Adriano Bacconi: “Emozioni e cambi di modulo premiato l’azzardo di Walter”

Squadra impacciata nella prima parte del match

L’analisi tecnico-tattica di Adriano Bacconi:

“La Lazio mette in difficoltà il Napoli sin dai primi minuti. Nella fase di non possesso Petkovic chiede ai suoi una grande aggressività che sorprende la mediana partenopea sempre in affanno nell’impostare il gioco. Ledesma, Hernanes e, soprattutto, Gonzalez mettono la partita sul piano fisico togliendo tempo e spazio ad Hamsik e Inler, i due registi, poco ispirati, della squadra di Mazzarri. Le poche volte che lo slovacco riesce a liberarsi dal pressing mette anche qualche buona palla in profondità ma nè Cavani nè Pandev trovano il guizzo giusto, sistematicamente anticipati da Dias e Biava. I due centrali laziali erano infatti ben preparati ad affrontare questi tagli e sono sempre “scappati” preventivamente assorbendo le accelerezioni degli attaccanti avversari. Ma i meriti della Lazio non finiscono qui. Anche nello sviluppo del gioco la squadra riesce a trovare le soluzioni giuste soprattutto sulla fascia destra dove Candreva si accentra sovente alle spalle di Inler, bucando il Napoli tra le linee.
Gli spunti migliori della prima frazione sono tutti di Candreva che arriva al tiro al 7′ e al 9′, oltre a dare il “la” all’azione del gol al 12′: attira su di sè Behrami e Gamberini prima di servire sulla corsa Konko, creando di fatto il prezioso “3 contro 2”, finalizzato in area da Floccari. Tutte queste situazioni nascono da recuperi alti di Gonzalez e conseguenti ripartenze. C’è ancora la firma dell’uruguagio sul break che porta il centravanti a centrare il palo al 33′ con un tiro da fuori area.
In questo tourbillon il merito del Napoli è quello di stare in partita aspettando che la stanchezza cambi un po’ l’andamento della gara. Il primo segnale del cambiamento di rotta è al 38′ con l’improvvisa traversa di testa di Cavani su cross di Zuniga. Ma i veri fuochi di artificio scoppiano nella ripresa. I cambi di giocatori e moduli (alcuni obbligati, altri strategici) dei due tecnici rendono ricca di emozioni e imprevedibile la partita sino all’ultimo istante. Con l’ingresso di Insigne già a fine primo tempo Mazzarri chiede ad Hamsik di abbassarsi in mediana, ma il vero cambio tattico è l’ingresso di El Kaddouri per uno spento Mesto. Il Napoli dal 10′ del secondo tempo passa così al 4-2-3-1 con Campagnaro a spingere nelle vesti di terzino sulla fascia destra. L’argentino trova comunque, nonostante la posizione più esterna, il timing giusto al 14′ per ripiegare centralmente e bloccare Hernanes lanciato a rete.
Tra il 18′ e il 23′ Insigne detta il tempi della riscossa del Napoli. I suoi tagli da sinistra non trovano opposizione adeguata. Prima serve un pallonetto delizioso per Cavani, in fuorigioco millimetrico, poi salta tre avversari in dribbling prima di essere steso. Infine serve un filtrante interessante a Pandev, da qui a Cavani che tira male di sinistro. La Lazio è ora in sofferenza. Petkovic capisce che l’arma del pressing è ormai spuntata. Occorre alzare il fortino difensivo. Fuori Hernanes dentro Cana. La strategia è ora difesa bassa e contropiede. Al 29′ Floccari rientra anche lui nella propria metà campo e lancia in avanti dove si avventa Lulic che anticipa De Sanctis, in uscita tardiva e maldestra. La palla sta rotolando beffarda verso la porta incustodita, ma, ancora una volta, ci pensa Campagnaro a salvare il Napoli spazzando di sinistro.
La partita nel finale è bellissima. Mazzarri rischia l’osso del collo buttando dentro anche Calaiò con Insigne che scala nell’inedito ruolo di terzino sinistro. Si potrebbe parlare di un 4-2-4 se non ci fossero le caratteristiche indivuali a tradire i numeri con giocatori offensivi in tutti i reparti. Il Napoli difende con chi capita e attacca in massa. Deve, alla fine, ringraziare Lulic che prima si mangia un gol fatto, solo davanti a De Sanctis, poi scivola in piena area permettendo a Campagnaro di segnare al volo in completa solitudine il gol del pareggio. Il difensore argentino è il man of the match. Siamo al 42′ e ci saranno da lì al triplice fischio finale almeno altre 3 palle gol, due per la Lazio, mai doma, e una dilapidata da Pandev. Finisce 1-1. Per come è andata il Napoli può festeggiare”.

Fonte: Il Mattino

La Redazione

P.S.

Tufano

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