Blitz della Finanza. Adesso il calcio trema di nuovo

Hanno fatto irruzione di buon mattino, nelle sedi sociali di diciotto dei venti club di A (si sono «salvati» solo il Bologna e il Cagliari), di 11 di B e di 12 di Lega Pro. In mano un ordine della Procura di Napoli firmato dall’aggiunto, Giovanni Melillo, e dai pm, Antonello Ardituro, Stefano Capuano, Vincenzo Ranieri e Danilo De Simone. Al setaccio i contratti di una cinquantina di giocatori; nel mirino dodici procuratori, in particolare Alejandro Mazzoni e Alessandro Moggi. Caccia aperta alle irregolarità fiscali, alle sovrafatturazioni, ai contratti di immagine, alle operazioni «estero-vestite», alle rivalutazioni che In serie A finiscono sotto inchiesta 18 club su 20 Nel mirino anche tanti procuratoriaumentando i
costi attraverso le quote di ammortamento consentono di risparmiare qualcosina sui soldi da versare all’Agenzia delle Entrate. Insomma, l’offensiva contro l’evasione sconvolge il mondo del calcio. Non è una indagine nuova perché i primi atti gli inquirenti napoletani li hanno compiuti otto mesi fa quando gli uomini della Guardia di Finanza si presentarono nella sede del Napoli a Castelvolturno e in quella della Figc a Roma. Raccolsero i documenti relativi a Lavezzi e Chavez.
Ma adesso gli inquirenti, in base probabilmente anche agli accordi intercorsi a livello di G8, potranno contare sulla collaborazione internazionale. E, d’altro canto, una inchiesta che punta a scardinare quelle «triangolazioni» che consentirebbero ai giocatori stranieri di pagare meno imposte nel paese in cui producono il reddito, non può avere successo senza un coordinamento tra le diverse polizie. D’altro canto, qualcosa di simile sta avvenendo anche in Spagna (il caso Messi), a conferma che l’offensiva non è limitata solo all’Italia (benché, poi, ogni organismo inquirente proceda per la sua strada nazionale).

ACCUSA – Pesanti i reati sui quali i magistrati stanno lavorando e che potrebbero contestare agli eventuali imputati nel caso quelle che per ora sono solo ipotesi dovessero trovare, negli atti, conferma. Si va dall’associazione a delinquere all’evasione fiscale internazionale (a conferma che il quadro di riferimento è, come dire, globale), dalle false fatturazioni al riciclaggio. Le notizie trapelate inducono a ritenere che oltre alle società italiane oggetto di attenzione, sotto il microscopio degli inquirenti potrebbero essere finiti anche alcuni club stranieri. Ma in questo caso si tratta solo di supposizioni avendo evitato, i magistrati, di fornire dettagli in merito. La Guardia di Finanza ha sostanzialmente richiesto la documentazione che tutte le società hanno provveduto a fornire Le indagini sono concentrate su cinquanta contratti tra cui quelli di Lavezzi e Nocerino(nell’ordine, però, si prevedeva la possibilità di dar luogo a
perquisizioni a fronte della mancata collaborazione). I magistrati napoletani ritengono che dalle indagini sin qui effettuate sia «emerso un complessivo e articolato sistema di relazioni, finalizzato alla sottrazione all’imposizione fiscale di significative risorse finanziarie provenienti dalla conclusione di rapporti contrattuali di calciatori professionisti».

 

OBIETTIVI – Quali siano gli obiettivi dell’indagine, il procuratore aggiunto, Melillo, lo ha chiarito in un comunicato: «Allo stato delle attività, infatti, è emersa la necessità di procedere alla verifica di modalità ed estensione pratica di alcuni meccanismi di aggiramento delle regole di tassazione dei contratti prescelti per sottrarre al fisco ingenti quantità di denaro in relazione a ciascuna operazione di trasferimento di tesserati della Federazione Italiana Giuoco Calcio». In pratica, gli inquirenti pensano che società e procuratori scegliendo certi tipi di contratti invece di altri creano le condizioni per consentire al calciatore di pagare meno tasse. Ma non solo. Perché c’è poi un altro versante: quello relativo alle forme di tassazioni di pezzi di reddito non qualificati come salario. Scrive sempre il procuratore aggiunto, in un passaggio che finisce per fare diretto riferimento alle eventuali responsabilità dei club: «E’ altresi in via di accertamento il trattamento fiscale applicato ai rapporti di lavoro di numerosi calciatori, sia con riferimento ai compensi qualificati come fringe benefit (le auto aziendali, ad esempio, n.d.r.) , sia in relazione ai profili di fiscalità internazionali (le «triangolazioni» con le quali verrebbero sottratti al fisco pezzi rilevanti di salario, n.d.r.) ». Al momento, due soprattutto sembrano essere i procuratori sotto esame: «La documentazione acquisita mira ad una completa ricostruzione La Lega difende le società coinvolte «Hanno collaborato Non dubitiamo della loro correttezza»dei rapporti professionali fra società
di calcio ed i calciatori cui, direttamente o indirettamente, si riferiscono le attività dei procuratori sportivi Alejandro Mazzoni ed Alessandro Moggi». E via un elenco dei comportamenti che verranno vivisezionati.
DIFESA – Le società, di fronte a questo tsunami, hanno deciso di tenere un profilo basso affidando alla Lega il compito di sottolineare la regolarità dei propri comportamenti fiscali. Poche righe in cui «la Lega di serie A intende precisare che in data odierna (ieri, n.d.r.) l a Guardia di Finanza ha operato una acquisizione di documenti presso numerosi club nell’ambito di una indagine che sembra tuttavia riguardare l’attività di prtocuratori sportivi. Le società sportive hanno offerto la massima collaborazione e la Lega di Serie A non ha ragione di dubitare della correttezza dei comportamenti delle proprie associate». Quella di via Rosellini è una difesa d’ufficio doverosa e comprensibile ma è evidente, come si evince dalla lettura del comunicato del procuratore aggiunto di Napoli, che un po’ di chiarezza gli inquirenti vogliono fare anche sui club.
STRUMENTI – L’operazione è stata realizzata con vasto spiegamento di mezzi: in tutto sono stati impegnati duecento uomini della Guardia di Finanza. Nel mirino, come indicato nel documento della procura, le attività di intermediazione, le compravendite nazionali e internazionali e i diritti di opzione, la gestione del patrimonio aziendale e le modalità di inserimento dei calciatori nei bilanci, i contratti pluriennali relativi a prestazioni rivalutate, le transazioni con finalità spalma-debiti, le attività di scouting, la gestione dei diritti di immagine e televisivi, il trattamento tributario nelle compravendite e i fenomeni di estero-vestizione.. Soprattutto i contratti di immagine: il sospetto è che una parte del salario venga versato sotto questa voce all’estero e sfugga alla tassazione nel paese in cui il reddito viene prodotto. Si scava nelle sovrafatturazioni all’estero. Insomma, il campo è vasto, l’inchiesta appare solo all’inizio.

Fonte: Corriere dello Sport

La Redazione

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