Al San Paolo sarà tutto esaurito

Nelle prossime ore Mazzarri scioglierà gli ultimi dubbi

Il passato vicino lontano è Londra, il Chelsea, il sogno Champions sfumato sul più bello. Sul piatto della stagione – si è detto, tutti hanno convenuto – ci sono ora due obiettivi. Da un lato il terzo posto in campionato e dall’altra la Coppa Italia. Appunto.

SOGNI E SPERANZE – E il futuro poi verrà: e dipenderà da ciò che dirà il campionato in queste altre dieci domeniche; e sarà costruito pure dopodomani, in una serata quasi surreale, perché cinquantamila spettatori non li avrebbe preventivati manco il più ottimista. Napoli-Siena vale, eccome se vale: vale la finale di Coppa Italia; vale – presumibilmente, letta la classifica – un posto in Europa League; vale pure psicologicamente per ricaricare appieno, del tutto, una città ormai proiettata con la testa all’Olimpico e smaniosa di esserci, attraverso un esodo di massa. Però prima il Napoli dovrà riuscire a liberarsi del Siena, della sua ostinazione, dell’organizzazione difensiva, del gol di vantaggio che non è poco ma non è neppure tantissimo.
E’ GIA’ MERCOLEDI’- Si rigioca e sarà un altro Napoli rispetto al «Friuli»: i medici tacciono, ma Lavezzi s’è già annunciato attraverso twitter cinguettando ai suoi compagni in ritiro e facendo loro sentire la propria presenza con un semplice e perà significativo « Stasera a casa a soffrire; dai ragazzi », il messaggio lanciato nel pomeriggio d’una domenica insolita, spesa sul divano di casa a Marechiaro da inabile, mordendosi le dita per non poterci essere e, comunque, cominciando a contare le ore che separano dall’appuntamento del San Paolo, una medaglietta da conquistare per dar sempre più lustro a questo quinquennio partenopeo.

DENTRO O FUORI – O Napoli o Siena, ma l’onda anomala d’un San Paolo prossimo al «tutto esaurito» è il propellente per cercare di approdare all’Olimpico e trascinar con sé una città che vorrebbe vivere altre emozioni, entrare in finale, misurarsi con la Juventus o con il Milan, attraversare l’ennesima serata da leoni di una stagione opulenta.  Udine è già finito nell’album annuale e l’allenamento odierno a Castelvolturno introduce allo spareggio per la gloria, da preparare in compagnia del medico, imbottito di informazioni sugli acciaccati: la valutazione principale, prima di tuffarsi in campo, riguarderà la condizione di Maggio, fermato in maniera vigorosa a Londra da un’entrataccia che gli ha procurato una contusione tibiale. Sta messo meglio Lavezzi, che a Stamford Bridge, nel finale, ha avvertito affaticamento agli adduttori ed è stato indotto a starsene un po’ a riposo; in difesa, rispunta Aronica, il terzo di sinistra titolare, che andrà a riprendersi il proprio posto ed avvicenderà Britos; e lì finiranno i dubbi, o forse no, restando vivo il ballottaggio sulla corsia di sinistra tra Zuniga e Dossena.  La parola al campo, a quel punto: con cinquantamila spettatori garantiti e la soglia dei sessantamila che vacilla. Pure questi sono sogni, che val la pena di assaporare appieno.

Fonte: Corriere dello Sport

La Redazione

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