Il Napoli tra la penitenza della sosta Mondiale e il mercato

Per gli italiani è sicuramente il Mondiale più triste, peggio di quattro anni fa

Per i tifosi del Napoli questa sosta sembra una sorta di penitenza. È iniziato il Mondiale, forse tra i più chiacchierati di sempre (non dimentichiamo la storia, l’Argentina che vince il torneo nel 1978 con la cronaca dei “desaparecidos”) e per gli italiani sicuramente il più triste. Quattro anni fa c’erano le distrazioni estive: il mare, il calciomercato in pieno svolgimento con i suoi sogni in azione. Stavolta la penitenza è più pesante perché per gli appassionati di calcio rinunciare al Mondiale è impossibile. Il pallone che rotola in un evento di portata internazionale fagocita qualsiasi cosa, c’è il desiderio di studiare talenti, verificare Nazionali emergenti, capire cosa faranno le big, anche quelle come la Francia che hanno perso giocatori importanti come Pogba, Kante e Benzema.

C’è un fattore che aumenta la penitenza della sosta: la sospensione temporale delle emozioni. La simpatia per l’Argentina ci sta ma il Mondiale per gli italiani vive di un’apatia emotiva, in un periodo in cui si sono fermati i campionati e le coppe europee.

Per i tifosi del Napoli questa sensazione è ancora più profonda visto che lo stop per il Mondiale ha bloccato il meraviglioso cammino della squadra di Spalletti. Gli azzurri si ritroveranno lunedì prossimo a Castel Volturno, poi il 1 dicembre si recheranno ad Antalya, in Turchia.

In quest’inverno orfano di sussulti emotivi, si può solo pensare a ciò che sarà, capire che campionato ritroveremo il 4 gennaio. Tutte le squadre recupereranno dei pezzi: il Napoli Rrahmani e Kvaratskhelia, l’Inter Lukaku, che è atteso anche dal commissario tecnico del Belgio Martinez, la Roma Wijnaldum e Dybala con maggiore continuità, la Juventus potrebbe ripresentarsi con Vlahovic, Chiesa, Di Maria e Pogba in piena forma, il Milan Calabria e Saelemaekers, ricostruendo la catena di destra.

Poi c’è il mercato di gennaio, una variabile di cui tener conto. La Roma ha preso Solbakken, profilo che piaceva tanto anche al Napoli. Il club di De Laurentiis in estate l’aveva sottoposto anche alle visite mediche per gestire il problema alla spalla sinistra. L’abbondanza in attacco ha portato il Napoli a rinunciare a questo talento duttile cresciuto nel Bodo Glimt.

Il Napoli non ha grandi programmi per gennaio, del resto una regola non scritta del calcio prevede che una macchina così brillante e funzionante non si tocchi.

L’unica variante può essere Demme, a breve dovrebbe esserci un incontro tra il suo entourage e il direttore sportivo Giuntoli. È il giocatore di movimento che ha trovato meno spazio, soltanto 19 minuti, meno anche dei 21 di Zanoli.

Ha inciso l’infortunio che l’ha tenuto fuori fino alla sosta di settembre e l’ha escluso dalla lista Champions. L’orientamento del Napoli è tenerlo con la convinzione che senza problemi fisici può trovare più spazio nella seconda parte della stagione, con gli azzurri impegnati ancora in tre competizioni.

Toccherà a Demme capire se continuare quest’avventura o ricercare altre soluzioni, non sarà neanche facile trovarle con il contratto in scadenza a giugno 2024, un ingaggio da 2,5 milioni di euro a stagione e poco minutaggio nelle gambe.

Nella casella di vice Lobotka Demme è ancora la pedina principale, Spalletti poi ha lavorato anche su altre idee che potrebbero rivelarsi utili: adattare Ndombele davanti alla difesa e coltivare la crescita di Gianluca Gaetano nel ruolo di play.

Ciro Troise

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