Cinque gol al Verona per chiudere un’annata non trionfale ma positiva e promettente

Si conclude un anno di crescita, nel prossimo bisognerà raccogliere i frutti

VERONA ARRENDEVOLE – Nella giornata conclusiva della stagione, quella dell’errore fatale di Cerci, della gioia di Donadoni e della delusione del Milan, il Verona ha dimostrato al San Paolo che già prima di giocare non ci credeva più all’Europa League, e ha lasciato, un po’ come ha fatto il Cagliari due turni prima, libero sfogo a un Napoli che già di suo, senza pressioni e con la licenza di scatenare il potenziale offensivo, sa essere incontenibile. Dopo 13 minuti era già 2-0, grazie a un Callejòn ispiratissimo e a uno Zapata che, giocando, ha trovato fiducia, movimenti e sintonia con i compagni. Immediato doppio vantaggio che è stato figlio di un atteggiamento autoritario e votato all’attacco, con la voglia di divertirsi e divertire sopra ogni altro stimolo. Anche grazie al quoziente agonistico vicino allo zero da una parte e dall’altra, come già visto contro Cagliari e Samp: partite senza posta in palio e quindi senza cattiveria.

NAPOLI SHOW – Fra Callejòn e Zapata brillava anche Mertens, prima come assist-man, poi mettendosi in proprio nella ripresa con la personale doppietta. E nell’insieme, una squadra capace di giocare di prima e in verticale, premiando un livello tecnico medio piuttosto elevato, quello che Benitez vuole ulteriormente innalzare per la prossima stagione, perché a lui piacciono i giocatori con i piedi buoni. Se Zapata ha dimostrato che basta poco per trovare autostima e far notare le proprie capacità (comprese quelle tecniche), Mertens ha smentito l’ipotesi che possa rendere di meno quando gioca centrale e non esterno. Per il resto, Napoli-Verona ha offerto pochi spunti tattici, come prevedibile, tant’è che l’ennesimo esperimento difensivo di fine stagione o il trio di “piccoletti” dietro la punta sono solo dati statistici che, se anche sul piano dell’efficacia hanno funzionato bene, non danno risposte molto rilevanti vista la scarsa resistenza opposta dal Verona. Nel secondo tempo, l’ingresso di Zùñiga ha spostato Maggio su un fronte più avanzato e lo stesso colombiano, nella mezz’ora che ha trascorso in campo, ha spaziato fra la fascia e il centro, mostrando di essere in forma e cercando anche la via del gol, negato solo da una prodezza di Nicolas su un gran tiro destinato sotto la traversa.

BILANCIO DEI SINGOLI – Proprio Zùñiga, che ha fatto vedere quanto sia mancato al Napoli il suo apporto, come si potrebbe dire anche di Hamšík e Behrami, avvia una riflessione sui singoli e sulla squadra che sa un po’ di bilancio di fine anno. Se si volesse immaginare di essere in una discussione da bar, assecondando un quesito piuttosto vago su chi sia stato il giocatore “più forte” del Napoli 2013-14, una risposta che non lascerebbe storcere il naso a nessuno è Dries Mertens: tecnica sopraffina, velocità supersonica, intelligenza tattica, dribbling, assist e senso del gol. Invece, per costanza di rendimento, concretezza e abnegazione la risposta sarebbe Callejòn; per energia, carisma e spessore la risposta sarebbe Higuaìn. Poi ci sono i tre acquisti di gennaio, tutti (diversamente) positivi e utili anche per il prossimo anno. Poi c’è Pepe Reina, non sempre infallibile ma a tratti prodigioso, utile allo spogliatoio, a incoraggiare la difesa e utilissimo per la precisione con i piedi, come voleva il suo allenatore. Ancora, ci sono la crescita sostanziosa e costante di Fernandez, la sicurezza di Albiol, le incertezze di Britos e poi quelle di Inler, che pure, in alcune fasi dell’annata, ha toccato buoni picchi. Infine c’è Insigne, che nell’ultimo mese ha dimostrato di non essersi involuto né fermato, di poter superare i suoi limiti nel tiro o nell’ultimo passaggio, o quelli di sincronia con i colleghi di reparto. Di assist ne ha sfornati diversi, di reti ne è riuscito a fare più nell’ultimo mese che nel resto dell’anno, con la doppietta decisiva per vincere la Coppa Italia. 

IL PRIMO ANNO DI BENITEZ – Benitez si è dichiarato molto soddisfatto di questa stagione, “vicina al 9″ in pagella. Avrebbe ragione se non ci fosse la partita di Europa League con il Porto: non necessariamente la conquista del trofeo, ma qualche vittoria in più e un’uscita più combattuta dalla competizione avrebbero giustificato il terzo posto in campionato, che di per sé non può essere motivo di enorme soddisfazione. Qualche infortunio di troppo e una rosa mai davvero completa hanno reso la vita difficile a Benitez, impegnato con il massimo sforzo su tre fronti senza mai risparmiare nulla, e penalizzato necessariamente in campionato dove è richiesta massima continuità e resistenza sul lungo cammino. In alcune fasi della stagione, l’allenatore non ha sempre convinto, sbagliando certamente qualcosa, ma nel complesso è stato coraggioso e innovativo, cambiando radicalmente gioco e mentalità nel Napoli e provando anche a portare una ventata di novità nella Serie A. Utile un paragone con un altro volto nuovo e straniero, quello di Garcia che, all’opposto, ha fatto valere sagacia e spirito di adattamento, sposando la filosofia del risultato ma riuscendo a produrre anche bel gioco, grazie alle caratteristiche della sua rosa e, soprattutto, all’assenza di impegni al di fuori del campionato.

SPERANZE PER IL FUTURO – Benitez ha trasformato il Napoli in una macchina da gol, ha regalato ai tifosi lo spettacolo oltre alle vittorie, ma dovrà rivedere gli assetti difensivi per il prossimo anno e considerare, talvolta, qualche scelta duttile in base all’avversario che ha di fronte. In definitiva, l’amaro in bocca è quello che resta quando si è fatto bene ma si è intravisto che si sarebbe potuto fare benissimo. E allora ci si rallegri per il potenziale rimasto inespresso, che è solo motivo di ottimismo, purché il prossimo anno, con il giusto supporto della società, si riesca ad esprimerlo tutto, senza rimpianti. Magari con un pizzico di “cazzimma” in più, per dirla in napoletano.

Lorenzo Licciardi 

Tufano
Vesux
Pizzalo Pozzuoli

I Am Naples Testata Giornalistica - aut. Tribunale di Napoli n. 33 del 30/03/2011 Editore: Francesco Cortese - Andrea Bozzo Direttore responsabile: Ciro Troise © 2018 IamNaples Salvo accordi scritti, la collaborazione con questo blog è da considerarsi del tutto gratuita e non retribuita. In nessun caso si garantisce la restituzione dei materiali inviati. Del contenuto degli articoli e degli annunci pubblicitari sono legalmente responsabili i singoli autori. - Tutti i diritti riservati Vietata la riproduzione parziale o totale dei contenuti di questo portale Tutti i contenuti di IamNaples possono essere utilizzati a patto di citare sempre IamNaples.it come fonte ed inserire un link o un collegamento visibile a www.iamnaples.it oppure al link dell'articolo.