Adriano Bacconi: “Troppa frenesia a centrocampo e un possesso di palla inefficace”

Gli azzurri hanno controllano il gioco per il 64% del tempo

L’analisi tecnico-tattica di Adriano Bacconi:

“Detto (e chiuso subito) dell’handicap del campo che di solito penalizza la squadra che deve fare la partita, veniamo alla stessa.
La Samp si presenta con un 3-5-2 molto corto e attendista che punta a difendere soprattutto i corridoi centrali e ripartire con immediatezza. Per superare il muro blucerchiato Mazzarri sceglie la strategia dell’aggiramento, posizionando Insigne largo a sinistra da dove già al 4’ pesca Cavani con un pallonetto telecomandato. Il Matador fa capire subito di non essere in giornata di grazie e dopo lo stop di petto si fa soffiare il pallone. Al 6’ è Insigne stesso ad arriva al tiro dopo triangolo stretto con Hamsik. Non è però una bella partita. A metà campo si combatte metro per metro. Inler è contratto sistematicamente da Obiang, Behrami e Poli si fronteggiano sul piano prettamente fisico. Alla fine il fosforo dovrebbe essere tutto nel duello Kristicic-Hamsik i veri registi delle due squadre, che però collezionano anche loro un sacco di errori tecnici. Da questo scenario tattico gli spunti più interessanti partono sempre dall’out sinistro almeno per un altra decina di minuti. Al 12’ Insigne aspetta la sovrapposizione di Armero prima di rientrare sull’interno obbligando Poli a scalare su di lui. Solo in quel momento scarica la palla per Hamsik sulla trequarti. La conclusione di sinistro è sporcata da Gastaldello ma Cavani non è lesto ad approfittarne. Dopo neanche un minuto l’ex pescarese serve dentro Cavani che sbaglia di sinistro un’altra occasione invitante. L’ultimo guizzo felice di Lorenzinho è al 17’ quando chiude il triangolo ad Armero, il cui cross basso è troppo sul portiere.
Il Napoli ha troppa fretta di cercare la profondità. Mesto al 43’ invece di appoggiare corto su Hamsik verticalizza frettolosamente su Cavani. Sull’intercettazione di Obiang riparte ancora Sansone che salta con facilità irrisoria Inler e tira in diagonale. Rimedia ancora De Sanctis.
Al 5’ della ripresa il gol della Samp sembra cosa fatta. Un cross di Estigarribia evidenzia la poca reattività degli azzurri. De Silvestri brucia Armero sullo scatto e serve Icardi che anticipa nettamente Britos. Il salvataggio di Behrami ha del miracoloso.
Mazzarri inizia a mischiare le carte. Svincola Insigne dalla banda laterale dandogli il compito di fare la punta al fianco di Cavani. È Hamsik ad andare a creare la superiorità numerica a sinistra. Ne approfitta subito Armero che al 12’ ha uno spunto brillante ma, entrato in area, tenta una conclusione complicata invece di cercare Cavani smarcato al centro. La seconda mossa del tecnico livornese consiste in un doppio cambio Britos-Armero per Zuniga-Pandev con il passaggio al 4-3-3. Insigne torna a sinistra con Pandev sull’altra fascia. Dalla panchina della Samp si chiede di giocare a 4 per non concedere al Napoli il «3 contro 3». Esce Sansone per Eder. Il potenziale nelle ripartenze della Samp cresce. Al 22’ è proprio il nuovo entrato ad accelerare nello spazio prima di lanciare Icardi che svirgola la conclusione al volo di sinistro. Col 4-5-1 gli ospiti ritrovano equilibrio e convincimenti. Il Napoli sente passare il tempo e quindi diminuire la possibilità di avvicinare la Juve a due settimane dallo scontro diretto. Il Napoli non può accontentarsi di avere il 64% di possesso palla, deve fare qualcosa in più. Allora attacca in massa anche se a ritmi non eccelsi. Le mischie si susseguono e anche qualche buona chance. La prima la crea Pandev che attira tre giocatori su di sè prima di liberare Hamsik a centro area. Il tiro di sinistro è deviato da Romero sul palo. La seconda la spreca Cannavaro che alza da posizione ravvicinata. L’ultima è per uno svampito Cavani che al 90’ non trova la porta in scivolata. Il lungo extratime non offrire emozioni supplementari. Lo 0-0 brucia nella testa e nel cuore di Mazzarri che si contorce in panchina per l’occasione persa. Per il rush finale urge ritrovare il sorriso di Cavani”.

Fonte: Il Mattino

La Redazione

P.S.

Tufano

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