Napoli a ritmi alti contro la Roma. Stadio, qual è l’accordo tra De Laurentiis e De Magistris?

Per il mercato bisogna aspettare il verdetto in Champions League, intanto Bigon comincia a muoversi per Gennaio

“Il calcio è bugia, discrezione”, così si è espresso Rafa Benitez in una splendida intervista rilasciata al maestro Gianni Mura per “Repubblica”. La settimana scorsa ci eravamo soffermati proprio sulle “piccole bugie” di Benitez nella conferenza stampa dopo la partita contro il Livorno, in cui non ha ammesso di aver modificato l’atteggiamento tattico dopo le lezioni Sassuolo e Arsenal. Benitez non è un “integralista” del modulo, ha fondato il suo sistema di gioco sul 4-2-3-1 ma è uno studioso della singola partita, uno stratega capace di modificare il suo credo tattico per ogni sfida. Lo racconta anche il suo libro “Champions League Dreams”; nel 2005 ha sconfitto la Juventus di Capello passando a gara in corso al 3-5-1-1, nella finale di Instanbul è stata decisiva la scelta nell’intervallo di piazzare Gerrard e Luis Garcia su Pirlo, nel 2007 ha battuto il Chelsea di Mourinho in semifinale variando il modo di battere i calci piazzati.

Per la supersfida di venerdì sera contro la Roma Benitez ha già in mente l’approccio tattico da utilizzare. Sarà un Napoli simile a quello che ha battuto il Livorno, meno attento al dominio nel possesso palla (il Napoli è la squadra con la percentuale più alta in Italia) e molto più incline alla copertura degli spazi e alla ripartenza. La formazione di Garcia soffre quando l’avversario alza il ritmo mentre è a suo agio quando gli viene concessa la possibilità di esercitare la manovra senza pressione con i movimenti di Totti che va incontro al pallone e fa salire i suoi compagni, bravissimi negli inserimenti (i vari Florenzi, Gervinho, Pjanic). Il pressing alto e la velocità nella costruzione della manovra sono le linee guida per far male ai giallorossi. Sarà fondamentale anche il lavoro di Hamsik in fase di non possesso per evitare l’effetto Arsenal: andare in tilt nel palleggio degli avversari lasciando loro la superiorità numerica sulla mediana.

I movimenti senza palla dello slovacco saranno fondamentali nel duello con De Rossi mentre Inler in stato di grazia sarebbe importante nella fluidità della manovra. Sulle fasce il Napoli può far male, può andare in superiorità se riesce a sorprendere la mediana giallorossa; se sulla fascia destra Maicon rappresenta un pericolo, a sinistra Callejon potrebbe essere un uomo-chiave nella sfida con Dodò o Torosidis. Nella Roma mancherà lo squalificato Balzaretti, il Napoli proverà a recuperare i suoi infortunati: dovrebbe farcela Higuain, difficilissimo l’impiego di Maggio, mentre sono basse le percentuali per Albiol e Zuniga sta lavorando per tornare a disposizione di Benitez. Se non dovessero farcela Albiol e Zuniga, sono pronti Cannavaro e Armero che, però, rientrerà solo giovedì dalla doppia sfida della Colombia che, con il pareggio contro il Cile, ha ottenuto la qualificazione ai Mondiali.

La chiave della gara è nella tenuta complessiva della fase difensiva e nella capacità di alzare il ritmo in quella offensiva; così va affrontata la Roma di Garcia.

Il Napoli scende in campo venerdì, mentre domani al San Paolo torna la Nazionale, sette anni dopo il pareggio contro la Lituania. Era la prima partita dopo la vittoria del Mondiale, l’esordio di Donadoni alla guida dell’Italia in gare ufficiali, uno scherzo del destino considerando poi l’infelice avventura dell’ex giocatore del Milan a Napoli. Finì 1-1, per gli azzurri segnò Inzaghi che oggi allena la Primavera del Milan.

La cornice è il San Paolo che martedì scorso ha vissuto anche il ricordo di Carlo Iuliano con la dedica della tribuna stampa ma che purtroppo presenta ancora delle grandi carenze strutturali. “Non mi parlate tutti i giorni dello stadio che non si farà un anno”, ha dichiarato De Magistris giovedì alla conferenza di presentazione di Italia-Armenia. Il sindaco ha più volte parlato dell’accordo con De Laurentiis, del cronoprogramma per la realizzazione dei lavori. Si tratta di parole vaghe, generiche ma mai un’indicazione chiara sui contenuti dell’accordo. Cosa prevede l’intesa sulla gestione dello stadio? Quando sarà presentato il progetto complessivo? Chi e quando si occupa dei lavori? Quali sono i tempi? Di tutto questo non si sa ancora nulla, chissà se De Laurentiis mercoledì nella conferenza con i tifosi su Twitter darà qualche informazione più chiara.

Intanto è già iniziato il calciomercato, il Milan ha rinforzato la difesa con l’ottimo Rami che in estate ha rifiutato il Napoli. Bigon si guarda intorno soprattutto sulla retroguardia, almeno uno tra Cannavaro e Fernandez a gennaio sarà ceduto. La campagna acquisti è il primo pensiero del direttore sportivo azzurro, una volta archiviato il rinnovo di Zuniga che non guadagnerà 3,5 bensì 2,8 più premi, comunque una bella cifra considerando che Bigon un anno prima fece saltare l’accordo per centomila euro: 1,5 la proposta del Napoli, 1,6 la richiesta dell’entourage del giocatore. Sono state necessarie le sirene di Inter, Juventus, Arsenal e Barcellona per non ripetere il caso Campagnaro, un’altra lezione in termini di programmazione.

Per capirne di più, bisognerà aspettare il verdetto del campo, soprattutto in Champions League; un’eventuale qualificazione agli ottavi darebbe grande linfa all’entusiasmo di De Laurentiis.

Ciro Troise

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