CDS: La prova-tv non può basarsi sul sospetto

Il Corriere dello Sport, non ci sta, va all’attacco di Tosel. Il noto quotidiano sportivo in prima pagina esprime tutte le sue perplessità sul provvedimento adottato dal giudice sportivo.

Ecco il testo:
La giustizia sportiva è cambiata. Si possono prendere provvedimenti nei confronti dei calciatori non solo quando le immagini tv mostrano un comportamento violento sfuggito all’arbitro (quella era la vecchia prova tv). Ma anche se esiste il semplice sospetto che un episodio del genere sia accaduto. Basta un indizio, insomma, per essere condannati. Le riprese di Sky, base della condanna, sono state effettuate da distanza siderale. Neanche ingrandendo a dismisura l’immagine, si può intravedere che qualcosa parte da Rosi verso Lavezzi. Da parte sua, c’è solo un gesto che non è incompatibile con uno sputo: tutto qui. Ma si può squalificare un giocatore per 3 giornate perché si suppone che abbia commesso una scorrettezza del genere? No, non si può e non si deve, altrimenti la giustizia sportiva è legata a sensazioni: inaccettabile.

 

La Redazione

C.T.

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