Cavani, flop in Confederation Cup. Per il Matador continua la maledizione in nazionale

Chissà se Muslera ce l’avesse pure con lui. «È vero che abbiamo perso dai campioni del mondo ma è altrettanto vero che molti di noi hanno giocato sotto tono» ha detto il portiere uruguaiano, riferendosi anche a Cavani. La “celeste” è stata maltrattata dagli spagnoli ben oltre il risultato finale. Cavani è stato la delusione della serata: sotto porta ha appena sfiorato di testa una buona occasione da rete, l’unica della gara, qualche volta si è visto sulla trequarti in fase di costruzione del gioco, quasi sempre ha rincorso inutilmente il tic-toc avversario a centrocampo. È sembrato nervoso, anzi lo era di sicuro come ha evidenziato il fallo su Ramos che poteva costargli anche il “rosso”.
Insomma, al debutto in Confederations il botto è stato grande: per il gioco, la posizione tattica e la concentrazione, il Cavani formato Uruguay è un lontanissimo parente di quello ammirato in maglia azzurra. Forse pesano gli intrighi che gli impediscono di accasarsi al Real Madrid. Si sa che occorrono 63 milioni di euro per strapparlo al Napoli. Una cifra altissima, dettata dalla convinzione che nel mondo pochissimi bomber sono al suo livello ma anche dai fatti: 104 reti in 138 partite nel Napoli, una media-gol spaventosa, solo Cristiano Rolando e Messi hanno fatto meglio.
Con la sua Nazionale invece i numeri sono deficitari: 14 reti in 51 gare. La metamorfosi del Matador ha un motivo ben preciso alla base del crollo: Mazzarri ha saputo sfruttare nel migliore dei modi il potenziale offensivo del centravanti di Salto. Con Tabarez la musica è diversa, a cominciare dai compagni di reparto, in grado di rubargli la scena come Forlan e Luis Suarez. Cavani sa bene che per dimostrare di valere i 63 milioni della clausola, deve ergersi a protagonista della Confederations: al debutto ha “steccato”, ora in silenzio medita il riscatto.

Fonte: Il Mattino

La Redazione

G.D.S.

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