Cannavaro insegna calcio in Indocina collegato con Palermo

Dall’altra parte del mondo, l’ambasciatore del pallone ha chiesto un televisore per collegarsi con lo stadio di Palermo. Sbarcato in Cambogia ieri pomeriggio per conferenze e incontri con i giovani calciatori, Fabio Cannavaro ha seguito a 9500 chilometri di distanza la partita del Napoli, la squadra di cui suo fratello Paolo è l’orgoglioso capitano. Una passione sempre forte, il capitano della Nazionale campione del mondo non ha dimenticato gli inizi della sua carriera e quella cessione al Parma nel ’95, per ragioni economiche, che lo addolorò profondamente. Cannavaro ha tifato per il Napoli da Phnom Penh, capitale della Cambogia, dove è arrivato dopo due giorni trascorsi a Saigon, capitale del Vietnam. Domani lo attende uno stage per giovani calciatori, come quello che ha fatto sabato con due squadre di quindicenni vietnamiti. «Qui sono pazzi per il calcio, c’è un entusiasmo fortissimo. Conoscono i top club d’Europa e vorrebbero organizzare grandi eventi», spiega Fabio, che ha cominciato a girare il mondo come testimonial pubblicitario e ambasciatore dal calcio dopo aver chiuso la carriera. Ha annunciato l’addio sei mesi fa, 9 luglio 2011, a cinque anni esatti dal trionfo mondiale all’Olympiastadion di Berlino. «Cerco di trasmettere emozioni e nozioni nei contatti con questi ragazzi», dice Cannavaro, che presto sul suo sito internet lancerà una web-tv. Intanto, Fabio si diverte a descrivere quanto ha visto in questi giorni in Vietnam e in Cambogia. Con l’Ipad riprende scene di vita vissuta, come quella di una famiglia – padre, madre e tre figli – sullo scooter nel centro di Saigon. «E poi dicono che a Napoli vanno in tre sul motorino», ha scritto a Claudio Villa, il fotografo che lo segue dagli inizi della sua carriera. Tutto il mondo è paese, o quasi.

Fonte: Il Mattino

La Redazione

M.V.

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