con Romero: il neoentrato va a posizionarsi a centrocampo ed è Rohden dunque ad essere impiegato come terzino a destra. Sarri spende l’ultimo cambio a sua disposizione a fine gara, schierando in campo Rog al posto di Mertens: con l’uscita dell’attaccante belga, Callejon va a posizionarsi al centro del tridente, con Zielinski e Rog rispettivamente esterni offensivi di sinistra e di destra. Nonostante una buona prestazione dei padroni di casa – che mettono in mostra una organizzazione notevole e che a tratti impensieriscono anche la difesa azzurra con le proprie ripartenze –, il Napoli blinda il primo posto e grazie a questi tre punti esterni si laurea campione d’inverno: pur non essendo un titolo effettivo di cui fregiarsi – il campionato infatti è fin troppo lungo –, questo riconoscimento virtuale premia la straordinaria continuità dimostrata dagli azzurri di Sarri nel corso di tutto il 2017.

 

A cura di Mariano Menna

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