Napoli – Atalanta, l’analisi tattica: preparazione della gara quasi perfetta per Gasperini, ma il cambio di Petagna resta un’incognita

Napoli – Atalanta, l’analisi tattica: preparazione della gara quasi perfetta per Gasperini, ma il cambio di Petagna resta un’incognita

VERSO LA GARA –  Al San Paolo, il Napoli di Sarri affronta l’Atalanta nell’ambito della seconda giornata del campionato di Serie A. Gli azzurri scendono in campo con un solo cambio rispetto alla formazione standard, forse anche per via della partita di ritorno del preliminare di Champions League disputata martedì sera col Nizza; Sarri infatti schiera Zielinski dal 1’ al posto di Allan ed è costretto a sostituire lo squalificato Hysaj con Maggio, riconfermando per il resto la formazione dei titolarissimi. Gasperini si presenta al San Paolo con un 3-4-1-2 che vede Toloi, Palomino e Masiello in difesa; Cristante e Freuler occupano la mediana, con Hateboer e Gosens sulle fasce, mentre Ilicic è schiarato da trequartista a supporto dei due attaccanti Petagna e Gomez.

 

LE CHIAVI DEL MATCH – La partenza dei padroni di casa è piuttosto propositiva: il Napoli infatti inizia il match col baricentro alto e prova a sorprendere l’Atalanta grazie alla rapidità negli scambi corti; col passare dei minuti, però, gli ospiti crescono d’intensità e mettono in difficoltà il Napoli, giocando in maniera dinamica con i reparti piuttosto stretti tra di loro. Va menzionata la vera e propria gabbia che Gasperini costruisce intorno agli azzurri: Ilicic in fase di non possesso viene posto in marcatura su Jorginho per evitare che l’italo-brasiliano possa dare avvio alla manovra azzurra, mentre Cristante prova a limitare soprattutto Hamsik; per quanto riguarda la marcatura degli attaccanti azzurri, Palomino viene posto molto alto su Mertens per evitare che il belga possa girarsi e ripartire in rapidità, mentre Callejon viene contenuto in maniera efficace da Gosens. In fase offensiva, Gomez è il calciatore meno catechizzato da Gasperini: el Papu può infatti svariare su tutto il fronte offensivo – sfruttando spesso l’ampiezza del terreno di gioco – per non dare punto di riferimento ai difensori azzurri; col passare dei minuti, accade lo stesso ad Ilicic, che alle spalle di Petagna si dimostra particolarmente dinamico, giocando talvolta anche in zone più esterne del campo. Il tecnico degli orobici prova inoltre a sfruttare soprattutto la fascia sinistra, vista la presenza di Maggio che viene spesso lasciato solo da Callejon in fase copertura; del resto, il terzino azzurro spinge poco in fase di possesso palla, mentre Ghoulam dall’altro lato cerca di saltare l’uomo per proiettarsi nella metà campo avversaria, talvolta accentrandosi. Al 15’, è l’Atalanta a portarsi in vantaggio con Cristante, che su calcio d’angolo anticipa Maggio e Callejon – la marcatura degli azzurri è sistematicamente a zona sui corner  – depositando il pallone in rete con un colpo di testa. Ad inizio ripresa, Gasperini sostituisce inaspettatamente Petagna con De Roon, passando ad un 5-3-2 prudente che vede Ilicic affiancare Gomez in attacco. Nonostante un inizio di ripresa non propriamente diverso dai primi quarantacinque minuti, il Napoli sigla il goal del pareggio al 56 con Zielinski, che trova una straordinaria conclusione di destro dal limite dell’area ed insacca il pallone nel sette; passano pochi minuti ed il Napoli completa addirittura la rimonta con Mertens, che viene servito in area col la testa da Insigne e batte Berisha da posizione ravvicinata. Dopo il goal del 2-1, Gasperini è costretto a tornare al 3-4-1-2, inserendo Kurtic al posto di Cristante e ponendolo alle spalle della coppia d’attacco Gomez-Ilicic; del resto, la sostituzione di Petagna ad inizio ripresa non pare impeccabile, visto che l’attaccante classe ’95 consentiva generosamente alla squadra di salire e risultava un avversario spigoloso per i difensori azzurri. A tal proposito, Gasperini inserisce una prima punta strutturata fisicamente come Cornelius negli ultimi dieci minuti di gara, richiamando in panchina Hateboer, schierando Gosens come esterno basso e ponendo Ilicic come esterno di destra di un 4-4-2 spiccatamente offensivo (4-2-4 in fase di possesso palla). Il Napoli chiude il match all’87’ con Rog (subentrato al posto di Zielinski), che viene servito in area sulla corsa da un Mertens altruista – il belga avrebbe potuto già calciare in porta – e deve concludere a rete di potenza col mancino. La gara termina dunque con una straordinaria rimonta degli azzurri, che dopo un primo tempo per nulla esaltante – soprattutto grazie agli uomini di Gasperini – riescono a ribaltare nettamente il risultato, conquistando tre punti casalinghi che sembravano ormai sfumati.

 

A cura di Mariano Menna

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