Bufera sull’arbitro di Milan-Napoli

È stato scandaloso il rigore assegnato al Milan nella partita contro il Napoli al 4′ della ripresa. E non soltanto perché Aronica ha colpito con il braccio dopo essere stato sbilanciato da Pato e Jankulovski.  L’arbitro Rocchi, così attento a cogliere il tocco dell’azzurro (lo ha ammonito, come da regolamento, e da ieri anche il difensore è nella lista dei diffidati), non s’è accorto che pochi istanti prima Ibrahimovic aveva commesso due irregolarità che avrebbero dovuto far interrompere l’azione: lo svedese era in fuorigioco sul colpo di testa di Pato su cross di Gattuso; deviando il pallone sul secondo palo, ha evidentemente spintonato Cannavaro e De Sanctis ha cercato di attirare l’attenzione dell’arbitro e del guardalinee Liberatore, che ben posizionato avrebbe dovuto vedere quanto era accaduto in area prima del tocco di Aronica. Invece, niente, nessuna segnalazione.

Prima e dopo questo episodio s’è visto poco da parte del Napoli. Ma il Milan ha segnato il primo gol grazie a un rigore che non doveva essere fischiato. «È il concetto “quel fallo poteva starci” che non accettiamo», ha detto il direttore sportivo Bigon, che ha escluso interventi della società presso il presidente dell’Aia, Nicchi, e il designatore Braschi. «Accettiamo l’errore, però la teoria “quel fallo poteva starci” non va bene: se c’è un errore, c’è un errore. E c’è perché Ibrahimovic ha commesso un fallo su Cannavaro pochi attimi prima: quel rigore ha condizionato l’equilibrio della partita», ha spiegato Bigon dopo essersi consultato con De Laurentiis e il direttore generale Fassone, ex arbitro.

A proposito di episodi, quello all’inizio del primo tempo. «Cavani è stato fermato per un fuorigioco inesistente. E almeno altri tre giocatori del Napoli sono stati stoppati anche se erano in posizione regolare. Ecco, l’azione di Cavani avrebbe potuto essere determinante ai fini della partita, se l’arbitro non avesse fischiato», ha sottolineato Bigon.

Dopo il braccio di Robinho a Verona, quello di Aronica al Meazza: vantaggi in un’unica direzione, rossonera? «Non c’è alcun disegno, noi accettiamo il risultato del campo e andiamo avanti». Ma nelle stanze di Castelvolturno restano le perplessità per questa sequenza di errori (quello di Verona è stato ammesso da Braschi, quello del Meazza no) in favore del Milan.

Domenica al San Paolo, in occasione della partita contro il Brescia («È fondamentale per rendere memorabile la nostra stagione», ha osservato Bigon), ci sarà una protesta dei tifosi, forse un’altra pañolada come quella inscenata per la gara contro il Catania in segno di protesta dopo la decisione della Corte di giustizia federale di confermare le tre giornate di squalifica a Lavezzi per lo scambio di sputi con il romanista Rosi.

Il Pocho sconta l’ultima giornata proprio domenica. Lui e i suoi compagni saranno tenuti a rapporto oggi pomeriggio da Mazzarri alla ripresa degli allenamenti. Il discorso del tecnico toccherà anche la questione arbitri perché lui vuole la squadra concentrata sulle ultime undici partite, senza distrazioni provocate da polemiche.

La Redazione
C.T.

Fonte: Il Mattino

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