Allo stadio per la legalità, il Quarto ci crede

Allo stadio per la legalità, il Quarto ci crede

Quarto. «Tutti a tifare per la squadra anticlan Nuova Quarto Calcio per la Legalità dopo i ripetuti raid e i furti». L’appello è stato lanciato ieri dal sito web del Mattino e condiviso da tantissimi utenti di Facebook: stamattina alle 11 il team anticamorra giocherà in casa contro la Sessana, nella gara del girone A del campionato campano di Promozione, e si spera nel tutto esaurito per dimostrare che i cittadini di Quarto sono al fianco della loro squadra nella difficile battaglia contro i clan. La Nuova Quarto per la Legalità non è un team qualunque: è il primo in Italia confiscato ad un clan camorristico e divenuto dichiaratamente club antiracket. Veicolo di un messaggio anticamorra, da declinare sui campi di calcio minore delle province di Napoli e di Terra di Lavoro. Ma anche troppe volte ostacolato da strani atti delinquenziali. Alla Nuova Quarto, dopo l’affidamento da parte della procura antimafia al binomio dirigenziale composto dall’avvocato Luca Catalano e dal referente di Sos Impresa Luigi Cuomo, sono accadute troppe strane cose. Hanno rubato gli scarpini. Hanno incendiato le reti delle porte. Hanno distrutto le panchine. Hanno rubato coppe e trofei della legalità vinti in questo scorcio di stagione. In trasferta, invece, la squadra ha subito cori offensivi del tipo «camorristi, camorristi», oltre a slogan contro le forze dell’ordine e i pm anticamorra.
Ce n’è quanto basta per capire che ogni domenica non è una domenica qualunque per l’undici azzurro che sul petto porta stampato il logo «Rete per la Legalità». In campo deve difendere un primato sportivo conquistato a suon di gol e record. Fuori dal terreno di gioco un messaggio di legalità che cerca sempre più il sostegno della città. Stamani allo stadio comunale «Giarrusso» i flegrei giocano contro la Sessana, ma dopo l’ennesima intimidazione subita con il furto di targhe e trofei, l’appello al «tutto esaurito» diventa una risposta collettiva a quei raid. Un «sold out della legalità» per dimostrare che la stragrande maggioranza dei cittadini di Quarto è contro la camorra; contro il suo sistema e la sua logica e al fianco del team di calcio confiscato dalla Dda al clan Polverino. Smentendo quell’immagine sbiadita di una collettività che, finora, non ha fornito alcun aiuto alle forze dell’ordine che indagano sul furto di domenica scorsa. Sul web sono stati tantissimi ad aver già aderito. Ora tocca riempire le tribune dell’impianto comunale divenuto anch’esso simbolo di lotta alla camorra. Allo stadio oggi ci sarà un ampio dispiegamento di forze dell’ordine, mentre hanno già confermato la propria presenza Rosaria Capacchione, i sindaci di San Giorgio a Cremano e Pozzuoli, Giorgiano e Figliolia, oltre all’assessore allo Sport di Napoli Tommasielli.
Presenti anche molte delegazioni di partito, tra cui Fli, Udc, Cd, M5S, Rc e Pd, mentre l’ex procuratore nazionale antimafia, Piero Grasso, ha inviato un tweet: «Sono un buon centrocampista: per dare un calcio alla camorra la Nuova Quarto Calcio può contare anche sui miei piedi», e il commissario regionale dei Verdi, Francesco Borrelli, in una nota ha chiesto al presidente del Napoli Aurelio De Laurentiis di «esprimere la sua solidarietà e di muoversi in prima persona realizzando iniziative a sostegno di questa squadra simbolo dell’anticamorra».

Fonte: Il Mattino

La Redazione

P.S.


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