Cannavaro e Insigne, i napoletani del gruppo. Due “tutor” per il Napoli

Una Torre di Babele? Ma no, forse solo un po’ per gli idiomi, non tanto per disordine o confusione. Perché a questo ci penserà Benitez ed il suo staff, mettendo sempre e continuamente le cose in chiaro. Ribadendo parole, schemi e concetti in lingua universale, anche a costo di provocare nausee. E poi, se in questo Napoli sempre più internazionale le lingue dovessero intrecciarsi fra loro, sino ad ingarbugliarsi, va sempre messo in conto che c’è un (piccolo) comitato di benvenuto, costituito all’ uopo, cioè apposta per facilitare l’integrazione. C’è una piccola minoranza autoctona pronta a fare gli onori di casa, a rendere il percorso più agevole ai nuovi arrivati. Quelli che poi necessitano di prima indispensabile assistenza. Perché tanti altri, seppur di natali esteri, avevano già una certa dimestichezza col campionato italiano, oppure sono stati affiancati a loro volta da “tutor” molto affidabili.

UNDICI NAZIONI- Allora, partendo dal presupposto che Cannavaro, Insigne e Maggio sono italiani verosimilmente in prima squadra per Benitez, due di questi (facile intuire quali) sono proprio del posto. Solo due (ma potrebbero bastare) a fronte di un vero e proprio esercito straniero, una bella lista di nazioni da “giochi senza frontiere”. Dalla Colombia, alla Svizzera, e poi Uruguay, Spagna, Argentina, Slovacchia, Belgio, Croazia, Ungheria, Macedonia e Brasile. Ben undici, e adesso provate a divertirvi con gli abbinamenti. Vabbé, parecchi sono già a proprio agio in Città e nello spogliatoio, ma poi ci sono i vari Mertens, Callejon, Rafael e tutti quelli che li seguiranno. Per quel Napoli internazionale che adesso vuole De Laurentiis, prendendo anche un tecnico estero. Ecco, per loro sarebbe d’obbligo l’apripista, la guida che possa facilitare e accelerare l’inserimento. Pronti perciò su tutti Cannavaro ed Insigne.

I TUTOR- Di certo Paolo è oramai uno del mestiere. Favorì con la sua preziosa disponibilità l’adattamento piuttosto celere di Lavezzi, ma soprattutto del Flaco. Quel Federico Fernandez che accolse subito sotto la sua ala protettrice nel 2011. Dispensando consigli e dritte. Ma anche il 22enne sbarazzino Lorenzo non si farà pregare, diffondendo allegria con le sue battute e la sua ironia. Impartendo ai nuovi (e ai prossimi) arrivati anche lezioni di dialetto, e tutto ciò che occorre a modellare uno spogliatoio.

La Redazione

M.P.

Tufano

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