CdS – Al San Paolo delirio azzurro

Ci sono notti per emozioni folli. Ci sono partite per sensazioni uniche. Na­poli- Milan è stato tutto questo e lo sarà an­che nei giorni futuri. Perché ci sono cose che restano dentro, che non puoi cancella­re, che ti svegli il mattino dopo e sembra che è ancora oggi. Il primo gol del Milan, poi il pareggio rabbioso del Napoli con il Matador, l’altro gol, quello del vantaggio ­stratosferico – sempre di Cavani. E l’altro an­cora, quello del delirio, firmato Edinson. Che alla fine si porta via il pallone perché ha fatto tripletta. E’ 3- 1, il San Paolo canta «Oi vita, oi vita mia… » . E’ uno spettacolo!

C’ERAVAMO SEMPRE AMATI – Rieccoli assie­me, l’uno fianco all’altro: dov’eravamo ri­masti? Le luci del San Paolo riaccese, fiac­cole che abbagliano dalla curva B per mo­strare ciò che si vive dentro: cinquantami­la e dintorni, come quattro mesi fa, la not­te della Champions, 1-1 con l’Inter e via felici verso l’Europa aristocratica. Bentor­nati al San Paolo, l’epicentro di un univer­so che comprende sei milioni di tifosi nel mondo ora rappresentata da uno stadio che tracima euforia. Anno nuovo, ma sce­nario vecchissimo d’una Fuorigrotta im­mutabile al cambiamento dei tempi e ag­grappata alla passione popolare per una squadra da sogno.


TUTTI PRESENTI
– Cinquantamila, tra cui l’Italia intera, perché in questo debutto tra le stelle, il cuore pulsa, il cervello sugge­risce e la macchina va, con striscione o senza: il Molise è lì ed ha fatto muovere so­stenitori che resistono dall’epoca di Ma­radona e che manco il Fallimento ha mai allontanato; la Calabria è pure là, tra di­stinti e la tribuna Nisida; e sono partiti da Genova e da La Spezia, dal mantovano, da Brescia, da Parma e dalla Spagna – Ma­drid e Siviglia – e dal­la Francia.

LA SOLIDARIETA’ – Lo stadio non è semplice­mente un luogo di ri­trovo, un appunta­mento per rivedersi e dimenticare o distrar­si o esaltarsi: il san Paolo, pure per Napoli- Milan, ha senti­menti nobili e un pensiero (doveroso) per i marinai di Procida e di Torre del Greco sequestrati tra febbraio e aprile in acque somale e verso i quali la testimonianza di affetto arrivano dal settore distinti domi­nati da uno striscione: «Per marinai così indifesi, ancora quanti mesi?».

LA SCARAMANZIA – Crederci o non crederci è un dettaglio, in questa Napoli immersa con la testa nel pallone e pronta a tutto per vivere la sua serata d’onore, diviene es­senziale esibire il meglio di sé coreografi­camente e tenere fede a propri riti: piaz­zale Tecchio, alle sei della sera, quando gli eroi d’un match da copertina sono an­cora placidamente avvolti nella propria tensione, brulica di gente intorno ad un corno gigantesco ( senza eufemismi) sul quale chiunque può – praticamente deve ­apporre la propria firma. E’ entusiasmo collettivo, è scaramanzia di massa alla quale si ricorre aspettando il pullman del­la squadra che piomba nel clima d’un quartiere ( paralizzato) alle diciannove e fatica a districarsi tra quel fiume di gente che vuole semplicemente trasmettere la propria presenza.

« OSSESSIONE » CHAM­PIONS – Il Milan è l’anta­gonista al quale dedica­re l’attenzione genera­le ma in questo micro­cosmo partenopeo, le tentazioni, le aspirazio­ni, le «ossessioni» sono varie: la dimensione di un Napoli ormai senza frontiere «costrin­ge » a giocare un giorno sì e l’altro pure e mentre il fischio d’inizio è ancora distan­te, intorno ai botteghini d’un San Paolo preso d’assedio si rincorrono puntuali le domande sulla Fiorentina e sul Villarreal, persino sulla trasferta lontanissima di no­vembre a Monaco di Baviera. Stamani è un altro giorno, però complessivamente identico agli altri: si ricominciano a for­mar le file, per la sfida di sabato prossimo con «la viola» di Mihajlovic; per il match di martedì 27 contro Pepito Rossi & com­pany. Se ne annunciano altri cinquantami­la (almeno), forse gli stessi, forse diversi, chissà. Un’onda travolgente…

La Redazione

A.S.

Fonte: Corriere dello Sport

Tufano
Vesux
Pizzalo Pozzuoli

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