Bifulco, Luperto e Romano: Una favola in Qatar

Benitez li ha voluti nel ritiro a Doha. Il tecnico della primavera Saurini: "Grande orgoglio"

«Mister tutto bene. Ci stiamo allenando tutti insieme qui a Doha». Continua perciò il feeling di Bifulco, Luperto e Romano con la prima squadra, anche a distanza di migliaia di chilometri. Un ulteriore riconoscimento al valore dei tre moschettieri della Primavera, che già da tempo erano stati catturati dall’occhio lungo di Rafa Benitez. In ritiro col Napoli quest’estate e poi ultimamente assidui frequentatori di Castelvolturno. Per allenarsi con la prima squadra, sempre sotto gli occhi vigili dello spagnolo. Eccoli ora a Doha, diventato di colpo il paese delle meraviglie, anche per il solo fatto di partecipare. Andare in campo contro la Juve sarebbe poi l’apoteosi: davvero improbabile ma, si sa, in questi casi non si può mai dire mai. «Mi aggiornano continuamente su ciò che fanno in Qatar», mister Saurini gonfia il petto d’orgoglio e ne ha ben donde: «Per tutti noi queste convocazioni sono una gratificazione, il miglior riconoscimento per il lungo lavoro svolto da e con questi ragazzi. Ma era nell’aria. Benitez, col quale c’è da sempre un dialogo aperto su tutto ciò che riguarda la Primavera, me lo aveva confermato alla cena di martedì. E quando c’è stata l’ufficialità s’è festeggiato tutti insieme». 

SOGNO O SON DESTO. E poi i tre hanno dovuto aprire gli occhi e salire sull’aereo per la Supercoppa. Per Alfredo Bifulco da Ottaviano (fra nemmeno un mese maggiorenne) un occhio di riguardo poiché è uno di quegli esterni offensivi che piacciono tanto a Benitez. Essendo in grado di usare con disinvoltura entrambi i piedi, potendo sfruttare lo scatto bruciante sul breve e la capacità di saltare l’uomo. Un po’ Callejon e un po’ Insigne. Per l’Albiol di Lecce, alias Sebastiano Luperto (18, ricorda tantissimo lo spagnolo, dalle movenze, al ruolo, alla barba), riscattato dal Napoli dopo il prestito della scorsa stagione, una nuova occasione dopo la panchina in Milan-Napoli, ma altre ancora ne seguiranno. Perché è cresciuto tantissimo sia nel fisico che tecnicamente, ed è un (raro) mancino. Infine Antonio Romano (18): il Gerrard di Cercola è un fine ispiratore di manovra con entrambi i piedi, in grado di destreggiarsi anche nella fase di non possesso (in un centrocampo indifferentemente a 2 o 3). Sta lavorando e migliorando soprattutto sulla gestione dell’istintività.

Fonte: Il Corriere dello Sport

Tufano

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