La panchina è più lunga ma la rosa non è completa: le incertezze del Napoli di Sarri

La panchina è più lunga ma la rosa non è completa: le incertezze del Napoli di Sarri

“Adesso tocca a Sarri”, è la frase che circola di più in queste ore tra gli addetti ai lavori napoletani come commento della sessione estiva di calciomercato terminata mercoledì scorso. Forse hanno tutti ancora in mente le dichiarazioni del presidente De Laurentiis al termine di Napoli-Frosinone 4-0, la sfida che consegnò al Napoli il secondo posto e l’accesso ai gironi di Champions League. “Sono cazzi tuoi, li dovrai far giocare tutti e diciannove”, disse il patron in un piccante dialogo con Sarri davanti ai media.

Diciannove non è un numero casuale, si muove sulla traccia di Sarri che non ama le rose ampie, preferisce un gruppo unito e ristretto su cui concentrare il lavoro in allenamento.

Nella scorsa stagione Sarri ha puntato su un blocco di tredici uomini (gli undici titolari più Mertens e David Lopez che sono le riserve più utilizzate), i diciannove invocati da De Laurentiis rappresentano un compromesso poiché la Champions League trasforma gli equilibri di gestione dell’organico. Il mercato del Napoli passa inevitabilmente per quel confronto di metà maggio che s’incastra anche nei limiti imposti dalle regole della Lega sulla lista dei 25 e quelli ancora più restrittivi della Uefa.

La qualità, però, non sempre è strettamente legata alla quantità, il Napoli si ritrova a settembre con una panchina più lunga ma la rosa non può definirsi completa perché ogni reparto presenta delle incertezze, dei nubi, dei lati oscuri. Considerando le difficoltà di Inter, Milan, Roma e Fiorentina, il Napoli può conservare il ruolo del “primo tra gli umani” a distanza siderale dalla dominatrice Juventus ma certi dubbi ci sono e, mentre s’avvicina il primo tour de force della stagione, vanno considerati.

Le gerarchie relative alla porta sembrano prevedere Reina-Sepe-Rafael in ordine di collocazione nelle idee di Sarri dopo l’estate “ballerina” su quest’argomento. “Il suo ritorno in Nazionale mi fa piacere per Pepe ma non è sicuramente una notizia positiva per la squadra. Pepe è reduce da un problema muscolare, stava dedicando un paio d’ore al giorno al recupero ed è un momento delicato per interrompere questo programma”, così Maurizio Sarri ha affrontato la questione Reina in conferenza stampa dopo Napoli-Milan.

Il portiere spagnolo dovrà convivere tutta la stagione con i suoi acciacchi, alle sue spalle Sepe dovrà farsi trovare pronto, ha le qualità giuste per far stare tranquilli i tifosi ma viene da un campionato in cui ha giocato pochissimo e non ha goduto durante l’estate della massima fiducia di allenatore e società. In difesa il Napoli deve registrare l’infortunio di Chiriches e negli equilibri del reparto sta pagando i problemi fisici di Tonelli. Per la prima gara di Champions League, Sarri avrà a disposizione solo tre difensori centrali: Albiol, Koulibaly e Maksimovic che non disputa una gara ufficiale dal 20 Aprile scorso (Roma-Torino 3-2).

La retroguardia dovrà essere rivista a gennaio visto che Ghoulam partirà per la Coppa d’Africa, il Napoli è chiamato a risolvere le carenze riguardo agli esterni bassi, dove i movimenti in entrata sono stati bloccati dalla mancata partenza di Maggio. Il terzino dell’Hoffenheim Toljan, che può giocare su entrambe le corsie, è il primo nome della lista di Giuntoli.

Il centrocampo è il reparto che ne esce più rinforzato dal calciomercato. La mediana è il centro nevralgico del calcio propositivo, con grande attenzione al palleggio che vuole Maurizio Sarri. L’arrivo dei “palleggiatori” Rog e Zielinski nasconde, però, una perplessità: la necessità di dotarsi di centrocampisti con spiccate capacità in fase d’interdizione, caratteristiche su cui il Napoli può contare su Allan. Nella scorsa stagione la mezzala brasiliana è stato fondamentale, è giunto al termine del campionato in debito d’ossigeno. Sarri sta lavorando per l’alternativa a gara in corso con Zielinski al posto di Allan, in quel ruolo potrebbe essere impiegato anche Rog. E’ una soluzione praticabile dal primo minuto? Questo centrocampo ha lo spessore fisico per reggere l’impatto contro realtà di livello superiore al Milan? Sono queste le domande, le incertezze che accompagnano la mediana rafforzata dai giovani talenti Rog, Zielinski e Diawara. Riguardo all’ex Bologna aleggiano i dubbi più significativi. Il centrocampista classe ’97 non è stato voluto da Sarri che gli preferiva Valdifiori come alternativa a Jorginho ma è un’intuizione del presidente De Laurentiis, attratto dalle qualità in prospettiva del mediano guineano. In attacco c’è il caso Gabbiadini, centravanti che mai ha assorbito le consegne tattiche di Sarri e che è passato da “ruota di scorta” pronta a togliere il disturbo nel caso in cui fosse arrivato Icardi a talento da blindare con un rinnovo del contratto promesso da Giuntoli al suo agente Silvio Pagliari. La panchina è più lunga ma la rosa non è completa, esprime la “precarietà” di un’estate complicata.

Ciro Troise


Ha conseguito con lode la Laurea Magistrale in “Televisione, Cinema e New Media” presso l’Università IULM di Milano, dopo il percorso triennale di studi concluso con la lode a Napoli al Corso di Laurea “Culture Digitali e delle Comunicazioni” all’Università Federico II. Editorialista de “Il Corriere del Pallone”, è giornalista pubblicista da Gennaio 2010. Lavora nell’Ufficio Comunicazione di Reach Italia Onlus.

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