Analisi Tattica Napoli Calcio

Napoli – Benevento, l’analisi tattica: differenza abissale tra le due squadre, sanniti non pervenuti al San Paolo

Il risultato della partita è fin troppo eloquente e la difesa ospite è risultata a dir poco inefficace contro gli azzurri

VERSO LA GARA –  Al San Paolo, va in scena il derby campano tra Napoli e Benevento: dopo la sconfitta rimediata in Champions League contro lo Shakhtar, Sarri manda in campo i suoi titolarissimi, con Albiol e Koulibaly al centro della difesa ed Hysaj e Ghoulam terzini; a centrocampo, il tecnico toscano conferma Hamsik – nonostante le difficoltà riscontrate dallo slovacco in questo inizio di campionato – al fianco di Allan e Jorginho, mentre al centro dell’attacco, supportato da Insigne e da Callejon, torna Mertens  dal 1’. Nel Benevento, Baroni deve fare a meno di Ciciretti e Iemmello, presentandosi dunque al San Paolo con un 4-4-2, che vede una una difesa composta da Venuti, Lucioni, Antei e Di Chiara; a centrocampo, il tecnico schiera Viola e Chibsah nel ruolo di interni, con Lombardi e Lazaar sulle fasce, mentre in attacco si affida alla coppia Coda-Armenteros, con l’attaccante svedese all’esordio in maglia giallorossa.

LE CHIAVI DEL MATCH – Fin dai primi minuti, il canovaccio della gara sembra essere piuttosto chiaro e, a tratti, quasi semplicistico: gli azzurri infatti sbloccano la gara già al 3’ con Allan, che deposita il pallone in rete da posizione ravvicinata dopo che Belec era stato chiamato in causa dalla conclusione precedente di Mertens. I sanniti non abbozzano una reazione al goal azzurro e sembrano piuttosto disorientati in campo: al 15’ il Napoli raddoppia con Insigne, che riceve palla spalle alla porta da Ghoulam, si gira e spedisce con rapidità il pallone in rete col destro. Il Benevento non attua pressing sul portatore di palla avversario e consente dunque al Napoli di sfruttare al meglio ed in piena libertà la circolazione di palla. A prescindere dalle assenze importanti, nel primo tempo gli ospiti sono evanescenti e si limitano quasi ad osservare il Napoli mentre costruisce il suo gioco, rinchiudendosi totalmente nella propria metà campo in fase di non possesso. Al 27’, Mertens cala il anche il tris: il belga viene pescato meravigliosamente in area di rigore da Insigne ed è lesto nel trovare la deviazione vincente col destro da posizione ravvicinata. Il Napoli gioca sul velluto e dopo appena quattro minuti trova anche il goal del 4-0 con Callejon: lo spagnolo riceve palla al centro dell’area da Ghoulam e può depositare in libertà il pallone in rete col mancino. Anche la fortuna non sorride al Benevento: Antei, infatti, è costretto a lasciare il campo al 35’ per infortunio e al suo posto entra Letizia. Nella ripresa, il Napoli cala un po’ ritmi e crea meno azioni pericolose, ma la differenza tra le due squadre è troppo evidente: quando gli azzurri accelerano, e sfruttano il fraseggio, riescono a proiettarsi nella metà campo dei sanniti con estrema facilità. Al 55’, Baroni prova ad evitare l’imbarcata, cautelandosi in campo e sostituendo Armenteros con Cataldi, ma il Napoli pare insaziabile. Al 64’, Giaccherini (entrato al 57’ al posto di Insigne) viene atterrato in area di rigore da Chibsah e Irrati indica il dischetto: dagli undici metri,  Mertens batte Belec e mette a segno il goal del 5-0; in questa circostanza, il portiere del Benevento intercetta anche il pallone, ma la conclusione del belga è troppo potente. La gara, nonostante il 5-0, non è ancora finita per la squadra di Sarri, che si mette in mostra anche con i calciatori subentrati dalla panchina: all’89’, Letizia attera in area Ounas e l’arbitro Irrati assegna un altro calcio di rigore agli azzurri: dal dischetto, si presenta nuovamente Mertens, che non sbaglia e mette dunque a segno la tripletta personale. La gara termina quindi col risultato eloquente di 6-0 per gli azzurri, che hanno dimostrato le proprie qualità fin dai primi minuti, confermando in campo la grandissima differenza tecnica e di passo che vige sulla carta tra le due squadre.

 

A cura di Mariano Menna

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