La lezione di Londra e i cambi tattici di Benitez. Il futuro si scrive tra campo e mercato…

La vittoria contro il Livorno premia la svolta tattica di Benitez. La rosa è incompleta, il pensiero va già a Gennaio, tiene banco la frizzante vicenda Cannavaro

Chissà se Benitez utilizza il suo cuscino non solo per dialogare sulla formazione da schierare in campo, o sia solito avere dei colloqui notturni anche dopo le partite, analizzando tatticamente le scelte e gli eventuali errori compiuti. Dopo la sconfitta di Londra, i pensieri di Rafa saranno stati intensi, dalla decisione di Wenger di piazzare Flamini su Hamsik e del dominio totale di Rosicky, Ramsey, Arteta e Ozil sulla trequarti.

Il Napoli a Londra ha subito una lezione non solo riguardo alla caratura dell’avversario e all’altissimo livello delle sfide di Champions League, ma anche sotto il profilo tattico. Guardare ogni partita con attenzione, rilevando anche degli errori compiuti e trovare delle soluzioni diverse è sinonimo di saggezza, equilibrio e intelligenza.

I CAMBI TATTICI DI BENITEZ – Contro il Livorno non si è visto il solito Napoli proteso costantemente all’attacco, una tendenza che può far diventare il gioco spettacolare ma a volte anche controproducente riguardo alla copertura degli spazi, all’efficienza della fase difensiva e al dispendio in termini d’energie soprattutto per alcuni calciatori. Rafa in conferenza stampa ha detto una piccola bugia: “Abbiamo affrontato la partita con l’idea di essere più offensivi, abbiamo avuto la fortuna di segnare dopo pochi minuti e abbiamo potuto così controllare la partita. Esterni d’attacco meno larghi? La posizione è stata studiata per trovare spazio tra le linee, però ha sicuramente influito il gol del vantaggio da pochi minuti”.

L’allenatore spagnolo ha voluto nascondere i cambi tattici effettuati sulla base delle indicazioni delle serate storte contro Sassuolo e Arsenal. Il calcio moderno contiene anche la comunicazione tra gli aspetti più importanti e Benitez, vista la sua esperienza internazionale, è un maestro sotto questo punto di vista. Rafa non ha voluto mostrare le carte, raccontare la correzione all’italiana del suo calcio propositivo. Il gol di Pandev dopo 3’ ha favorito un atteggiamento più coperto da parte del Napoli, ma la diversità di approccio si è vista già nei primissimi minuti. Benitez ha chiesto a Mesto e Armero di spingere molto di meno, rimanendo bloccati a contrastare Schiattarella e Mbaye, posizionati sulle fasce da Nicola per il suo 3-4-1-2. Il Napoli ha tenuto il baricentro più basso, Benitez ha chiesto ad Hamsik di abbassarsi di più, entrando di più nel vivo del gioco, a Behrami e Inler di accompagnare solo in rare occasioni la manovra degli azzurri e agli esterni d’attacco Callejon e Mertens di giocare in posizione più accentrata per non far conquistare mai il dominio del centrocampo ai toscani che hanno messo in mostra una buona circolazione del pallone ma si sono resi pericolosi solo con un gran tiro di Emeghara e con una percussione di Schiattarella fermata dalla difesa azzurra.

Il gol dopo 3’ in contropiede non è un caso, arriva proprio in virtù della disposizione in campo scelta da Rafa Benitez. Mertens contro il Sassuolo era tornato molto poco ad aiutare Armero sulla catena di sinistra, concedendo a Schelotto la possibilità di rendersi più volte pericoloso sulla fascia destra. Contro il Livorno il belga ha svolto egregiamente le due fasi, contribuendo a quella difensiva senza mai però rinunciare alla sortita offensiva costruita mai con egoismo e sempre con buona visione di gioco. Dai suoi piedi è nato non solo il gol di Pandev ma anche quello di Hamsik, bravo a correggere in rete una respinta di Bardi su tiro di Insigne, ben servito in velocità proprio da Mertens.

LE FATICHE DELLA CHAMPIONS, LA ROSA INCOMPLETA E IL MERCATO – Tra l’Arsenal e il Livorno si è notato il solito vizio dell’ambiente di esaltarsi troppo per le vittorie e deprimersi per le sconfitte, anche se arrivano contro avversari di grandissimo livello. Nel calcio moderno, dove si punta sul turn-over piuttosto che su preparazioni pesanti in cui s’immagazzinavano le energie per un’intera stagione, disputare più competizioni è uno scoglio complicato per tutte le squadre. Nel weekend ha vinto solo il Napoli delle squadre impegnate nel girone degli azzurri: l’Arsenal ha pareggiato in trasferta contro il West Bromwich Albion, il Borussia Dortmund è caduto sul campo del Moenchagladbach, l’Olympique Marsiglia ha perso al Velodrome contro il Paris Saint Germain in 10 dal 30’ per l’espulsione di Thiago Motta.

Servono rose complete per riuscire a cavarsela nel tour de force degli impegni; al Napoli mancano vari tasselli, le lacune in alcuni reparti sono evidenti. La priorità è a centrocampo, dove non c’è un’alternativa ad Inler per caratteristiche e il vero “alter ego” di Behrami nel ruolo di mediano davanti alla difesa sarebbe Radosevic, impiegato finora solo per 17’ da Benitez. Il nazionale under 21 croato domenica ha giocato con la Primavera a Palermo, si è deciso di concedergli minutaggio prendendosi anche il rischio di avere in prima squadra un solo centrocampista di ruolo in panchina. Non è un caso che Inler sia il giocatore più impiegato da Benitez dopo Reina; il centrocampista svizzero è fondamentale per la sua visione di gioco e la capacità di dare ordine alla manovra.

SI tratta di requisiti essenziali nel calcio propositivo “sin prisa sin pausa” proposto da Benitez che ha nella qualità del palleggio una risorsa indispensabile. Inler ha bisogno di Behrami al suo fianco per esprimersi al meglio, così come tutta la squadra necessita della diga svizzera davanti alla difesa per trovare l’equilibrio giusto. La difesa azzurra andò in tilt contro il Sassuolo anche perché una formazione totalmente nuova, ricca di seconde linee, non riuscì mai a stare bene in campo.

Tiene banco la frizzante vicenda Cannavaro, condizionata da un contratto “precario” che prevede per la prossima stagione un taglio all’ingaggio se non si raggiungono venticinque presenze. In estate, dopo una stagione in cui è stato ritenuto uno dei difensori più affidabili della Serie A, ci sono state le richieste di Manchester City e Milan, ma il Napoli l’ha dichiarato incedibile. Sono mancate la spavalderia e il coraggio per cancellare i vecchi equilibri, rinforzare la difesa con nuovi innesti e far partire Fernandez e Cannavaro o almeno uno dei due, magari quello meno giovane e con un ingaggio più corposo. E’ la storia di una società “equilibrista” tra spogliatoio, fair play finanziario e parametri tecnici, mai decisa e spavalda, che da anni costruisce rose valide ma incomplete, a cui mancano i famosi “cinque centesimi per fare un euro”. Cannavaro non è sereno, si è visto anche nella gara contro il Sassuolo dove, però, ha pagato la mancata copertura da parte del centrocampo e l’errore nell’uno contro uno con Zaza in occasione del gol.

Le indiscrezioni dei suoi colloqui con Mazzarri, del desiderio di seguirlo all’Inter e della richiesta al suo agente di trovargli una nuova sistemazione a Gennaio hanno influito sulla scelta di Benitez condivisa con la società: provare a valorizzare Fernandez, autore in Nazionale di ottime prestazioni, liberarlo dalla paura che lo travolge quando indossa la maglia del Napoli, soprattutto al San Paolo. Il primo segnale è arrivato a Londra quando sostituì l’infortunato Albiol: “El Flaco” contro il Livorno ha risposto molto bene, dando sicurezza alla fase difensiva, compiendo in maniera precisa i movimenti richiesti e fermando insieme a Britos due clienti scomodi come Paulinho ed Emeghara.

Tra campo e mercato, il futuro del Napoli si comincia a scrivere. Fernandez potrebbe rimanere e trovare con il turn-over di Benitez lo spazio necessario per andare ai Mondiali, Cannavaro sembra ormai fuori dal progetto societario. Arriverà un difensore, la rapidità è la caratteristica necessaria. Per gli altri reparti bisogna attendere cosa succederà in Champions League; servono anche un centrocampista e un attaccante. Si pensa ad un giocatore capace sia nella fase d’interdizione che in quella d’impostazione, in grado di sostituire sia Behrami che Inler. In estate fu individuato Maxime Gonalons del Lione; con i francesi fuori dalla Champions e in difficoltà in campionato ed Europa League, la trattativa potrebbe riaprirsi.

Ciro Troise

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