Azzardo Napoli, mercato incompleto: ma De Laurentiis e Benitez hanno una strategia!

Nessun nuovo arrivo a Castelvolturno, in attesa del mercato di gennaio. Pagherà la scelta della società?

Accantonato con soddisfazione l’incoraggiante inizio di campionato, il Napoli si prepara ad affrontare il primo ciclo di partite ravvicinate che il doppio impegno Campionato/Champions impone. Sette partite in ventidue giorni (ATALANTA, BORUSSIA, Milan, SASSUOLO, Genoa, Arsenal, LIVORNO. In maiuscolo le partite casalinghe. Nda) un impegno che fungerà da prima verifica del livello a cui è arrivato il progetto tecnico di Rafa Benitez.

Tra la trasferta di Verona e la partita di stasera al san Paolo con l’Atalanta c’è stata la chiusura del calciomercato e, nonostante sia stata mitigata dalle due vittorie in campionato, una sensazione di incompiutezza aleggia tra tifosi e addetti ai lavori. Ci si aspettava – è inutile negarlo – il completamento di quello che è stato un mercato di primo livello. La priorità era sfoltire la rosa ed è stato fatto in modo soddisfacente, tuttavia le due vittorie con Bologna e Chievo hanno chiarito che mancano ancora almeno tre innesti per rendere la rosa completa, omogenea nei valori tecnici e capace di affrontare il turn over senza perdere in competitività. L’improvvisa “timidezza” sul mercato ha però, a parer mio, una strategia chiara. Rischiosa ma coerente con un certo modo d’operare.

COSA MANCA – le incertezze difensive con il Chievo hanno sottolineato, oltre il livello non ancora ottimale con cui i difensori stanno assimilando i dettami tattici della difesa a quattro, una carenza tecnica precisa. Il Napoli non ha un centrale difensivo agile e veloce. Inoltre, dei quattro a disposizione, il solo Britos è mancino, circostanza che imporrà di adattare un destro sul lato sinistro quando mancherà l’uruguaiano. È ormai noto che è stato Benitez a frenare i tentativi di acquistare Astori; il forte difensore non convince del tutto il tecnico spagnolo che ha dimostrato che ha il peso e il carattere d’imporre le sue scelte. D’altronde se è arrivato Higuaìn e non Damiao il merito è anche suo. Qualche dubbio in più rimane sul calciatore che Benitez aveva individuato per rinforzare il reparto difensivo. I 191 centimetri di Martin Skrtel non gli garantiscono di certo la velocità che occorre al Napoli. Inoltre lo slovacco è destro e rimarrebbe il problema di un secondo marcatore mancino. Un’alternativa di livello che manca anche sulla fascia destra. Nonostante l’impegno ammirevole e la professionalità, Mesto non è in grado di fornire con costanza prestazioni adeguate al livello raggiunto dal Napoli. L’ultima rinforzo mancante al Napoli per competere ad alto livello su tutti i fronti è quello di un centrale di centrocampo bravo sia in fase attiva che in quella passiva. Un interditore che sappia dettare i tempi della manovra, prestante atleticamente ma anche bravo tecnicamente. Con queste caratteristiche il Napoli ha in rosa il solo Inler che, tra l’altro, non ha ancora dimostrato le sue grandi potenzialità. Nel ruolo la società ha un obiettivo ben chiaro, ed è di primissimo livello. Javier Mascherano ha le capacità, l’esperienza e il carattere per far fare il salto di qualità al centrocampo azzurro. L’importante offerta fatta per il nazionale argentino è stata rifiutata dal Barcellona ma Mascherano non sembra in sintonia con i dettami tattici di Martino e a gennaio il Napoli potrebbe mettere a segno il grande colpo di mercato.

LA STRATEGIA – il mercato condotto dal Napoli ha chiarito che la società di De Laurentiis ha deciso di avviare un nuovo ciclo e non teme d’investire cifre importanti sul mercato, ma la gestione societaria è da sempre improntata a bilanci in attivo e alla valorizzazione dei calciatori in rosa. È in tale ottica che vanno analizzate la scelta di non operare ulteriormente sul mercato in entrata, la permanenza di Fernandez, Uvini e Radosevic e il possibile ritorno a gennaio di Edu Vargas.

I RISCHI – se la scelta di valorizzare quello che si ha prima di investire altri capitali e vanificare gli acquisti già fatti è corretta da un punto di vista prettamente societario, sul piano sportivo è un rischio, e nemmeno piccolo. La competizione in campionato è cresciuta moltissimo. Oltre alla Juventus e al Milan, quest’anno anche la Fiorentina, la Roma e l’Inter sembrano in grado di competere fino alla fine per un piazzamento in Champions. Con le ultime due libere da impegni europei; circostanze da non sottovalutare nell’anno del ritorno in Champions del Napoli. Il ranking basso nella prima competizione continentale ha riservato agli uomini di Benitez tre avversarie di primo livello. Per provare a superare il turno al cospetto del Borussia di Klopp – la squadra che a parer mio gioca il miglior calcio d’Europa – e dell’Arsenal rinforzato dal talento cristallino di Mesut Özil servirà il Napoli dovrà superare se stesso. Affrontare la prima parte della stagione senza una rosa adeguata potrebbe rendere il cammino del Napoli molto difficoltoso.

UNA NUOVA DIMENSIONE – quello che però è cambiato in maniera radicale rispetto al recente passato è la consapevolezza nei propri mezzi, la convinzione di aver assunto ormai una dimensione di primo piano. A Castelvolturno non ci si nasconde più dietro frasi sibilline, cali di motivazioni e presunte responsabilità esterne. Benitez ha assicurato la sua esperienza, la sua credibilità internazionale e il coraggio di metterci la faccia. Sempre. Questo da solo non basterà per vincere – per cui toccherà investire ancora e avere un ambiente coeso, ma è un passo necessario e indispensabile per provare a diventare “grandi”.

Servizio a cura di Pompilio Salerno

Tufano

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