Allenamento a porte aperte, Napoli saluta il Napoli

L’hanno già chiamata la «Due giorni di Napoli». Oggi pomeriggio, l’abbraccio con chi non potrà assistere alla sfida di domani sera per la decisione del Giudice Sportivo, in parte attenuata dalla Corte di Giustizia Federale; domani sera, invece, l’abbraccio con i circa diecimila studenti, di scuole elementari e medie inferiori di Napoli e provincia a cui è stato permesso di accedere allo stadio per creare quel clima di distensione intorno al calcio tanto invocato.

San Paolo. Il teatro sarà lo stesso, quel San Paolo che ha voglia di calcio vero e che nonostante tutto trasuda di passione ed entusiasmo. Si prevedono in ventimila oggi, nell’unico settore aperto, quello dei Distinti, per applaudire i protagonisti della prima stagione con Benitez in panchina e ringraziarli per la conquista della Coppa Italia e anche per la Champions League.

Abbraccio ideale. Non un allenamento di rifinitura, bensì un abbraccio ideale tra quella folla che non ha mai fatto mancare il proprio sostegno ed un gruppo di calciatori, molti dei quali nuovi, che si sono battuti sempre con orgoglio ed attaccamento alla maglia. Mancherà Ciro, ancora ricoverato in ospedale, e gli altri due tifosi feriti prima della finale dell’Olimpico. Ma ci saranno cori e striscioni di incoraggiamento anche per loro. E poi non mancheranno le voci di protesta nei confronti del governo del calcio che ha deciso di negare il saluto alla squadra.
Il Napoli ha voluto offrire così l’occasione ai tifosi di poter festeggiare i propri beniamini aprendo le porte dello stadio per l’allenamento di rifinitura. E Benitez è stato tra i primi ad avallare la decisione. Anche a gennaio volle far sostenere ai suoi una seduta di lavoro al San Paolo con ingresso libero. E quella mattina circa quindicimila persone affollarono gli spalti, incitando a squarciagola Higuain e compagni. Per Benitez, il coinvolgimento del pubblico è fondamentale. Aiuta a vincere ma anche a creare quel clima di serenità tanto auspicato. E’ stato proprio il tecnico spagnolo a volere che la squadra vada a ringraziare gli spettatori ad ogni fine gara, anche in caso di risultato non positivo. Domani, invece, tocca ai bambini delle scuole elementari e medie inferiori (ogni dieci, accompagnati da un insegnante o un rappresentante di classe), nonchè ai disabili assistere a Napoli-Verona. Molte le scuole che hanno fatto richiesta di accedere al San Paolo, consuetudine peraltro già in uso durante il campionato (una scuola per volta) e così cara al presidente De Laurentiis che assisterà alla partita in streaming da Los Angeles. Diecimila voci bianche per lanciare un segnale di pace all’Italia calcistica intera. Ed un coro soltanto per restituire un nuova immagine alla Napoli bistrattata e mortificata da espisodi extracalcistici. I bambini sono l’espressione dell’innocenza e della passione pura. E toccherà a loro spingere Callejon e soci verso il centesimo gol.

Fonte: Corriere dello Sport


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