Cagliari-Napoli non finisce mai

Vietato uscire. Restate lì, inchiodati al vostro posto. Che nessuno s’azzardi ad andar via un momento prima della fine della gara perché quando il Cagliari e il Napoli s’incrociano può accadere di tutto. Sì, Cagliari e Napoli fanno spesso cose strane. Ad esempio, hanno preso l’abitudine – negli ultimi tempi soprattutto – a non dare mai nulla per scontato e meno che meno il risultato. Infatti, almeno una volta a campionato offrono emozioni impetuose, ribaltoni di sentimenti, montagne di felicità improvvise e precipizi d’amarezze inaspettati. Roba forte. Roba da ricordare. Quando ci sino di mezzo loro, le partite non finiscono mai; neppure quando, a pochi secondi dalla fine, certi risultati sembrano ormai scritti. Insomma, Cagliari-Napoli – e non importa che tocchi al Sant’Elia o al San Paolo ospitare i giochi – è sempre il match dell’ultimo sospiro.

SUCCEDE… – Storia recente e emozionante. Gennaio 2008. Il Napoli si gode in Sardegna una bella sensazione di vittoria. Grazie ad Hamsik, è sopra d’un gol quando sta per cominciare il quarto ed ultimo minuto di recupero. Invece, 48′ del secondo tempo, fa gol Matri. Finita qui? Macché. 49′ e anche Conti frega Gianello e tutta la difesa bella addormentata. Incredibile ma vero: Cagliari di Ballardini 2 e Napoli di Reja squalificato (quel giorno in panchina c’è Viviani) che torna negli spogliatoi incredulo e sconfitto.

STESSA STAGIONE– Stesso anno, ma diverso campionato. Novembre. Stavolta la cornice è quella di Fuorigrotta. Napoli in vantaggio col solito Hamsik (allora era lui il bomber della squadra), poi pareggia Lopez, quindi, al 40′ del secondo tempo fa gol il Pocho. Il Napoli sorride, pensa d’avere ormai i tre punti in tasca. Illusione: 49′, mancano una decina di secondi al tutti a casa, e ancora lui, ancora Conti, salva il Cagliari di Allegri. Due a due. Una cattiveria per Reja che festeggia le sue prime 100 partite in A e per un fantastico Napoli costretto a rallentare dopo dieci successi di fila sul prato di casa.

VERSO NATALE– Ce n’è ancora. Dicembre del 2009. Ancora al Sant’Elia. Un’altalena di gol e di emozioni. Segna subito Lavezzi. Poi, nella ripresa, raddoppia Pazienza. Il Napoli di Mazzarri sembra avviato verso un successone e invece anche stavolta tutto cambia. Alla mezz’ora, infatti, riduce Larrivey. Poi pareggia Matri e il 45′ segna pure Jeda. Proprio così. Il Cagliari di Allegri che era sotto di due gol, ora vince per tre a due. Ma anche stavolta è in arrivo la sorpresa. Sette minuti di recupero e al sesto, al 51′, segna Bogliacino che fissa il 3-3.E così siamo a una successo per il Cagliari all’ultimo momento e due pareggi all’ultimo sospiro. Per il Napoli in conto è negativo. E allora ci pensa il Pocho a riportare tutto in equilibrio. Novembre 2010. Si gioca sull’isola e c’è Bisoli sulla panchina sarda. Il risultato è sullo zero a zero e al quarto minuto di recupero c’è il Cagliari in attacco. Il Napoli rischia, ma riesce a ripartire. Vola Cavani, che dà palla a Lavezzi. Ai venti metri il destro che fulmina Agazzi e consegna i tre punti agli imprevedibili azzurri di Mazzarri.
Ecco, Cagliari-Napoli è anche questo. Lo bello del calcio, se si vuole: nessuna logica, la voglia di voler vincere anche all’ultimo secondo, tantissime emozioni. E domani si replica.  

La Redazione  

A.S.  

Fonte: Corriere dello Sport

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