Adriano Bacconi: “Paolo alza il muro difensivo e poi si sgancia in attacco”

Adriano Bacconi: “Paolo alza il muro difensivo e poi si sgancia in attacco”

L’analisi tecnico-tattica di Adriano Bacconi:

“Il folgorante “sombrero” di Pandev con tiro di poco alto al quarto tocco di palla dal fischio d’inizio fa capire subito a tutti che il campionato del Napoli è cambiato. L’obiettivo scudetto è ora un’aspirazione concreta che ambiente, tecnico e giocatori sentono alla loro portata. Gli scricchiolii in casa Juve da una parte e il crollo verticale delle altre inseguitrici dall’altra hanno convinto anche gli ultimi scettici che questa potrebbe essere la stagione giusta per gli azzurri.
Così la squadra di Mazzarri entra in campo famelica ma anche con le idee chiarissime. Dzemaili, confermato nel ruoli di play a centrocampo, cambia subito gioco su Mesto a creare il “2 contro 1” in fascia. Sarà il filo conduttore del match. L’assist di Mesto di testa e lo spunto funambolico di Pandev completano l’opera. Non passano neanche due minuti e un’altra sventagliata dello svizzero lancia Zuniga sull’out opposto, fermato fallosamente al limite dell’area.
La premiata ditta Zuniga-Hamsik viaggia in automatico e da una loro combinazione arriva la seconda conclusione del Napoli con tiro dello slovacco da dentro area ribattuto al 7′.
Il terzo cambio gioco folgorante di Dzemaili casca al 13′. Mesto questa volta si propone sul lungo alle spalle di Capuano. La sponda di testa è per Cavani, anticipato al momento di concludere.
Il Catania non pressa, lascia il possesso palla al Napoli, preoccupandosi di non lasciare spazio a Cavani negli ultimi 30 metri e creando un vero bunker nella zona centrale. Al 18′ il Matador anticipato dal raddoppio basso di Gomez commette un fallo di frustrazione per non essere ancora riuscito ad entrare in partita. Quando Cavani torna incontro per uscire dalla morsa predisposta da Maran viene braccato dai due mastini rossoazzurri che entrano nel tackle con l’obiettivo di prendere qualcosa, palla o uomo non fa una grande differenza. Al 23′ è Rolin ad entrare da tergo sull’uruguagio. Un minuto dopo concede il bis Spolli, senza che l’arbitro prenda provvedimenti disciplinari.
Conoscendo la forza dell’avversario il Napoli ha un altro grande merito in questa fase della partita. Non lasciare mai la possibilità al Catania di ripartire in contropiede. Gomez a sinistra e Barrientos a destra non trovano mai le corsie libere. Nel mezzo il temuto Lodi è sempre affrontato in prima battuta da qualche attaccante azzurro. Se nella prima mezz’ora De Sanctis fa praticamente lo spettatore lo deve anche alla concentrazione dell’inedito ma efficace pacchetto arretrato ben guidato da Cannavaro. Grava e Gamberini seguono il capitano accorciando e scappando senza soluzione di continuità e con buona sincronia.
È proprio la pressione esercitata da Cannavaro su Bergessio a costringere l’attaccante etneo all’errore al 31′. La sua sponda infelice lancia Hamsik che allarga su Zuniga e si butta in area. Il colombiano rientra sul destro e calcia in porta. Gli attaccanti attaccano bene l’area di rigore. Cavani il primo palo, Pandev al centro e Hamsik sul secondo. La palla sporca arriva primo qui dove è un gioco da ragazzi per il numero 17 azzurro fulminare Andujar. Un gol che ratifica una superiorità tecnica, tattica e agonistica evidente.
Il gol obbliga il Catania a cambiare strategia, alzando di parecchi metri il baricentro. Il Napoli ne approfitta subito. Su angolo di Lodi al 37′ Dzemaili esce dall’area palla al piede, lancia sulla corsa Pandev e segue l’azione andando a ricevere il passaggio di ritorno. Spolli è costretto al fallo plateale. Inevitabile questa volta il cartellino giallo. Pochi secondi dopo è Rolin ad entrare duro su Hamsik. Gli animi si scaldano. Grava si fa ammonire, si accendo una mischia convulsa. Il Napoli perde concentrazione e il Catania morde subito liberando due volte Barrientos a tu per tu con De Sanctis, nella prima occasione bravo ad uscire con tempestività e nella seconda graziato dall’attaccante aregentino. Ma la sofferenza dura poco. Sugli sviluppi di un angolo ancora la catena di sinistra Zuniga-Hamsik impacchetta l’assist vincente per Cannavaro. Il 2-0 chiude il primo tempo e la partita.
Infatti la seconda frazione vede il Napoli tutto orientato alla gestione del vantaggio. La linea mediana si abbassa a protezione della linea difensiva. In fase di non possesso Cavani si piazza in marcatura su Lodi. Hamsik e Pandev scalano in fascia. Recuperata palla i tre tenori decidono se tenere palla facendo passare secondi preziosi o verticalizzare immediamente. Come al 18′ quando con una ripartenza lineare Hamsik-Mesto la palla arriva sulla testa di Cavani che sbaglia la più facile delle opportunità. Le sostituzioni di Maran e Mazzarri non cambiano l’andamento dalla gara. I padroni di casa guadagnano punti e autostima, più forte anche per la consapevolezza di poter contare su una rosa di possibili titolari più ampia in ogni reparto”. 

Fonte: Il Mattino

La Redazione

P.S.


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