Calcioscommesse: Spunta una utenza intestata al Dap nel passaggio di assegni a Milano

Nell’intercettazione il rapporto tra il commercialista dei bolognesi e un utilizzatore del Ministero. L’ex preparatore atletico del Ravenna fa  riferimento a un nascondiglio di denaro avuto da Doni

Cremona. Spunta anche un’utenza intestata al Dap fra le migliaia di intercettazioni dell’inchiesta sulle partite truccate.
Utenza sospetta. In un’informativa del 17 ottobre del 2010 «si registra il passaggio di alcuni assegni tra Francesco Giannone (commercialista del gruppo dei bolognesi) e l’utilizzatore dell’utenza intestata al Ministero della Giustizia-Dap». L’ipotesi è che potessero servire per effettuare delle giocate a Milano, dato che «era emerso con certezza che vi era un gruppo di scommettitori di Milano, inserito nel circuito delle partite combinate». Gli investigatori trovano anche un riscontro nel messaggio che viene inviato il 17 ottobre da Manlio Bruni (commercialista del giocatore Beppe Signori) a Francesco Giannone, «nel quale il primo riferisce di aver centrato la partita della Lazio e di avergli mandato otto (probabilmente si tratta di ottomila euro) all’agricola, forse Banca agricola mantovana», si registra negli atti.
Le scommesse. «È evidente che sia Francesco Giannone che Manlio Bruni sono ancora interessati al mondo delle scommesse, che anzi, costituisce per loro una fonte di approvvigionamento di liquidità di cui necessitano in considerazione delle sollecitazioni che pervengono dall’istituto di credito».
Il tesoretto di Santoni. Lo scorso cinque novembre l’ex preparatore dei portieri del Ravenna Nicola Santoni telefona al padre e gli chiede quanto denaro deve avere l’architetto. «Circa 1.500 o 1.600 euro, più due da 80 per il Comune», risponde l’uomo. Nicola Santoni sembra preoccupato ma il padre lo tranquillizza affermando di aver guardato proprio quel giorno «là dietro». Santoni dice di aver preso quattrocento euro e il padre replica che si è accorto del fatto in quanto «non era più al suo posto, ma che comunque ne rimangono ancora parecchi». È evidente, sottolineano allora gli inquirenti, che padre e figlio si stanno riferendo ad un nascondiglio segreto «dove Nicola Santoni occulta del denaro contante e questa somma dovrebbe essere cospicua». Si può però ipotizzare, affermano ancora gli inquirenti, che tale somma «sia il residuo di quanto ricevuto da Doni nei mesi scorsi».

Fonte: Il Mattino

La Redazione

M.V.

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