C’è un ruolo senza padrone: “Zuniga o Dossena? Questo è il dilemma…”

C’è un ruolo senza padrone: “Zuniga o Dossena? Questo è il dilemma…”

Uno dei pochi dubbi di formazione che Mazzarri si trascina alla vigilia della sfida per la Supercoppa Italiana è quello relativo all’esterno sinistro di centrocampo: Zuniga o Dossena? In pratica è lo stesso dilemma che si proponeva lo scorso campionato. Meglio il colombiano che è destro naturale, oppure Dossena che fu appositamente acquistato e nasce mancino?
Una copertura adeguata di quel ruolo il Napoli la sta cercando da anni. Invano. Durante l’era De Laurentiis si sono avvicendati in tanti, da Savini a Rullo, da Vitale a Mannini, da Dàtolo ad Aronica, da Dossena a Zuniga. Nessuno in grado di soddisfare appieno le esigenze dell’allenatore e conquistarsi il posto da titolare. Persino De Laurentiis, un giorno si spazientì e rispose a muso duro a Donadoni: «Anche un esterno sinistro? Lo comprasse lui». Quell’estate il presidente aveva condotto una campagna acquisti sontuosa e mal sopportava che l’allenatore chiedesse un altro elemento. Salvo, poi, intervenire a gennaio 2010 e rilevare dal Liverpool Andrea Dossena, con il benestare di Mazzarri, si presume. Ma neanche lui per varie ragioni ha convinto il tecnico. Ed allora, dal momento che l’area tecnica non è stata in grado di individuare l’esterno ad hoc nel corso dell’attuale calcio mercato, si ripropone il dilemma in vista del secondo faccia a faccia con la Juve in meno di tre mesi, stavolta in palio c’è la Supercoppa Italiana: Zuniga o Dossena? All’Olimpico, il 20 maggio scorso, giocò il colombiano e il favorito resta ancora lui anche se Dossena ha mostrato segnali di progresso durante il precampionato.
Camilo Zuniga era stato acquistato dal Siena nel 2010 per fungere da alternativa a Maggio. Il Napoli si sobbarcò un investimento non da poco per strapparlo alla nutrita concorrenza (Roma, Inter, Juve), pari a un importo di circa otto milioni di euro. Si tratta di un destro naturale, abile nell’interpretare le due fasi di gioco. Sa agire da esterno basso in una difesa a quattro, come da esterno alto in un centrocampo a cinque. Giammai Zuzù, come lo chianmano i compagni, pensava di doversi snaturare per ritagliarsi un pò di spazio nel Napoli. Ma è stato costretto a farlo per sopperire all’emergenza, poi con il tempo è riuscito a districarsi anche sulla corsia di sinistra eliminando certi difetti.
I PRECEDENTI – Una delle prime volte in cui Mazzarri gli chiese di spostarsi a sinistra fu in Champions League, precisamente a Manchester. Zuniga giocò con tanta applicazione, neutralizzando Barry o chiunque affondava dalle sue parti, da meritarsi i complimenti dell’allenatore a fine partita. Successivamente, Zuniga, che è nazionale colombiano ed è abbastanza più giovane di Dossena, ben quattro anni, ha giocato spesso a sinistra, riducendo di molto quelle finte e controfinte inutili, diventando di gran lunga più pratico ed efficace sia in fase di attacco che in quella di difesa.
Tra l’altro ha anche realizzato due gol: uno al Genoa ed un altro alla Roma all’Olimpico. Deve ad ogni modo progredire nella costanza di concentrazione nell’arco della stessa gara. Gli capita infatti di accusare amnesie nelle effettuare le diagonali o di intervenire in ritardo nelle chiusure.
ALTRE VIRTU’ – Le sue caratteristiche sono diverse da quelle di Dossena: ha meno esplosività nella corsa ma più abilità nell’uno contro uno. Tra l’altro possiede anche un discreto tiro dalla distanza. Nell’ultima amichevole al San Paolo, contro lo Sporting Braga, ha realizzato un gol e centrato un palo. Mazzarri ha dedicato molto del suo tempo per addestrarlo al meglio in quel ruolo ed i suoi progressi hanno indotto il Napoli a cercare un esterno destro piuttosto che andare alla ricerca di un mancino avanti con gli anni e supervalutato.
De Laurentiis aveva provato a prendere Balzaretti dal Palermo ma dopo il «no» del nazionale ha deciso di non cercare altri esterni sinistri tanto c’è Zuniga in tandem con Dossena. Nel frattempo i tecnici del vivaio (Muro per gli Allievi e Liguori per i Giovanissimi) stanno provando a crescere in casa il mancino per la prima squadra e pare che non manchino ragazzi di buone prospettive.
Fino all’ultimo Andrea Dossena spera che Mazzarri gli dià la chance di affrontare la Juve da titolare. Non è uno sfizio, è un comprensibile desiderio. Perché lo scorso anno non è mai successo. Subentrò al posto di Zuniga nel tre a tre dell’andata; idem al ritorno ma in sostituzione di Maggio; ed in Coppa Italia entrò nei minuti di finali per dare il cambio ad Hamsik. Non è tipo che si arrende, Dossena, e stavolta come sempre conta di convincere l’allenatore attraverso allenamenti sostenuti e prestazioni nelle amichevoli, queste ultime lo hanno imposto all’attenzione generale.
GRANDI ASPETTATIVE PERSONALI – Per questa stagione, Dossena ha fatto un giuramento a se stesso: dovrà essere per lui importante e decisiva. Soprattutto sul piano della continuità. Nello scorso campionato, infatti, accusò alcuni alti e bassi per cui fu costretto in varie occasioni a partire dalla panchina. La competizione con Zuniga non lo infastidisce più di tanto. Anzi l’accetta e s’impegna ancora di più per vincere la concorrenza. In pratica funge da pungolo.
Dossena, nonostante tutto, ha collezionato 33 presenze per due campionati di fila. Forse gli è mancato di realizzare qualche gol in più. Ne ha messo a segno uno nel campionato 2010-2011 e due nel successivo. Ma non sono mancati gli assist ed i cross per la testa di Cavani.
All’esterno sinistro di Lodi è venuta meno la brillantezza fisica e la costanza di rendimento nell’arco del torneo. Ma ora pare abbia svolto una preparazione più accurata e si sente pronto per scacciare la concorrenza di Zuniga. Tra Europa League, campionato e Coppa Italia, ci sarà spazio per giocare e convincere Mazzarri a concedergli un ventaglio maggiore di opportunità.
DOTI CHE VALGONO – Dossena garantisce più fisicità di Zuniga sulla corsia di sinistra, sa guadagnare il fondo del campo come pochi e riesce a servire al centro con puntualità palloni per i compagni. Ma per sfoderare tutte le sue qualità deve essere al top della forma e non sempre è capitato.
Dossena si è affidato alle cure del preparatore atletico Pondrelli, ha seguito un programma personalizzato di allenamenti ed ora è pronto per tornare il mancino che per un periodo era arrivato fino alla nazionale e che il Liverpool per portarlo in Premier League versò oltre dieci milioni di euro all’Udinese. Il Napoli, invece, l’ha rilevato a prezzo di saldo dopo due stagioni in chiaroscuro con la maglia dei «Reds».
Fonte: Corriere dello Sport
La Redazione
A.F.


La redazione di IamNaples.it

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