Da Osimhen a Koulibaly, il Napoli tra l’entusiasmo del nuovo e la paura degli addii

De Laurentiis a Castel di Sangro ha espresso il suo essere amletico: un eroe del dubbio

Ritorna il campionato di serie A, il 20 di settembre alle 12.30 a Parma, poi il Genoa, la Juventus ecc.ecc.ecc., allenamenti dal 24 di agosto a Castel di Sangro, da lunedì 7 settembre in poi al Centro Sportivo di Castelvolturno al Marina di Castello, dopo averci avvertito che anche la intera Europa può essere presa a fischi in tempi grami come questi. La Nations League causerà a tutte le società di calcio europee danni incalcolabili, economici, sportivi e speriamo non di contagi, visti i lunghi giri per l’Europa in piena pandemia di un virus che proprio non vuole andare via. Ghoulam riuscirà a tornare al calcio?  Le 55 federazioni europee in call conference chiederanno a Ceferin ed alla UEFA conto qualora ci dovessero essere in queste due partite delle nazionali infortuni seri (purtroppo la sfortuna si è accanita su Zaniolo) e non sia mai contagi da Covid -19. Qualcuno ci fornisce spiegazioni etniche estremamente interessanti.

Intanto, da queste parti, si parla, come è giusto di Regione. Apprendiamo con sgomento che Vincenzo De Luca presidente, si troverà coinvolto nei tortuosi scontri con le Regioni del Nord. A comunicarcelo dolorosamente, non è il Mattino, che dovrebbe farci capire una buona volta per sempre che è un giornale di Napoli ma il Corriere della Sera. Il quotidiano di Milano ci informa pure che pochi producono a Napoli e moltissimi trafficano. I nostri conti in disavanzo. Per pareggiarli occorre l’apporto esterno. L’esterno – avverte chi scrive – è l’Italia. Quindi noi pure, o napoletani, o campani, o meridionali. Viene anche scoperto che fatichiamo due volte: per inventarci un lavoro e lavorare. Vero: un esercito di free lance e/o di partita Iva, precari, casse integrazioni a migliaia, tantissimi i giovani andati via, chi in Francia e chi in Germania, qualcuno anche e addirittura in Costa d’Avorio.  Quale è il maggiore problema dei nostri problemi? Lo confidavo alcuni giorni fa ad alcuni dei candidati al Consiglio Regionale della Campania: Antonio Marciano e Antonella Ciaramella del Pd, Angela Russo e Severino Nappi della Lega, Marianna Riccardi e Pasquale Chiacchio di Italia Viva, Eduardo Piccirilli del più Campania in Europa ed a Tommaso Casillo di Campania Libera, sperando di suggerire loro un concetto fondamentale per il futuro dei nostri giovani:  “creare le condizioni e le occasioni per valorizzare nella Campania e per la Campania la materia grigia che per una ragione storica e sociologica è più cospicua di quanto non lo sia in altre regioni, non soltanto del Mezzogiorno”.

Materia grigia significa ragionare, criticare, obiettare, discutere. Personalmente mi sono reso perfettamente conto che non basta impadronirsi di una scrivania per stare a posto con la coscienza. Tutt’altro. Il successo degli organi di opinione pubblica napoletana (in special modo le webtv ed i portali di informazione) prende l’avvio giusto da questo rilievo. La maggior parte di essi si sono accorti che la Nazione e la Città cambiava e cambia volto e costume e hanno fatto quadrato appunto ed il mio invito ed il mio incoraggiamento va proprio a loro. Alessandro, Massimiliano, Marco, Mirko, Ciro, Titti e Nicoletta accolgano il mio invito e sostegno.

L’unica speranza – ci viene detto profeticamente – è che una opinione pubblica resa più vigile dalla appartenenza a questa Regione e il ceto più vasto degli intellettuali e dei tecnici abbiano la forza di denunziare il vecchio costume.

Napoli deve diventare la guida della Regione Campania e ciò può succedere solo se lo sceriffo con il lanciafiamme ed il pubblico ministero sostenitore di tutte le accuse la smettano di farsi la guerra e ricordo loro un vecchio ed infallibile detto napoletano: “quando gli asini litigano i barili si scassano!!!”  Potrà diventare la guida della Regione solo se la sua classe dirigente acquisterà coscienza del compito che deve svolgere. Ha ragione Silvana Giannuzzi: “Nando, speriamo vincano i migliori”.   Inserito in questo contesto occorrerebbe una iniziativa. Tutti i presidenti delle Regioni Meridionali in sinergia e sintonia con tutti i Sindaci delle Città Meridionali (intendo da Frosinone a Licata) dovrebbero ogni giorno ricordare alle regioni del Nord le parole di Francesco: “Solidarietà!!! Non può il fatturato venire prima della salute. Chiedere la collaborazione nell’accoglienza dei fratelli di colore”.  Il Sud, grazie alla provincia, deve agitare dai suoi scogli, una vecchia e buona bandiera. La “costruzione” di un discorso veramente meridionale. Il calcio, in tutto questo, ha una funzione determinante. Lo sanno tutti: da De Luca a De Magistris, da Ciro Borriello a Chiara Marciani, da Alessandra Clemente a Rosaria Galiero, dalla Palmeri, la Fortini e la Palmieri compresi i nostri scienziati, quelli votati alla lotta alla Sars Covid 19, Ascierto, Giordano, Parrella, Montesarchio. Il calcio. Bassetti, Remuzzi, Zangrillo, Ricciardi, Brusaferro, Ranieri Guerra devono trovare una sinergia e sintonia NAZIONALE, coinvolgendo gli scienziati napoletani in America, in particolar modo l’afragolese Antonio Giordano e Camillo Ricordi. Solo così questo brutto male che ha ammazzato 35mila persone in Italia potrà essere definitivamente scomparso.

Il calcio nostro, oggi ancora artigiano, e l’urgenza di trasferirlo un gradino più su. Il Napoli, naturalmente, e la sua politica al centro di molte denunzie e critiche.

De Laurentiis nelle conferenze stampa nel Parco del Sangro ha espresso tutto il suo amletico modo di essere, carattere risoluto e pieno di contrasti, dubbioso, tentennante e anche ambiguo, misterioso. UN EROE DEL DUBBIO.

Bisogna suonare l’allarme anche per il Napoli: o si rinnova nel quadro appunto dei grandi mutamenti sociali e culturali che stanno avvenendo (sia pure tra tante indecisioni e sofferenze) o la Regione Campania si indirizzerà verso altre soluzioni e smetterà di guardare al Napoli come alla società pilota.

La Regione Campania ha la possibilità di mostrare carattere e continuità. Il Napoli, inteso nella sua organizzazione sociale economica, deve sentire il bisogno di prendere atto di queste iniziative che gli converrà patrocinare, coinvolgendo il napoletano Vigorito ed il suo Benevento anche esso in serie A.

Tutto ciò che riguarda la parte tecnica del discorso calcistico l’affronteremo quando le porte di Castelvolturno si apriranno insieme a quelle dello Stadio San Paolo.

La stessa cosa dicasi del calciomercato. Le trattative ci sono ed esistono: in wap, in twitter, studiano Wyscout ma l’incubo coronavirus blocca tutto, un mercato condizionato e confusionario.

Un augurio particolare al calabrese Gennaro Gattuso ed al suo vice, il napoletano Luigi Riccio.

Gli oscar del calcio campano deve essere una festa di sport. L’assessore allo sport Ciro Borriello insieme e con il settimanale Corriere del Pallone hanno intenzione di premiare i più votati sul web dei calciatori dal 1970 al 1990. Da scegliere la sede e la data (Stadio San Paolo, Antisala dei Baroni o Teatro Mediterraneo). Sarà, con la benedizione del mercoledì della Madonna del Carmine, il ritorno al calcio, unica e vera metafora della vita.

Emmanuel Cascione, mediano di quantità del Pescara di Zeman, con una sola esperienza di allenatore, in serie D, a Cattolica, l’allenatore della Primavera del Napoli. Lo ha scelto Giuntoli.

Napoli ha salutato Allan, uno dei migliori mediani della storia del Napoli e nel frattempo è preoccupata della probabile partenza di Koulibaly, sicuramente il più forte difensore della storia del Napoli.

Benvenuto ad Osimhen. Il suo approccio con la Città di Napoli e con la squadra è stato qualcosa di straordinario e di eccezionale. Gli auguriamo di scrivere meravigliose pagine di vita nella nostra Napoli.

Ferdinando Troise

Tufano

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