Caso Icardi, Cataliotti: ”Reintegro o risoluzione contratto, ecco perché”

Jean-Christophe Cataliotti, noto avvocato esperto anche di diritto sportivo, è stato intervistato dai colleghi di Calciomercato.com

Jean-Christophe Cataliotti, noto avvocato esperto anche di diritto sportivo, è stato intervistato dai colleghi di Calciomercato.com per analizzare la situazione relativa a Mauro Icardi, ex capitano della squadra relagato ai margini da club e allenatore. Quali gli scenari dal punto di vista giuridico? Ecco le risposte del legale: “Come finirà? Non è facile rispondere a questa domanda perché le parti in gioco sembrano essere ancora molto distanti tra loro e anche le norme del calcio, sia nazionali che internazionali, potrebbero giocare un ruolo importante in questa vicenda. In caso di mancata reintegrazione negli allenamenti, il calciatore potrà adire il Collegio Arbitrale per chiedere, in alternativa, o la immediata reintegrazione negli allenamenti o la risoluzione del contratto. Se l’Inter però lo reintegrasse ma non lo impiegasse in partite ufficiali, si tratterebbe di una forma di vendetta ‘legalizzata’ da parte della società nerazzurra per il rifiuto del calciatore di accettare il trasferimento ad altra squadra in questa finestra di mercato”.  

Ma l’Inter potrebbe mandare Icardi in tribuna per due anni senza mai fargli giocare una partita?  “Ho letto questa notizia un po’ dappertutto, ma è errata! E’ impossibile che l’Inter non impieghi Icardi almeno in qualche partita ufficiale. E ne spiego il motivo. Se Icardi non prenderà parte almeno al 10% delle partite ufficiali disputate dalla sua squadra, il calciatore stesso potrà chiedere e ottenere la risoluzione del contratto per giusta causa sportiva. Si tratta di una norma della FIFA (Regolamento sullo status e trasferimenti internazionali dei calciatori – art. 15) riservata ai soli calciatori c.d. affermati, i quali, se non vengono impiegati almeno per il 10% delle partite ufficiali disputate dalla squadra di appartenenza nel corso della stagione, possono, appunto, risolvere il contratto. Tale facoltà è esercitabile nei 15 giorni successivi all’ultima gara ufficiale della stagione sportiva disputata dalla squadra per la quale è tesserato il calciatore. In pratica, se l’Inter dovesse relegare in tribuna Icardi per tutta la stagione rischierebbe di perdere il calciatore a parametro zero”.

E se il calciatore rifiutasse la convocazione proprio per poter risolvere il contratto per giusta causa sportiva?  “Il calciatore passerebbe dalla parte del torto, non essendo imputabile all’Inter il mancato impiego del calciatore nelle partite ufficiali”. 

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